Da Hopper a Warhol. Pittura americana del XX secolo a San Marino
Repubblica di San Marino - Palazzo SUMS
Dal 21 gennaio al 3 giugno 2012
Non si è mai fatta in Italia una mostra sulla pittura americana del XX secolo, che la analizzi e la percorra completamente. Solo, di tanto in tanto, qualche esposizione monografica. La rassegna di San Marino non ha ovviamente l'ambizione di tracciare questo percorso nella sua interezza, perché il numero di opere, una ventina, non lo consente. Ma si presenta comunque come la prima circostanza in cui, attraverso nomi celebri, la vicenda pittorica statunitense del Novecento viene almeno raccontata lungo tutto lo scorrere del secolo.
L'esposizione prende in considerazione tutti i momenti fondamentali, a partire dal realismo
di Edward Hopper da un lato e di Thomas Hart Benton dall'altro, fino
all'esperienza così particolare di Giorgia O'Keeffe. Già da questi primi nomi
si comprende come la partenza della rassegna sammarinese sia straordinaria, con
il realismo adamantino e stordente di Hopper, la cosiddetta visione regionale
di Benton e la secchezza in cui si mescolano descrizione e metafisica della
O'Keeffe.
A questa prima fase succede quella, indimenticabile, della grande astrazione
americana. Divisa in mostra tra una parte più gestuale e una in cui il colore
pare distendersi libero e indicare anche il senso della costruzione e della
forma. Tutti i nomi più celebri vi sono compresi, a cominciare ovviamente da
quello di Jackson Pollock, presente con due grandi tele, la prima del 1949 e la
seconda del 1952. Poi ancora Franz Kline, con un grandi dipinto del 1960,
dunque il momento migliore del suo lavoro.
Su un registro intermedio si giocano i quadri inclusi in mostra di un autore
straordinario che lavora sul segno declinato nella grande superficie spesso
quasi monocroma. E' dunque il caso di Arshile Gorky che più di altri ha saputo
rendere il fascino di una scrittura che si mescola alla materia di un colore
rappreso.
E tutta di colore è fatta l'esperienza, anch'essa compresa nella mostra sammarinese,
di Mark Rothko, Sam Francis e Morris Louis. Dai diversi punti di vista,
insistono sulla meraviglia di una tessitura che si fa incanto, prospettiva e
molto spesso silenzio.
Ovviamente non può mancare una sosta attorno all'opera dei due più alti rappresentanti
della Pop Art, Andy Warhol e Roy Lichtenstein, a cominciare da una celebre
versione, del primo tra i due, di Jacqueline Kennedy (Jakie, 1964), dunque nel
pieno del clima storico della Pop. La mostra infine si chiude con l'omaggio al
maggiore pittore americano che si riconnette straordinariamente al realismo di
Hopper. Si tratta di Andrew Wyeth, le cui facciate di case di provincia
bianchissime nella luce del sole sono la quintessenza della visione ancora
eroica della pittura. Ma l'ultima immagine sarà un grande quadro di Keith
Haring, uno dei più celebrati artisti americani degli ultimi decenni.
La mostra sammarinese si fa grazie al prezioso aiuto in termini di prestiti di
poche, prestigiosissime realtà statunitensi: il Museum of Fine Arts di Boston,
il Wadsworth Atheneum di Hartford, la Terra Foundation for American Art di
Chicago, la Broad Art Foundation di Santa Monica e l'Adelson Gallery di New
York.
Informazioni
Da Hopper a Warhol. Pittura americana del XX secolo a San Marino
Luogo: Repubblica di San Marino - Palazzo SUMS
Periodo: dal 21 gennaio al 3 giugno 2012
Orari: da lunedì a venerdì: 10 – 18; sabato e domenica: 10 – 19
Ingresso: intero euro 5, ridotti euro 3. Ulteriori sconti a chi visita anche le mostre organizzate da Linea d'ombra a Rimini: Da Vermeer a Kandinsky. Capolavori dai musei del mondo, a Rimini, e al Palazzo Ducale di Genova: Van
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