I grattacieli dividono la città
Renzo Piano: sull'Expo sto con Celentano. Si rischia
l'affarismo
La replica di Letizia Moratti alle critiche di Renzo Piano
Mario Botta: Non copiamo Dubai per sentirci moderni.
L'Expo è una grande opportunità e la Moratti la sta gestendo bene
Massimiliano Fuksas: Quella di Renzo è guerra preventiva.
L'Expo è un successo, e i grattacieli servono a risparmiare spazio
La replica di Letizia Moratti alle critiche di Renzo Piano
Ma Renzo Piano lavori con noi
L'Expo non sarà un'occasione di sviluppo immobiliare e territoriale, ma un'opportunità
di crescita, di idee
Corriere della Sera - 7 aprile 2008
Direttore, essere riusciti a conquistare, per Milano e per l'Italia,
l'organizzazione di un grande evento internazionale come l'Expo 2015 riaccende
tante aspettative e speranze. L'ampiezza e la complessità di questo nostro
progetto, che dovrà coinvolgere 200 Paesi in tutto il mondo, ci dà soprattutto
una grande responsabilità verso l'intera comunità internazionale. La
responsabilità di realizzare nei prossimi 7 anni un vero salto di qualità per
la nostra città e per il nostro Paese. Le riflessioni, gli interrogativi e le
preoccupazioni che l'attesa per questo evento sta suscitando sono il segno
positivo di un'assunzione di responsabilità collettiva e diffusa. Le idee, le
proposte e i contributi sono preziosi, a cominciare da quelli di architetti e
urbanisti autorevoli come Renzo Piano. Di questi contributi abbiamo
assolutamente bisogno, perché l'Expo dovrà essere una grande occasione di
crescita e di sviluppo dell'intero Paese con un forte impegno alla massima
trasparenza.
E il modo migliore per garantire trasparenza nelle decisioni che dovranno
essere prese è proprio la condivisione delle opinioni e delle posizioni.
Un'Expo, infatti, è soprattutto un evento culturale, formativo e di
comunicazione, le infrastrutture e le opere urbanistiche dovranno essere messe
al servizio di questo obiettivo. L'Expo non sarà quindi un'occasione, sia pur
preziosa, di sviluppo immobiliare e territoriale, ma un'opportunità di
crescita, di idee, di capacità creative e di capitale umano. L'Expo 2015 sarà
un'Expo per tutti e non per pochi, un'Expo costruita sulle idee, non sulla
cementificazione. Sarà un'Expo fatta con il cuore, non con le speculazioni.
Abbiamo di fronte un'occasione unica per migliorare la qualità della vita per
noi e per i nostri figli.
Un'occasione che a Milano potrà essere colta se il progetto Expo s'integrerà in
modo forte con lo sviluppo urbanistico che è già in corso, e che in questi anni
vede all'opera maestri del calibro di Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind.
Uno sviluppo fatto di grandi progetti, di realizzazioni importanti per la
nostra città che grazie all'Expo troverà nuove risorse per coniugare la
crescita urbanistica e architettonica con le necessità residenziali e
abitative, con l'offerta di servizi a tutto campo, da nuovi centri culturali a
nuovi impianti sportivi, da nuove zone di verde a nuovi e migliori servizi alla
persona e alle imprese, dall'offerta di trasporti eco-compatibili
all'attenzione per le fasce più deboli della nostra comunità.
Nei prossimi 7 anni l'Expo renderà questo percorso di crescita e sviluppo
aperto a tutti, lanciando nuovi concorsi di idee e offrendo una grande
occasione a giovani talenti italiani e stranieri. Per questo il nostro progetto
di Expo è già stato segnalato da autorevoli personalità internazionali
particolarmente attente alla salvaguardia dell'ambiente (a cominciare dal
Premio Nobel per la Pace Al Gore) come un modello a cui potrà ispirarsi
l'intera comunità internazionale. Quella dell'ambiente è per l'Expo 2015 una
dimensione che si traduce innanzi tutto nel destinare a verde metà dell'area
che ospiterà l'evento (in tutto 110 ettari), creando così il più grande parco
pubblico di tutta la zona nord della Città.
Ma quest'attenzione si realizzerà anche nell'uso di materiali eco-compatibili
per la realizzazione dei padiglioni espositivi, in tecnologie e sistemi di
risparmio energetico, in una mobilità a impatto ambientale zero che attraverso
mezzi di trasporto elettrici e ibridi consentirà di fare dell'Expo un grande
evento «amico dell'uomo». Il senso di questa sfida sta proprio nella decisione
che ho preso di non costruire la grande torre dell'Expo ma di investire
piuttosto risorse e idee per la creazione di un Centro per lo sviluppo
sostenibile.
Se fino ad oggi le città che hanno ospitato l'Esposizione universale hanno
voluto lasciare un «landmark», cioè una grande costruzione che simboleggiasse
la grandezza dell'evento (basti pensare alla Tour Eiffel a Parigi), noi
intendiamo invece disseminare in tutto il mondo tangibili testimonianze
dell'Expo di Milano, favorendo la costruzione di scuole, centri di formazione,
ospedali ovunque sia possibile, in una rete mondiale di cooperazione e
solidarietà. Nessuno si senta escluso. Lavoriamo insieme, dunque, perché
l'Italia possa nuovamente brillare nel mondo. Perché possa mostrare e offrire a
tutti il patrimonio di idee, cultura, arte, scienza, imprenditorialità e
creatività che rende il nostro Paese unico.
Letizia Moratti, Sindaco di Milano