Case di bambola
Angera (Va) - Rocca Borromeo di Angera
Dal 25 maggio al 3 novembre 2013
Stupiscono per la precisione dei dettagli, tanto da essere studiate come documenti sull'arredamento e la quotidianità di vita in tempi ormai lontani. Sono le Case di Bambola, un genere nato nel Seicento in Europa settentrionale e diventato, nei secoli successivi, “di moda” in tutte le case dell'aristocrazia e della ricca borghesia.
Dal 25 maggio al 3 novembre alla Rocca Borromeo di Angera, all'interno di
quello che è il più ricco ed importante Museo della Bambola e del Giocattoli
attivo in Europa, si potranno ammirare pezzi di assoluta eccezione di Case di
Bambola. Il Museo, voluto da Bona Borromeo Arese, è curato da Marco Tosa.
Si tratta per lo più di esemplari rappresentativi dell'epoca d'oro del
giocattolo industriale europeo databili tra la seconda metà dell'Ottocento e il
primo quarto del Novecento. Meraviglie lillipuziane come le casette e i negozi
in miniatura prodotti dalla ditta tedesca di Moritz Gottschalk, eseguiti in
legno con finiture di pregio, carte da parati nelle stanze e perfino
l'illuminazione elettrica per i modelli più moderni. Mobili, porcellane,
tessuti, quadri, accessori vari completano gli arredi di queste incredibili
creazioni.
Non solo abitazioni ma, sempre con ogni dettaglio al suo posto, le
casette-scuole in scala ridotta, perfettamente complete di tutto il corredo
didattico del tempo, dalle carte geografiche appese alle pareti fino ai piccoli
banchi con libri e quaderni minuscoli, maestra e allieve comprese.
Nei negozi, piccoli oppure a misura di bambino, adatti ad un gioco senza tempo
sempre attuale, si possono osservare le molte merci ridotte di taglia, esposte
nelle vetrine, sugli scaffali, nei cassetti, vere e proprie testimonianze di
usi e abitudini oggi distanti anni luce da noi, specialmente se confrontati con
gli attuali centri commerciali e supermercati.
Così come nella stanza-cucina, ricchissima di accessori e con i semplici mobili
di legno dipinto di fattura tedesca, gli occhi si perdono tra la varietà di
tantissimi strumenti domestici che oramai ci appaiono spesso sconosciuti nella
loro funzione antica. Rami lucenti, pentole di stagno e alluminio, padelle di
ferro, grattugie, scope, scopine, secchi, tutto quello che poteva servire per
l'igiene della casa e, immancabile, la vecchia stufa di ferro a legna;
indispensabile cuore caldo della stanza.
Conclude la stupefacente rassegna la piccola casa della favola di Hansel e
Gretel, fatta di marzapane, biscotti e delizie dolci, perduta nel bosco e
custodita dalla famiglia dei porcospini; un piccolo ricordo di sogni e fiabe
spesso paurose ma ghiotte, nelle quali i bambini che si allontanavano da soli e
si perdevano nel bosco erano sempre vittime di astute streghe cannibali: metafora
di una società che già allora aveva ben chiari i rischi che i bambini potevano
correre, ma che a differenza di quelli odierni ben peggiori, si sarebbero
risolti, nel peggiore dei casi, con una crisi glicemica e una bella
indigestione.
Stupiscono, ma non troppo, altre “case di bambola”: si tratta di altari
giocattolo con arredi sacri e paramenti pensati per “educare” bambini destinati
dalla famiglia al sacerdozio. Perché le case di bambola non erano solo giochi
ma strumenti educativi per future padrone di casa, per gestori di negozi ed
attività commerciali, per educatori e, perché no, per suore e sacerdoti.
Le case di bambola ebbero origine e diffusione presso le classi aristocratiche
a partire dal XVII secolo, prevalentemente nell'Europa del nord e in nazioni
quali l'Olanda, la Germania e l'Inghilterra. Inizialmente progettate come veri
e propri modelli di case reali in scala ridotta, abbandonarono la connotazione
puramente architettonica per trasformarsi in giocattoli di lusso, spesso vere e
proprie copie della dimora nella quale erano ospitate e della quale portavano
il nome.
Durante il XVIII secolo si erano oramai diffuse in tutta Europa, sempre ad
appannaggio dei nobili, diventando preziosi balocchi per grandi e piccini che,
insieme e attraverso successive generazioni, continuavano a conservarle e
arredarle seguendo una continuità storica spesso influenzata dal mutare delle
mode e degli stili.
Il mondo domestico del passato è qui rappresentato attraverso lo schema della
casa e delle sue stanze, con tutte le funzioni della vita del palazzo e delle
regole sociali ben evidenziate da arredi e accessori miniaturizzati, sempre di
grande qualità e fedeli copie del reale. Si tratta di oggetti ricchi di
significato e storia, testimoni straordinari utilissimi per conoscere meglio
usi e abitudini dettati dalle regole del vivere quotidiano, significativi di
gruppi sociali che oggi ci appaiono così distanti.
Nell'Ottocento, con l'affermazione economica della nascente classe borghese, le
case di bambola si diffusero ulteriormente come vero e proprio status-simbol,
fabbricate appositamente per il crescente mercato dei nuovi ricchi che
cercavano un riconoscimento sociale imitando usi e costumi delle storiche
famiglie blasonate, assunsero un aspetto più artigianale e meno artistico,
perdendo spesso i caratteri di unicità antichi in favore di una certa
serialità, facendosi anche più piccole e maneggevoli.
La crescente richiesta di giocattoli da parte della borghesia, fece si che le
case di bambola e tutti gli accessori utili al loro arredo diventassero merce
ricercata e comunque abbondantissima, prodotta da industrie specializzate
prevalentemente tedesche e francesi, pubblicizzata tramite cataloghi illustrati
e grandi magazzini.
Informazioni e prenotazioni: www.borromeoturismo.it