Arte

La biografia di Le Corbusier
Le Corbusier. Dipinti e disegni
Le Corbusier pittore [Vincenzo Sanfo]
Le Corbusier, 1887-1965 [Eric Mouchet]

Le Corbusier, 1887-1965 *

Di Eric Mouchet
Curatore della mostra Le Corbusier. Dipinti e disegni
Alessandria - dall'1 dicembre 2007 al 30 marzo 2008

Le Corbusier, il cui vero nome era Charles-Edouard Jeanneret (1887-1965), ha raggiunto come architetto una grande notorietà. Ma egli fu un creatore complesso e multidisciplinare: architetto - certo -  urbanista, scrittore e teorico, ma anche un importante pittore e scultore.

La main ouverte, 22 aprile 1955

Le Corbusier
La main ouverte, 22 aprile 1955
Collage di carta gouaché, matita e inchiostro di Cina, Dim: 56x40,2 cm

Femme à la balaustrade, 1935

Le Corbusier
Femme à la balaustrade, 1935
Pastel, lavé partiellement et mine de plomb sur paier, Dim: 26,9x20,4 cm

Le Corbusier fu innanzitutto un artista, se dobbiamo credere a quello che egli ha ripetutamente detto e scritto nella sua maturità "c'est dans la pratique des arts plastiques (phénomène de  creation pure) que j'ai trouvé la sève intellectuelle de mon urbanisme et de mon architecture".
Questa forma di rivendicazione unitaria del suo lavoro di artista, rispetto a quello di urbanista e architetto, cambierà di forma o di natura secondo le varie epoche della sua carriera, e quindi spesso difficilmente analizzabile. Tuttavia è importante per la comprensione del suo processo creativo e per la sua opera architettonica.
Parallelamente alla sua attività di urbanista e di architetto, Le Corbusier ha dunque riservato quotidianamente, in maniera confidenziale ed intima sin dagli inizi degli anni Venti, parte del suo tempo alla pittura e soprattutto alla pratica del disegno.
Autore di più di quattrocento dipinti, è stato anche un disegnatore prolifico, che ha realizzato migliaia di opere su carta (la maggior parte ancora oggi conservate presso la Fondazione Le Corbusier). Ricercatore infaticabile, egli sperimenterà tutte le tecniche del disegno, dall'ancestrale punta d'argento, al pennarello, al pastello.

Os et boîte d'allumettes, 1930

Le Corbusier
Os et boîte d'allumettes, 1930
Crayon et pastel sur papier contrecollé sur carton, Dim: 21x27 cm

Un posto speciale, nella sua opera pittorica, è quello riservato al collage, al quale si dedicherà con metodo a partire dal 1935 e che contribuirà in maniera determinante alla sua evoluzione stilistica, in parte grazie alle possibilità intrinseche di evocare i pieni e i vuoti.
Prendendo spunto dall'organizzazione dello studio di architettura, egli, nel dopoguerra, organizza la sua attività di pittore e scultore attorniandosi di collaboratori i quali, sotto la sua direzione, realizzeranno arazzi tratti dai suoi cartoni dipinti. In questo caso sarà  Pierre Baudouin  ad aiutarlo, così come per le sculture in legno si avvarrà dell'opera di  Joseph Savina. E quando vorrà essere lui a creare direttamente i lavori, non esiterà comunque ad ascoltare i loro consigli, ad usare i loro strumenti e a trasferirsi nei loro studi, come nel caso degli smalti che realizzerà tra il 1952 e il 1965 presso la bottega del celebre "émailleur" Jean Martin a Luynez.
Parallelamente a questa intensa attività pittorica e scultorea, fu attratto dalle tecniche di stampa, riminiscenza del suo apprendistato di arti applicate dovuto alla propria formazione quale cesellatore di casse di orologi presso la scuola d'arte della Chaux-de-Fond che frequentò dal 1900 al 1904.
Le tecniche di stampa non cesseranno mai di alimentare per tutta la vita la sua curiosità, ma è soprattutto negli ultimi venti anni che egli si dedicherà in maniera altamente prolifica a questa attività. Creerà la famosa litografia “Modulor” e, successivamente, il suo capolavoro più noto “ Le Poème de l'angle droit” per il quale realizzerà degli schizzi preparatori già nel 1947, ma che vedrà la luce solo nel 1955. Editato da Tériade e stampato da Mourlot, il Poème costituirà per il suo contenuto e per il suo successo una sorta di testamento dell'anima di Le Corbusier. L'integralità della sua opera grafica consta in più di trecento fogli, ripartiti in oltre sessant'anni di attività ed è la testimonianza di quanto il  grande maestro lo ritenesse un aspetto tra i più importanti del suo lavoro.

* Brano tratto da : "Le Corbusier 1887-1965.  L'oeuvre graphique", ed. Zlotowski - Paris