Design

Ettore Sottsass. Se la forma segue l'emozione

di Nicola Angerame

E' una figura imprescindibile nella storia del design italiano. Fautore del "design radicale" e del "nuovo design", fondatore di gruppi storici come Alchymia o Memphis, Ettore Sottsass ha cambiato in più occasioni il volto di una disciplina che ha reso l'Italia contemporanea famosa nel mondo per la creatività e la cultura del vivere domestico.

Nutrito di riviste di moda e civiltà antiche, estraneo alla lezione funzionalista del Bauhaus e della scuola di Ulm, il giovane Sottsass forma la propria idea di design a partire dal rifiuto dell'architettura "amorale" delle Ina Case (quelle del Piano Marshall) sostenuta dal movimento razionalista del dopoguerra. Artista poliedrico, pittore nel gruppo MAC e fotografo, l'architetto di Innsbruck indica un nuovo modo di essere designer, slegandosi dall'ufficio di progettazione e diventando, anche grazie alla collaborazione con un industriale riformista come Adriano Olivetti, un vero attore della cultura visiva. Agli albori dell'era elettronica, disegna il primo calcolatore Elea cui seguirà la famosa macchina per scrivere Valentine, vincitrice del Compasso d'Oro: sono oggetti in cui la forma persegue una "funzione psichica". La sottsassiana interpretazione dell'incontro tra spiritualità orientale e materialismo occidentale si esprime nella rivista beat Pianeta fresco (fondata nel 1967 con Allen Ginsberg e Fernanda Pivano), nelle ceramiche per Bitossi e nei mobili sperimentali per Poltronova, creati per catalizzare energie culturali o stimolare nuovi comportamenti domestici.

La forza innovativa dell'ingegno di Sottsass non conosce ostacoli. In anticipo sugli anni della contestazione, indica il design come strumento di critica sociale, aprendo la via alla grande stagione del radical design (1966-72) ed alla affermazione della necessità di una nuova estetica, più etica, sociale e politica. Deluso da un'industria sempre più vorace, Sottsass programma l'unione delle coeve suggestioni avanguardiste, Pop, poveriste e concettuali, con l'idea di un design "rasserenante", emancipatorio e sostenitore di un consumismo alternativo a quello imposto dalla "società della pubblicità". La vena utopica di Sottsass fa da sponda al radicalismo italiano, che esprime la propria aspirazione teorica in riviste (In, A.D., Casabella e Domus), mostre, dibattiti e mobili-manifesto (brillante contributo tutto italiano). L'apice è Italy: the new domestic landscape (1972), mostra del MoMA in cui la sottsassiana Micro Environment, "casa ambiente" futuristica e grigia, vuole "neutralizzare" una cultura regolata sui canoni di un razionalismo che proprio nel consumismo trova il fattore irrazionale capace di invalidarne il progetto. Le inquietudini sottsasiane si esprimono anche nelle famose Design metaphors (1972-74), installazioni all'aperto che cercano un rapporto autentico tra la natura incontaminata e l'ordine di un interior design teatrale e poetico. I disegni de Il Pianeta come Festival, visioni architettoniche per equatoriali riti di massa, la contro-scuola di libera creatività Global Tools, (fondata con Archizoom e Superstudio) e alcune memorabili Triennali completano un'intensa stagione che frutta all'architetto austroitaliano il riconoscimento mondiale ed un invito alla Biennale di Venezia (1976). Il che non placa la sua sete di esperienze. Alchymia è il nuovo gruppo che lo vede impegnato in mostre che segnano la fine della stagione radicale. Nell'esigenza di avviarsi verso la produzione, pur mantenendo la ricerca linguistica in primo piano, il gruppo di artisti, registi ed architetti riuniti sotto il Manifesto per lo sviluppo del disegno come pensiero creano mobili "infiniti" per raccontare emozioni e sentimenti seguendo una logica "occasionale". Il disegno di Sottsass innesca un'alchimia di forme, colori e materiali che sconvolge i canoni estetici e il modo di concepire il design contro l'ornamento. Si tratta di realizzare una comunicazione ad ampio raggio, illuminando le profondità di ciascun oggetto attraverso forme semplici e primarie, ritmi pacati ma inesorabili, l'incontro di materiali ricchi e poveri ed un concreto linguaggio del colore.

Da qui al Nuovo Design è un passo. Sottsass lo compie nel 1981, fondando il gruppo Memphis, con Hans Hollein, Arata Isozaky, Andrea Branzi, Michele de Lucchi e altri architetti di caratura internazionale che cambiano il volto del mobile contemporaneo. Memphis dona agli oggetti uno spessore simbolico, emotivo e rituale. Il principio alla base di mobili assurdi e monumentali è "l'emozione prima della funzione". E' il caso della sottsassiana Carlton, una libreria che si pone a metà strada tra il totem e il video game: risposta ludica alla necessità di avere forme solide e codici godibili e di raccordare, non senza ironia, il sacro ed il profano, la storia e l'attualità, l'archetipo e le sue decadute manifestazioni. L'industria ed il mercato rispondono alle intelligenti provocazioni dell'inarrestabile sciamano del design, il quale fonda, con giovani e sconosciuti adepti, lo studio Sottsass Associati, una corazzata della creatività che realizza un'architettura disegnata attorno alluomo. Casa Wolf, Casa Olabuenaga, Casa Cei, Casa Bischofberger, il Museo dell'Arredo Contemporaneo a Ravenna, Casa degli uccelli, sono alcuni esempi di progettazione antropocentrica, tesa a stabilire un contatto organico tra la natura e la costruzione seguendo un'ideale di saggezza contadina ed interpretando i dettami del genius loci. Al contrario del decostruttivismo, gioco intellettuale di scomposizioni, l'architettura di Sottsass corrisponde al pulsare delle funzioni vitali. La sua opera capitale lo conferma: Malpensa 2000 è un luogo fatto di materiali antiriflettenti e fonoassorbenti, colori naturali e disegni lineari. Un sito pensato per restituire la quieta identità mediterranea e comunicare l'idea di una Italia "non affannata, non presuntuosa ma dedita ad una cultura dell'uomo". Un aeroporto inteso come spazio-pausa di raccoglimento piuttosto che luogo di fredda celebrazione di società ipertecnologizzate, veloci e sature di stress.

Quanto detto finora sono soltanto cenni storici di una biografia professionale che nel caso di Ettore Sottsass non si è mai distinta dalla propria vita spirituale. Lo spiegano bene i suoi 55 anni di scritti, raccolti da Pozza Editore in una poderosa biografia intellettuale fatta di centinaia di idee, sentimenti, esperienze, ricordi e convinzioni di un designer "antropologo" che ha fa decantare l'istinto in forme assolute, come in certi momenti sono state le forme di De Chirico o della Land Art, di Mondrian o dell'Arte Povera. In Scritti (1946 - 2001) Sottsass testimonia un percorso fatto di rivoluzioni interne, ma anche di fedeltà al suo retaggio neoplastico, all'uso di forme essenziali ed archetipe, con cui cogliere gli echi delle armonie cosmiche. Il pensare per forme di Sottsass non segue leggi assolute ma processi emotivi e cognitivi aleatori, profondamente umani. Il suo essere designer è un destino.

In una società che "programma obsolescenza", egli progetta un design capace di restituire l'immagine della società e stimolare un recupero della funzione etica dell'industria. La qualità formale del quotidiano è per lui una questione politica. "Se qualcosa ci salverà, sarà la bellezza", scrive, 85enne, a conclusione di Scritti. A chi ha vissuto una vita come opera aperta, distillata da una inquieta intelligenza in gocce di sereno e gioioso design, si può credere.

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