Arte

MiArt 2009. Fiera Internazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Milano

Fiducia nell'arte anche in tempi di crisi
Superata la fase di bene rifugio, l'arte torna a essere investimento.
Successo di vendite e di pubblico nella capitale italiana del mercato artistico
La scelta della qualità dell'edizione 2009 è stata premiata

Alessandro Cappello

Milano, 22 aprile 2009 - La 14ª edizione della Fiera dell'Arte Moderna e Contemporanea di Milano si è conclusa lunedì 20 aprile e il nuovo Project Manager di MiArt Alessandro Cappello tira le fila di una manifestazione rinnovata nel progetto, premiata dai consensi dei media, del pubblico, di collezionisti e galleristi e da appassionati affascinati dalla bellezza delle opere esposte.

MiArt chiude registrando la presenza complessiva di 37mila visitatori, in linea con lo scorso anno. Una platea sempre più attenta e competente che ha premiato la scelta di qualità e rigore. Selezionatissime le 140 gallerie presenti (contro le 195 dell'anno precedente), 958 gli artisti (di cui 529 italiani e 429 stranieri) rappresentati in fiera e circa 8mila le opere d'arte in esposizione. "E' un progetto in cui abbiamo creduto profondamente e in cui abbiamo investito in modo significativo, certi di percorrere la strada giusta", afferma Alessandro Cappello, secondo il quale "la scelta di puntare sulla qualità ha pagato, non solo nella fruizione della mostra, ma soprattutto per il successo di business. La valutazione delle gallerie partecipanti è stata quella di una elevata attenzione all'evento e di una presenza consistente di compratori italiani e stranieri, in particolare dei grandi collezionisti privati. Inoltre, pur avendo selezionato e ridotto il numero di gallerie presenti, è stato confermato il dato sull'affluenza ma è aumentato quello di contatti medi per espositore, con un +40% per galleria".

Il tratto più evidente che emerge dalla quattro giorni espositiva di MiArt è il forte segnale di fiducia colto tra gli stand e nell'elevato fattore-acquisti: "L'arte ha superato la fase di empasse come bene rifugio - sottolinea Cappello - ed è tornata ad essere bene di investimento. Nonostante la crisi, gli acquisti medi tra i 20 e i 150mila euro nel contemporaneo e di molto superiori nel moderno, hanno dimostrato il riconoscimento all'investimento in opere arte, investimento che ricerca la qualità non solo per gli artisti affermati, ma anche e soprattutto per gli artisti che sono una promessa certa per il futuro. MiArt ha registrato un punto di snodo: se la crisi fino a un mese fa aveva in parte rallentato anche il mercato dell'arte, questa edizione della fiera ha segnato un punto di ripresa e sembra che da qui si possa davvero ripartire, con segnali di fiducia evidenti".

Il padiglione dedicato all'arte moderna curato da Donatella Volontè ha testimoniato ancora una volta come questa fiera sia un palcoscenico straordinario per chi desideri acquistare dei capolavori del Novecento. E' il settore dell'eccellenza, che riunisce galleristi di grande tradizione ed opere soprattutto italiane difficili da reperire su altri mercati. Nespolo, Soldati, Accardi, Haring, Mitoraj e Bonalumi, persino un Picasso, sono solo alcuni dei nomi iscritti tra le vendite del Moderno, vetrina privilegiata per opere che costituiscono un investimento sicuro in un mercato che da tempo riconosce loro un valore indiscusso e costante. Naturalmente si tratta di un settore che si rivolge ad un pubblico estremamente selezionato che può disporre di somme consistenti, e che quest'anno ha cercato di aprirsi al collezionismo internazionale registrando una rinnovata attenzione e interessanti contrattazioni.

Il padiglione dedicato al contemporaneo curato da Giacinto Di Pietrantonio è quello in cui si è colta maggiormente la nuova linea di rigore e selezione in un settore in cui molti artisti sono future promesse. L'accostamento delle gallerie giovani a quelle maggiormente affermate si è rivelata una scelta vincente che ha restituito una fotografia abbastanza fedele del panorama artistico contemporaneo con la presenza di grandi nomi internazionali e di numerosissimi italiani su cui puntano le gallerie straniere. Anche qui si sono registrate tante vendite, agevolate da quotazioni meno impegnative del moderno, ma soprattutto i galleristi hanno colto un rinnovato interesse verso i giovani e l'investimento in arte.

L'Osservatorio dell'Unesco la scorsa edizione aveva valutato un volume di scambi pari a circa 8 milioni di euro. Lo stesso osservatorio ha lavorato quest'anno: i dati saranno disponibili tra qualche settimana, ma sappiamo già che la percezione è di un sensibile incremento. Numericamente ha venduto maggiormente il contemporaneo, mentre come valore economico assoluto il moderno è stato superiore.

L'appuntamento con la prossima edizione di MiArt, la 15, è dal 25 al 29 marzo 2010, a Milano, fieramilanocity.