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I vincitori del concorso Alluminio / Innovazione
Al Politecnico la consegna dei premi ai migliori progetti

Sono stati premiati oggi al Politecnico di Milano i vincitori del concorso bandito dal Politecnico di Milano e Novelis, con la partecipazione di Almeco, rivolto ai migliori progetti didattici per gli impieghi innovativi dell'alluminio laminato.
Ai vincitori di questa edizione, selezionati tra gli iscritti ai corsi di laurea e specialistica in Architettura ed Ingegneria Edile/Architettura, sono stati assegnati tre premi da 2000, 1000 e 500 Euro; sono stati inoltre segnalati dalla giuria i migliori progetti pervenuti. 

Questi i vincitori:

1° Premio

1° Premio
TEMPO IMMATERIALE
Progetto di recupero e riconversione in centro enogastronomico dei ruderi del Castello di Monteserico, situato sul territorio di Genzano di Lucania (Basilicata)

Fabio Lovaglio (capogruppo)
Gianluigi Branciaroli - Università “G. D'Annunzio” Pescara - Chieti, Facoltà di Architettura
La ricerca progettuale utilizza un materiale che non alteri l'originalità dell'esistente, sia removibile, e che allo stesso tempo faccia intuire la differenza temporale di utilizzo dei materiali in campo architettonico.

1° Premio

La vicinanza di una vecchia miniera di bauxite ha fornito l'occasione per la scelta di un materiale differente dall'esistente ma che allo stesso tempo sia vicino alla cultura del luogo, instaurando così un dialogo tra due materiali diversi nell'aspetto, nelle caratteristiche tecniche, distanti nella loro utilizzazione temporale ma vicini nella loro presenza sul territorio.
La facilità di lavorazione dell'alluminio ben si presta a restituire al rudere quell'unità mancante e
quell'aspetto imponente di una antica fortezza; il motivo esterno del nuovo oggetto rilegge e ripropone in parte i motivi delle feritoie e delle buche pontaie.
Negli interni non sono mancate occasioni per riproporre l'utilizzo dell'alluminio adatto ad essere plasmato come elemento scultoreo.
La scelta del colore dell'alluminio preverniciato è stata dettata dalla volontà di riprendere in parte
il colore del vicino terreno rosseggiante.
La dicotomia tra vecchio e nuovo, tra peso e leggerezza, lascia così inalterata l'unità formale dell'edificio.

2° Premio

2° Premio
Riqualificazione di una ex scuola media in Piazzale Abbiategrasso 2, nella zona Sud di Milano

Elena Covili (capogruppo)
Roberto Balduzzi - Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura e Società

L'edificio si compone di due corpi in linea e dispone di ampio spazio verde intorno. Si regge su una struttura portante puntiforme in acciaio ed i tamponamenti sono costituiti da elementi prefabbricati.
Pannelli - Funzionamento e configurazioni
I pannelli esterni, di tipo scorrevole, vengono dimensionati sulla base della suddivisione dei telai del serramento interno e presentano il notevole vantaggio di poter essere chiusi all'interno di un'asola, garantendo così la completa apertura della parte vetrata.
A partire dal dimensionamento risultante dalla presenza della scrivania retrostante il vetro, si è studiato un sistema di oscuramento dei pannelli scorrevoli in base alla diversa inclinazione dei raggi del sole in Estate ed in Inverno a Milano.
L'obiettivo è evitare il fastidioso fenomeno dell'abbagliamento di uno studente eventualmente seduto dietro la finestra, dove, da progetto, è stata pensata la disposizione delle scrivanie.
E' stata considerata un'inclinazione di 71° in Estate e di 25° in Inverno e la dimensione e la posizione dei fori è stata progettata coerentemente a questa analisi.
I pannelli sono stati studiati in modo da rendere possibile avere oscuramento parziale dell'ambiente interno ed un suggestivo effetto luminoso, variabile a seconda delle combinazioni di apertura-chiusura dei pannelli e delle ore della giornata.
Il completo oscuramento dell'interno viene garantito dalla presenza di una tenda avvolgibile ed il movimento dei singoli pannelli, sia sul piano orizzontale che verticale, da un sistema di motorizzazione, collegato ai sistemi domotici interni, proprio di ogni cellula, in modo da assicurare la massima autoadattitività ed indipendenza dell'utente.

Sistema di illuminazione zenitale
Il cavedio centrale, unica fonte di luce, è stato attrezzato con spazi comuni sospesi, per garantire una buona permeabilità di aria e luce, si è optato per strutture non opache, una soluzione costituita da griglie metalliche che non oscurano l'ambiente interno.
Si è scelto di impiegare l'alluminio anche nel cavedio centrale, sotto forma di piastre riflettenti orientate sulla base dell'inclinazione dei raggi del sole a Milano secondo l'orientamento Nord-Sud (dell'edificio esistente). Per connotare ulteriormente questo spazio, sono stati aggiunti al sistema (fondato su un semplice meccanismo di riflessione multipla) piastre di cristallo mobili che scompongono la luce secondo il suo spettro e offrono all'ambiente un'atmosfera suggestiva.

3° Premio

3° Premio
QART, centro sociale per le arti e la cultura a Quarto Oggiaro

Luca Rudelli (capogruppo)
Ermanno Cirillo - Università degli Studi di Pavia, Facoltà di Ingegneria Edile/architettura

Il progetto nasce a partire da alcune considerazioni sulla trasformazione della metropoli contemporanea (in particolare Milano), di difficile interpretazione in assenza di strategie certe e gerarchie definite.
Sviluppo per grandi poli di interesse sovra territoriale, saturazione del costruito, percezione di degrado delle aree periferiche, competizione internazionale con altre metropoli vivaci e attraenti sono alcuni dei fenomeni che ci hanno suggerito possibili linee guida per un recupero di uno dei quartieri più problematici di Milano, Quarto Oggiaro.
L'idea di base è quella di una rivelazione del paesaggio urbano, tramite la trasformazione della morfologia esistente: riconoscere quest'ultima significa osservare senza pregiudizio gli interventi di edilizia popolare che caratterizzano preminentemente la conformazione del quartiere, riconoscerne il disegno e l'intenzione, svelarne la bellezza attraverso il progetto che agisce sulla percezione dei luoghi; l'appartenenza al luogo si sviluppa attraverso lo sguardo e la memoria che ne fissa le immagini, il progetto intende agire proprio sulla percezione dell'esistente, limitarsi a riorganizzare la struttura urbana in modo da conferirle identità.
In conseguenza il primato del progetto dei vuoti piuttosto che dei pieni: il nucleo centrale del QART si configura come una serie di volumetrie controllate, spazi in gran parte ipogei che cercano il modo di inserirsi nel contesto esistente valorizzando i volumi attuali; le volumetrie diventano spazi pubblici in continuità fisica con la città e le coperture inclinate grandi rampe e percorsi, a differenti livelli.
Ciò dovrebbe suggerire un'idea di città e di architettura che si oppone all'intervento puntuale spettacolare e iconografico, e tende piuttosto alla trasformazione del quartiere intero, degli spazi collettivi: non un edificio museo ma un quartiere museo, non uno spazio espositivo chiuso ed esclusivo, ma strade e piazze e muri. Uno spazio che dovrebbe essere aperto alla partecipazione e coinvolgere l'intorno. Nella città diffusa dai margini indefiniti i quartieri offrono identità, valore storico, attrattive culturali
La scelta dei materiali vuole evitare che la costruzione dimostri l'aulica presenza di uno spazio distante, di rappresentazione dell'arte come intuizione esclusiva e ineffabile: ciò non servirebbe allo scopo, ciò non dichiarerebbe la dimensione del lavoro della creatività e della partecipazione aperta che un centro del genere contiene in un quartiere degradato.
L'alluminio come materiale leggero e versatile dialoga con diverse parti dell'edificio, con diversi materiali, il policarbonato e il calcestruzzo, cercando una immagine raffinata e informale, adatta a materializzare un polo culturale e uno spazio collettivo in continuità con l'esistente ma che sia segno del nuovo. La dinamicità che la fruizione di uno spazio collettivo contenente un programma vario prevede, viene ribadita quindi anche nella scelta dei materiali; se le lastre di GRC e policarbonato ritmano chiusure verticali opache e traslucide, l'alluminio è il materiale che riconduce le scelte costruttive ad unità, utilizzando i laminati in copertura, facciata, struttura portante e finitura.


Sono stati inoltre segnalati tre progetti:

- ECO-ARCHITETTURA A LECCO
Francesco Pittau (capogruppo)
Filippo Bari
Andrea Carlino
Politecnico di Milano, Facoltà di Ingegneria Edile/architettura

- RIQUALIFICAZIONE ARCHITETTONICA E FUNZIONALE DELLA EX SCUOLA MEDIA S. PELLICO - PIAZZA ABBIATEGRASSO A MILANO
Matteo Marinoni (capogruppo)
Giulio Paglino - Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura e Società

- RIQUALIFICAZIONE DI UN'AREA INDUSTRIALE DISMESSA NEL CENTRO DI QUARRATA (PISTOIA)
Luca Battaglini
Gabriele Baldecchi
Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura