Arte

Ciarrocchi. Opere scelte

Rimini - Castel Sismondo
Dal 5 febbraio al 27 marzo 2011

Ad Arnoldo Ciarrocchi (Civitanova Marche 1916-2004) viene dedicata questa antologica che raccoglie, dal 5 febbraio al 27 marzo 2011 a Castel Sismondo, opere provenienti dalla collezione di famiglia dell'artista.

Arnaldo Ciarrocchi - Il pittore e la modella, 1997 - Olio su tela - Dim: 50 x 65 cm - Collezione privata

Incisore tra i maggiori del secondo Novecento italiano, Ciarrocchi si distingue per la raffinatezza tecnica e per l'inconfondibile sensibilità del segno grafico, caratterizzato da potenza e luminosità, ma soprattutto per la sua copiosa produzione che spazia dall'incisione ai dipinti e agli acquerelli.
Questa retrospettiva è un ulteriore, qualificato, momento del progetto di affiancare, a Castel Sismondo, grandi interpreti del contemporaneo italiano ai capolavori impressionisti e del Salon e a Caravaggio e ai Maestri del Seicento.
Marco Goldin, ancora una volta, conferma così la scelta di offrire al pubblico delle mostre “storiche” una qualificata occasione per avvicinarsi all'arte contemporanea.

Arnaldo Ciarrocchi - Paesaggio dell'Asola, 1974 - Olio su tela - Dim: 40 x 50 cm - Collezione privata

In questo progetto, il curatore è affiancato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, che con Linea d'ombra, propone anche questa mostra, e dal Gruppo Euromobil dei Fratelli Lucchetta, main sponsor di tutte le mostre riminesi di questa stagione.

Considerato tra i migliori incisori contemporanei per la sensibilità del segno grafico, Ciarrocchi è un sensibile interprete della cultura marchigiana non solo nell'incisione ma anche nei dipinti a olio e negli acquerelli.
I suoi quadri hanno come soggetto preferito le figure, soprattutto figure femminili, ma anche paesaggi, che risentono dell'influenza di Morandi per la volumetrica concisione con cui sono definite case e vegetazione e per i dosati accostamenti tonali. Peculiare di Ciarrocchi è invece la continua ricerca di sintassi compositiva e di studio dell'influenza della luce sulle forme naturali; il lavoro costante sullo spazio e sulla luce, in particolare sulla luce delle albe adriatiche che caratterizzano molti dei suoi paesaggi marchigiani e che trasfigurano il reale in una dimensione interiore che lo avvicina alla pittura della Scuola Romana.
Conosciuto e apprezzato come incisore e pittore, Ciarrocchi si dedica anche all'acquerello, realizzando una copiosa e sistematica produzione che rappresenta un unicum nel panorama contemporaneo. Immediatamente gli vengono riconosciute capacità e sapienza nel trattare questo linguaggio espressivo al punto da considerarlo perfettamente congeniale alla sua poetica. Una poetica caratterizzata da un'espressività vibrante ed emotiva, che raggiunge il suo vertice espressivo negli acquerelli della serie Paesaggi dell'Asola, realizzati fino agli anni novanta.

Compiuti gli studi all'Istituto d'arte di Urbino, nel 1937 Ciarrocchi si trasferisce a Roma, dove lavora come torcoliere presso la Calcografia Camerale per diciassette anni. Nel 1951 espone alla Galleria Vigna Nuova di Firenze cento acqueforti e ottiene il premio per l'incisione alla prima Biennale internazionale d'arte di San Paolo in Brasile, cui faranno seguito numerosi e prestigiosi riconoscimenti. Nel 1956 diviene insegnante di Tecnica Incisoria all'Accademia di Belle Arti di Napoli; le sue opere saranno poi presenti alla Biennale di Venezia nel 1962 e alla Quadriennale di Roma nel 1976.