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CASE DEDICATE BRUNETTO DE BATTÉ

CASE DEDICATE BRUNETTO DE BATTÉ

CASE DEDICATE BRUNETTO DE BATTÉ

Casa come me
Nel mondo non c'è forse abbastanza spazio per costruire tutte le case che Brunetto De Batté disegna nei suoi quaderni per maestri e colleghi, per i molti amici e compagni di strada. Un sogno di carta, prossimo all'utopia di Malaparte, che voleva costruire, mattone su mattone, una città che gli somigliasse, che fosse il suo ritratto e insieme la sua biografia; una città che alla fine ha trovato la sua sintesi in una casa, la "casa come me". Una sequenza di ritratti di pietra e cemento, per ora virtuali, che sono altrettanti velati autoritratti: disseminati in un tempo simultaneo con la corsività della matita.
Sandro Ricaldone

CASE DEDICATE BRUNETTO DE BATTÉ

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Casa di case
Nel condominio/bacheca coesistono diverse anime che dialogano attraverso la parola della forma.
Un dialogo che mira ad approfondire il significato delle relazioni che scaturiscono da quel procedimento espressivo in cui ogni dedica è offerta con affettuosa attenzione. Un vero e proprio genere letterario di singoli esemplari destinati a chi si è incontrato (anche solo per poco) nel tempo della vita.
Giovanna Santinolli

CASE DEDICATE BRUNETTO DE BATTÉ

CASE DEDICATE BRUNETTO DE BATTÉ

La casa prende nome
Mentre scorro sul sito di Brunetto De Batté le immagini delle sue case dedicate [2008] mi accorgo che quello che realmente scorre è la narrazione di una geografia culturale raffinata e ricercata. La propria personale mitologia di architetti, scrittori, artisti, amici, luoghi, Maestri. Uno dietro l'altro in una trama che si mostra per quello che è. Universo di rapporti costruiti pazientemente negli anni, meticolosamente precisati, e perciò riconoscibili. C'è un che di bisognoso [come uno che non riesca a fermarsi] e affettuoso, direi. Abbiamo imparato che a distanza di anni i legami [punti di riferimento] possono essere espressi soltanto a parole. Ma i disegni sono le parole pronunciate da una matita.
Ad personam. Pensiero e segno, segno e pensiero riuniti nel prototipo dell'unità.
Una casa diventa la casa e prende nome.
Il nome come la luce dell'alba che toccando la realtà ne disvela pezzetto dopo pezzetto l'esistenza, il nome fornisce l'identità. Ma di chi? Mi soffermo sulle invenzioni delle forme e mi pare di riconoscere il carattere del destinatario della dedica. Ma se leggo dapprima il nome mi pare di rintracciare l'inevitabilità della forma [il bastione sull'acqua di Maurizio Maggiani, le casette una sull'altra per i SITE, la torre di Babele per De Carlo, la caffettiera animata di Riccardo Dalisi, la casa panciuta vagamente Sputnik per Alessandro Mendini]. Citazioni non casuali, sono tra i riferimenti conosciuti frequentati condivisi anche da me. Perché questo è l'altro movimento. Brunetto offre ad ognuno che abbia sfiorato gli stessi nomi come un dono l'invenzione illuminante di un messaggio incantato. E per quelli mai conosciuti il fuoco di artificio di una curiosità. è conoscenza vera, e tu ti chiedi:
com'è che io non ci ho pensato?
Nel mio studio c'è una privatissima galleria di disegni di architettura. I disegni di Brunetto De Batté ne fanno parte.
è il filo di una lunga silenziosa amicizia. Sono casette arrampicate su scogliere o picchi rocciosi o strati naturali sovrapposti, il tratto su cartoncini turchese 21x15,5 [come i quaderni delle case dedicate].
Le considero case dedicate a me.
Davide Vargas

CASE DEDICATE BRUNETTO DE BATTÉ

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Brunetto De Batté
Architetto, è stato docente di Progettazione architettonica presso l'Università degli Studi di Genova e direttore del Master di Architettura per lo spettacolo. è redattore della rivista Anfione Zeto e collabora con diverse webmagazine. Ha partecipato a due edizioni della Triennale di Milano e a cinque edizioni della Biennale di Venezia, inoltre è stato invitato ad esporre in diversi Musei e Università.
www.brunettodebatte.it

CASE DEDICATE BRUNETTO DE BATTÉ
a cura di Sandro Ricaldone
Entr'acte
via S. Agnese 19R
Genova
dal 29/3/2017
al 21/4/2017
orario:
merc - ven
ore 16:00 - 19:00
inaugurazione:
mart 29/3/2017
ore 18:00

© archimagazine

Architettura
Design
Transportation Design
Le spider anni '50 e anni '60 di Umberto Panarella

Le spider anni '50 e anni '60

L'automobile fu la naturale evoluzione della carrozza. Le prime automobili erano delle semplici carrozze alle quali furono eliminate le parti che servivano per attaccare i cavalli e aggiunto un piccolo motore a scoppio.Le prime auto erano completamente aperte o al massimo prevedevano, come sulle carrozze, una copertura a mantice. Agli albori, quindi, erano tutte scoperte, anche perché i motori erano poco potenti e perciò nessun costruttore era intenzionato ad appesantirle con una carrozzeria chiusa.

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