Car Design

L'Arch. Panarella ha provato per archimagazine l'Opel TigraTwin top: una prova di design

di Umberto Panarella

La prova rientra nell'operazione "Prova Opel"; ovviamente, la prova ha interessato tutto ciò che riguarda il design: dalla linea ai particolare, dall'ergonometria ai materiali

L'auto è stata messa a disposizione dalla Concessionaria Opel Officine Pelli di San Clemente-Caserta in seno alla campagna La Grande Prova Opel

La linea
La piccola coupè-spyder è caratterizzata da linee tese, in alcuni punti spigolose, che mettono in evidenza la forma a cuneo. Quando l'auto si presenta in versione coupè, il padiglione ha una forma che si discosta da quella consueta delle altre auto similari. Esso non ha la solita forma semicircolare introdotta dalla Mercedes e seguita dalla Peugeot e dalla Renault ma ha una forma più lineare che ricorda la tipologia del tetto delle vetture tipo "targa" . Il tetto è previsto in tinta unica o differenziato nella tinta da un fascione in alluminio. Questa seconda variante è quella che più ricorda il disegno di auto definite versioni " targa" ed in particolare della Lancia Beta Zagato e della Fiat X15. (Si ricorda che l'antesignana di questo genere di vettura fu la Porche 911Targa della fine degli anni '60). Tutta la vista laterale è caratterizzata dal bordo, fortemente sporgente, che, partendo dallo spoiler anteriore, forma il giroruota anteriore, fa da sottoporta ritornando a diventare giroruota posteriore.
A rendere la vista laterale tesa ed aggressiva partecipa anche la posizione molto arretrata della ruota posteriore.(si ricorda che il passo pari a 2,49 m è uguale alla versione berlina del modello corrispondente ossia la Corsa). Nell'insieme, risulta ben equilibrata. La parte anteriore della vista laterale è interessata dal gruppo illuminante che si protrae sulla fiancata così come fa la fanaleria posteriore; il taglio del cofano motore si equilibra con il taglio del baule e lo sbalzo anteriore si equilibra con lo sbalzo nullo della parte posteriore il tutto determina compattezza ed aggressività al tempo stesso. La scelta operata dai progettisti di adottare soli due posti ha permesso di eliminare il classico finestrino posteriore tipica delle coupè-spyder 2+2 ma ha permesso la realizzazione del vetro della portiera di forma trapezoidale.



In versione spider, l'auto si presenta più slanciata dando quasi l'impressione di un allungamento del passo. Si nota il roll-bar che non interferisce con il disegno della fiancata.


Analizzando la parte anteriore dell'auto, la forma ricorrente è quella del trapezio che si ripete in tutta una serie di varianti di forma e dimensione; tale forma, però, non risulta particolarmente originale come lo è il disegno della fiancata. Gli specchietti retrovisori hanno una forma che poco si armonizzano con il contesto; però assolvono bene la loro funzione.


Nella parte posteriore si ripropone il disegno del trapezio in maniera più accentuata definendo un disegno particolarmente originale. Si ritrova il baffo in alluminio già presente sulla calandra anteriore. L'accenno di spoiler sul baule, generato dalla linea di cintura, contribuisce all'originalità di questa parte della carrozzeria. Non ci sono segni interrotti, ogni segno ha un suo logico inizio ed una sua naturale conclusione senza indecisioni o incongruenze.


I particolari esterni
Con i nuovi materiali e le nuove tecniche di realizzazione ed assemblaggio, utilizzati in campo automobilistico, si possono ottenere forme di qualunque genere come nel caso dei fari. (vedi art. su Archimagazine Il faro automobilistico da elemento illuminante a fattore estetico).
Gli stilisti della Opel si sono divertiti nella progettazione del corpo illuminante. La protezione esterna in metacrilato segue la forma dei lamierati della carrozzeria. Al suo interno sono alloggiati il faro di profondità, l'abbagliante, il fanalino di posizione ed il lampeggiatore. Questi corpi illuminanti sono inseriti in alloggiamenti cilindrici con corone dentellate ad effetto specchio tanto hi-tech.

Si ritrova la forma del trapezio

Si ritrova la forma del trapezio



Corone dentellate intorno ai corpi illuminanti

Corone dentellate intorno ai corpi illuminanti




Anche nel lampeggiatore laterale si ritrova la forma trapezoidale; l'elemento risulta particolarmente bello per l'uso dell'alluminio che ospita il corpo illuminante. Il tutto è leggermente incassato in una rientranza del lamierato sempre di forma trapezoidale.
Le ruote, di grande sezione per un'auto di così contenuta cilindrata, e la loro posizione molto arretrata contribuiscono, con i bei cerchi in lega, a rendere perfetta ed equilibrata la linea da qualunque parti la si guardi.


Gli interni
Nessuna novità per il cruscotto: è utilizzato il cruscotto della Opel Corsa Berlina. Materiali di buona qualità ma per forma e colori poco si addicono ad un auto così particolare. Ottima la collocazione dei vari comandi tutti perfettamente a portata di mano e di facile utilizzo. Anche il volante è quello della corsa . Quello che però colpisce è la perfetta lettura del quadro strumenti che si inserisce perfettamente nel vuoto della corona. La palpebra segue la curvatura del volante.
Le levette ai lati dello sterzo sono facilmente azionabili ed individuabili.
Sarebbero bastate poche varianti per rendere più esclusivo il cruscotto di un auto così particolare. Forse bastava una forma delle bocchette più elaborata o del tipo "inox" per creare una pur minima differenziazione dalla berlina.





I pannelli delle porte, realizzati esclusivamente per questo modello, sono molto più ricercati nella forma, nel disegno e nei materiali utilizzati. Sono i pochi elementi in alluminio satinato o in acciaio che danno quel tocco di esclusività che manca al resto degli interni.



Tra i sedili è inserita una vaschetta portaoggetti in cui trovano alloggiamento la leva delle marce ed il freno a mano, anch'essa ripresa dalla berlina, per cui risultano poco utilizzabili sia la vaschetta portabicchieri che la vaschetta portamoneta ; ambedue troppo arretrate.
I sedili presentano un ottima imbottitura e forma , non particolarmente ricercata, ma conformati per offrire il massimo confort al pilota ed al passeggero. Il sedile di guida è perfettamente in asse con lo sterzo e la pedaliera. Curata l'ergonomia della seduta ed il pilota trova la giusta posizione.
Anche l'accesso all'abitacolo ed al posto guida risulta agevole per il sufficiente grado di apertura delle portiere ed una discreta altezza del padiglione con il tetto chiuso. Notevolmente più agevole risulta l'accesso a vettura scoperta. Una volta seduti al posto guida si percepisce, solo inizialmente, una sensazione di scarso spazio ma poi ci si trova comodi con tutti i comandi a portata di mano.
Anche il passeggero trova una comoda posizione e lo spazio risulta abbondante. L'abbondanza di spazio non è una sensazione ma la vera realtà: infatti, i designer della Opel hanno spostato il contenitore, posto sul tunnel, più verso il pilota. Tale scelta rompe con la simmetria dell'interno ma contribuisce ad incrementare lo spazio a disposizione del passeggero.



Dietro ai sedili è posto un vano portaoggetti abbastanza capiente. Questo spazio è delimitato, nella parte anteriore da una rete , ma l'utilizzo risulta poco agevole; l'accesso, infatti, risulta più comodo ribaltando lo schienale dei sedili; però, ambedue i sedili hanno il comando per il ribaltamento solo sul lato interno dello schienale. Tutto l'abitacolo è ben rivestito, in particolare il tetto, che dà perfettamente l'idea di essere seduti in un'auto coupè. Le linee di piegatura del tetto sono ben nascoste e ci si accorge di essere in un'auto decappottabile solo per la presenza dei ganci di bloccaggi del tetto alla sommità destra e sinistra del parabrezza. Dietro ai sedili è ubicato un rooll-bar dalla forma e dalla sezione inconsueta.


Davanti ad esso è posizionata una reticella frangivento. Questi particolari sono ben curati per forma, materiale ed esecuzione. Si può affermare che è stato fatto veramente un buon lavoro.


Le parti nascoste
Durante la nostra prova abbiamo analizzato una parte che oggi è sempre più oggetto di attenzione dei car-designer: il motore. Alzato il cofano, abbiamo avuto una grande delusione. Tutto è stato lasciato in mostra.


Ovviamente un'auto del genere deve tenere anche conto dei costi ed in questo caso la Opel ha preferito risparmiare. Avremmo preferito una copertura sul motore che nascondesse un po' di cavi e di disordine dando quindi anche al motore un aspetto ed un disegno più esclusivo.
Aprendo il bagagliaio invece esso è risultato ben rivestito ed ampio. In versione coupè è enorme e ben sfruttabile, mentre in versione spyder si riduce notevolmente ma è abbastanza sufficiente per due persone. La coda alta ha favorito la buona cubatura del bagagliaio.
L'apertura e la chiusura sono a comando elettrico. Basta tener premuto il bottone al centro del baffo in alluminio che esso si apre mettendo a vista lo spazio interno. Sia il grado di apertura sia il bordo basso favoriscono il carico e lo scarico.


La funzionalità
La cosa che più abbiamo analizzato è la funzionalità del passaggio da coupè a spyder. I sistemi di sicurezza sono tanti che bisogna fare un po' di pratica.


Bisogna tenere il freno a mano inserito, premere il freno, sganciare i ganci che bloccano il tetto e con la chiave inserita premere il bottone posto sul bracciolo della portiera di sinistra. Il baule si apre ed il tetto inizia a piegarsi lentamente; con la massima silenziosità si ripiega nell'alloggiamento appositamente previsto del cofano. Il tutto deve avvenire tenendo premuto il pulsante di comando. Nel caso che il pulsante viene rilasciato l'apertura/chiusura rimane bloccata a quel punto.
Un'altra verifica operata è stata la tenuta all'acqua. Essa è risultata ottima e impeccabile grazie anche al sistema che abbassa leggermente i finestrini nel momento che si tira la maniglia per aprire la portiera. Quando questa viene richiusa il finestrino si alza automaticamente andando a comprimere una guarnizione posta lungo il perimetro di battuta del vetro. Questo sistema rende perfetta la tenuta all'acqua.
In versione coupè la silenziosità meccanica ed aerodinamica garantisce un ottimo confort; altrettanto succede in versione spyder. Il frangivento risulta molto funzionale e anche a finestrini parzialmente abbassati non arrivano all'interno dell'abitacolo fruscii di vento fastidiosi. La rumorosità è accettabile tanto che si riesce a parlare o ad ascoltare la radio.


Conclusioni
La vettura risulta bella, elegante e confortevole ed i designer della Opel, insieme ai tecnici, hanno fatto veramente un buon lavoro e la scelta di rinunciare alla tipologia 2+2 (dove in genere i posti posteriori sono occupabili solo da bambini di piccola età) ha permesso di creare una spyderina fuori dai canoni correnti e con una linea esclusiva ed unica. Non ci i sente alla guida di una Ferrari ma di sicuro non si passerà inosservati e saprà resistere, per un certo numero di anni, alle variazioni stilistiche richiesta dal mercato rimanendo attuale senza invecchiare.