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Venezia, città mirabile: Guida alla veduta prospettica di Jacopo de' Barbari
Autori: Corrado Balistreri Trincanato, Emiliano Balistreri, Anna Maria Ghion, Dario Zanverdiani
Editore: Cierre Verona
Editing: Emiliano Balistreri
Formato: 17 x 24 cm.
Pagine: 400
Prezzo: 28,00 Euro

Guida alla lettura della Pianta prospettica a volo d’uccello della città di Venezia disegnata ed incisa da Jacopo de’ Barbari e posta in vendita a Venezia dal mercante tedesco Antonio Kolb dopo la petizione al Doge Agostino Barbarigo del 30 ottobre 1500.
Dopo una nota critica introduttiva del curatore sulla biografia e l’attività artistica di Jacopo de’ Barbari, i testi degli autori, riferiti a 75 voci in ordine alfabetico, permettono di conoscere in modo esaustivo ciò che è stato rappresentato nella Pianta essendo corredati da particolari tratti da una copia del primo stato a stampa della Pianta prospettica Venetie MD.
Gli argomenti trattati prendono in esame ciò che è stato disegnato ed inciso dal de’ Barbari e lo stato reale della Venezia del 1500 annotando le curiosità, le coincidenze e le corrispondenze presenti sia nella città reale sia nella restituzione virtuale della Pianta.
Gli autori, nell’analizzare la Pianta Venetie MD, partono dall’esame dei vari tipi di Abbaini e dal conteggio del loro numero complessivo (220) per passare poi all’individuazione degli Affreschi presenti nelle facciate dei palazzi, delle Altane (127), delle Anomalie Grafiche ecc.; quindi voci come Arsenale, BarcheI>, Bucintoro, Burchi, Navi, Navigli, Regata, Traghetti, Zattere illustrano le attività che si svolgevano nella città ed all’interno dell’Arsenale, nonché i tipi ed il numero di imbarcazioni presenti nella Pianta; le voci riferite a Beccheria di San Marco, "Campi, Corti, Lastricature", "Canali, Fondamenta, Calli, Salizzade, Sottoportici", "Case-Fondaco, Fondaci, Botteghe", "Castelli, Torri, Torrini e Merli", "Chiese, Conventi, Scuole di Devozione, Campanili", Cimiteri, Edifici Residenziali e molte altre ancora, oltre ad affrontare una lettura architettonica ed urbanistica di Venezia e l’evidenziazione di elementi salienti, puntano a soddisfare, laddove possibile, la quantità numerica dei singoli tipi di edifici o di siti (per esempio il de’ Barbari disegna 114 chiese, 47 conventi, 103 campanili); la numerazione investe anche voci quali "Comignoli", "Ponti dritti, Ponti levatoi, Ponti arcuati", "Pozzi, Cisterne, Botti" e "Persone" (che sono raffigurate nella Pianta nel numero complessivo di 469).
A chiusura della disamina della Pianta viene proposta una inedita lettura comparativa tra la "Carta del cielo" di Venezia (dall’oroscopo della città riportato dal Sanudo nel 1493) e la Pianta di de’ Barbari in relazione agli assi cardinali, ai Venti, alle divinità rappresentate, ai volti di Jacopo e Kolb ed altre simbologie.
La lettura interpretativa degli autori, comparata alla riproduzione della Pianta riprodotta in scala, consente di comprendere come la Pianta, oltre ad essere un capolavoro artistico e della cartografia del Rinascimento, sia un documento visivo e storico unico ed irripetibile per la conoscenza urbanistica della città in un preciso anno, il 1500, assurgendo così ad immagine emblematica e simbolica di Venezia nella mitografia della città stessa all’apice di uno dei momenti più fulgidi della sua civiltà.