Arte

La biografia di Pablo Picasso

Picasso. La joie de vivre, 1945 - 1948

Testo e foto di Ellen Cancian

All'anniversario dei 125 anni dalla nascita di Pablo Picasso (1881- 1973), Palazzo Grassi allestisce una mostra dedicata ad un periodo particolare e meno conosciuto della sua lunga carriera che si sviluppa su quasi ottanta anni.
La mostra è suggerita dalla chiusura per i lavori di restauro del Musée Picasso di Antibes, che per l'occasione ha prestato le opere del cosiddetto "Periodo di Antibes" dal 1945 al 1948. In realtà, Picasso risiede ad Antibes solo per due mesi (settembre-ottobre 1946), dove gli viene proposto di lavorare al Castello Grimaldi.
Nella prima sala della mostra è testimoniato, con un numero considerevole di fotografie scattate da Michel Smajeski detto Michel Sima, il lavoro che Picasso svolge nell'atelier di Antibes. E' proprio il fotografo e amico dell'artista che propone a Dore de la Souchère, il conservatore del museo, di negoziare con Picasso una donazione al Museo Grimaldi di Antibes (lascerà 23 dipinti e 44 disegni a cui se ne aggiungeranno altri).

Nella seconda sala sono esposti alcuni dipinti tra cui "Crane, oursins et lampe su une table" del 1946, natura morta in cui compare il teschio e i ricci di mare, tema legato al periodo in cui vive in Costa Azzurra.

La terza sala propone temi mediterranei che verranno ripresi nel corso dell'esposizione, l'artista catalano è profondamente legato ai miti della sua terra, come in "le taureau" serie di disegni che rappresentano l'immagine del toro e la trasformazione della forma o come nell'opera "feuille d'étude de fleurs assise devant une table", dove studia la scomposizione della forma e la compenetrazione geometrica tra oggetto e spazio come si può vedere dagli schizzi nella parte sottostante del disegno.

Nella mostra sono esposti i ritratti di François Gilot, compagna e musa di Picasso nel periodo di Antibes.
La giovane pittrice è complice di questo periodo sereno e felice e diventa il soggetto di numerose opere e ritratti di taglio intimo e biografico. La bellezza di François è una costante fonte di ispirazione che diventa la figura chiave di questo periodo, ed è protagonista al centro del quadro "Joie de vivre", che dà nome alla mostra, esposto nelle ultime sale.
Ritorna nella quinta sala il tema mitologico mediterraneo con il disegno "Satyre faune et centaure au trident" che rappresenta un concerto con satiri, fauni e centauri, a quest'ultima figura mitologica viene dedicata in seguito una sala.

Picasso nel 1948 deposita al Museo di Antibes le ceramiche realizzate nel laboratorio Madoura di Vallauris, la mostra ne espone 80 pezzi.
A Vallauris, villaggio del sud della Francia, famoso per la sua argilla, l'artista visita nel 1946 l'atelier Madora di Georges e Suzanne Ramiè. Ritorna poi nel 1947 per iniziare a lavorare, da prima dipinge i vasi e le brocche trasformandoli con le figure che vi dipinge e poi inverte il processo e gioca con i pezzi di ceramica che giustappone.

Nei lavori in ceramica Picasso è influenzato dai vasi di argilla che si fabbricavano a Malaga, sua città natale; come in "Taureau debout", vaso zoomorfico che rappresenta la potenza animale, e nei disegni preparatori dell'opera posti dietro la teca che ripendono i temi della corrida e delle sue origini.
Rappresenta Fauni, tori, donne-brocca, vasi-gufo, e realizza dal 1947 al 1948 più di duemila pezzi. Non solo prende ispirazione dai miti della sua terra, ma anche dall'antichità e dalle tradizioni del mondo greco e della Persia.
La civetta ferita ("Chovette ovoide") è il tema dell'ottava sala. Il gufo ferito che il fotografo Sima regala all'artista diventa il soggetto preferito nella sua opera insieme alla visione quotidiana della venditrice di frutti di mare. Nel dipinto su tavola di faggio "Vase avec fuillage et trois oursins" si ritrovano entrambi i temi, la civetta è qui trasformata in maschera di uomo e ricompaiono i ricci di mare.

Proseguendo si incontrano due acquerelli "Motifs Informels", titolo contraddittorio perché Picasso respinge l'idea dell'astratto. Le figure geometriche nere creano profondità all'immagine rispetto ai colori della terra e del mare che sembrano stagliarsi all'orizzonte. Qui la geometria tende a creare un vero e proprio luogo.

Picasso dopo il 1946 torna regolarmente ad Antibes e già nel 1947 ritorna nel Castello Grimaldi per dipingere la grande opera "Ulisse e le sirene" tema mitologico marino legato al luogo ma con una perdita di luminosità dei colori rispetto all'anno precedente.
Il tema della divinità reinventate, già affrontato nelle sale precedenti, viene qui ripreso con la raffigurazione del centauro. Il centauro è un animale ibrido, metà uomo e metà cavallo di natura bellicosa, non viene qui rappresentato in scene di battaglia, ma solo con gli attributi guerrieri come la lancia e l'armatura."" I disegni sono esposti in una parete su due file, ordinati secondo una evoluzione della forma, dalle più semplici geometriche alla metamorfosi in cavallo a cui viene aggiunto un uomo in groppa. Al centro della sala irrompe la statua in bronzo di in centauro dove la trasformazione è stata completata.

Il nudo è uno dei temi preferiti da Picasso che trasforma in elementi pietrificati che si sovrappongono e che assomigliano a delle ossa, vera passione dell'artista che dice: "le ossa sono modellate e non tagliate [] si ha sempre l'impressione che escano da uno stampo dopo essere modellate dall'argilla".

In "Nu assis sur fond vert" il nudo diventa un monolite monocromo in cui l'elemento maschile è intrappolato. Il dipinto riprende i principi del cubismo mai del tutto abbandonati da Picasso. L'artista non fotografa la realtà ma la ricostruisce condensando nel quadro diverse vedute, diversi momenti del suo sguardo, diventando un oggetto non solo spaziale ma temporale.

"Nu couscé au lit blanc" detto anche "Atlantide addormentata"(Picasso non dava il titolo ai propri quadri) rappresenta un nudo diviso in due, a destra viene rappresenta la parte femminile a sinistra quella maschile in fuga. Rappresenta una donna abbandonata, triste, divisa a metà. Accanto un altro dipinto di nudo "Nu couché au lit bleu" in cui ridefinisce le forme organiche del corpo in figure elementari dalla monumentalità scultorea. Lo sfondo è in compensato di faggio, l'uso del legno e la compenetrazione tra oggetto e spazio ricordano il periodo cubista.

In "Satyre, Faune et centaure au trident" usa lastre di fibrocemento, materiale industriale che comincia a utilizzare in questi anni. I quadri del museo di Antibes sono stati incorniciati con un profilato di ferro nero come Picasso stesso desiderava.
Il pannello è diviso in tre parti, e riprende lo schema del concerto già visto nei disegni. Il satiro musico rivolto verso il centro del quadro è stato rifatto e le correzioni sono visibili.

Nella grande sala spicca "La joie de vivre", il grande baccanale (Il primo titolo era "Bacchanale au bord de la mer"), opera emblematica di Picasso ad Antibes.
Il tema mitologico più volte visto durante la mostra qui è all'ultimo stadio.
La scena si svolge davanti al mare, identificato da una barca con vela gialla a sinistra. Il personaggio centrale è una donna rappresentata come un fiore e con le fattezze della sua compagna François Gilot. La donna danza, in compagnia di due capretti, un balletto accompagnato da un centauro che suona il flauto, e a sinistra da un fauno che suona il diaulo. E' il quadro più colorato di Antibes, la luminosità del colore azzurro del mare e del cielo sullo sfondo esprime la felicità che vive in quel momento.
Gli ultimi dipinti che rappresentano figure femminili testimoniano il cambiamento nel rappresentare la sua donna, un contrasto tra linee rette e curve, rispetto alle forme curvilinee dei ritratti di François.
L'allestimento curato dall'architetto Daniela Ferretti, sobrio quasi silenzioso, è composto da essenziali pannelli accesi da una nota di azzurro suggerita dalla tonalità di colori che si trova nei dipinti esposti. Tali campiture colorate non sono presenti in tutte le sale e compaiono per sottolineare il percorso dell'esposizione.

Informazioni

Picasso - La joie de vivre 1945-1948


Luogo: Palazzo Grassi
Campo San Samuele, 3231 - (30124) Venezia

Periodo: dal 17 novembre 2006 al 4 marzo 2007

Orari: dal 10 novembre 2006 all'11 marzo 2007

Info: tel. +39 0415231680 - fax +39 041 5286218