Casa per tutti. Concorso internazionale per la progettazione di un modulo abitativo d'emergenza
Nuda vita
Casa per tutti
Nuda vita
Milano - Triennale
Dal 16 maggio al 7 settembre 2008
DELLA RAPPRESENTAZIONE DELLA NUDA VITA
di Aldo Bonomi
1) Nel comitato scientifico della Triennale si è discusso spesso della
Istituzione Triennale come autonomia funzionale. Intendendo con questa
definizione della poliarchia dei poteri che la Triennale è un luogo deputato
alla rappresentazione delle emergenze nei settori culturali produttivi e
sociali, nelle arti, nei mestieri e nell'antropologia del vivere. Una
tripartizione molto chiara quando si tratta di rappresentare ciò che già si fa
visibile. Molto più sfumata rimane la vibratilità del margine. Il rendere visibile
l'invisibile, il dire il non detto, il dar voce a chi non parla, il dare immagine
a chi non ha mezzi per stare dentro la società dello spettacolo.
2) Abbiamo assunto come categoria della rappresentazione sia la VITA NUDA, cioè
quei fenomeni dell'ipermoderno che sempre più si avvalgono delle nostre
capacità intellettive e comunicative per fare merci, impresa, eventi, sia la
NUDA VITA, cioè le preesistenze che si fanno ipermoderni bisogni, anche nella
società dello spettacolo di una moltitudine ove ancora è problema il mangiare,
il vestirsi, lo scaldarsi e l'abitare che, a ben vedere, altro non sono che le
forme primarie di inclusione dell'essere in un contesto sociale. Tutto
precipita in luoghi. I primi molto illuminati dall'energia degli eventi e degli
eventologi, i secondi al buio non raccontati che diventano il lato oscuro del
nostro inconscio collettivo. Luoghi che, più che indurre rappresentazione,
inducono paure. Proprio per questo abbiamo ritenuto opportuno organizzare nei
primi mesi del 2006 una mostra/evento sull'universo carcerario.
Mostra che ha avuto più di 5.000 visitatori e partecipanti ai dibattiti sul
tema del “sorvegliare e punire”.
3) Continuiamo in questo lavoro sincretico tra vita nuda e nuda vita. Attualmente
stiamo progettando la Triennale Architettura. Abbiamo valutato che il tema “Una
casa per tutti” fosse un modo per stare in mezzo a questa voragine sociale ove
non c'è ponte tra chi ha e chi non ha. Ben sapendo che, quantitativamente
soprattutto in Italia, l'abitare è caratterizzato dall'individualismo
proprietario. Ben sapendo che in anni recenti l'architettura si è
caratterizzata con la progettazione di funzioni alte e strategiche nella
competizione tra città.
Forse proprio per questo val la pena guardare a quel margine delle emergenze
abitative delle micro e delle macro banlieue di cui ci occupiamo solo in presenza
di tsunami, terremoti o quando riappaiono nel cuore dell'Europa, basta
ricordarsi della tragedia jugoslava, i campi di concentramento. Tragedie ed
emergenze che sollecitano il nostro schierarsi o il nostro essere
compassionevoli, ma che tendenzialmente tendiamo a pensare siano altro della
nostra antropologia del quotidiano.
4) Le micro e macro banlieue sono fenomeni del quotidiano che caratterizzano
città come Milano, Roma e non solo (il muro di Padova, San Salvario a Torino, i
carrugi di Genova, Brescia, il condominio ghetto di Sassuolo…). Sono fenomeni micro
che diventano macro a fronte di episodi di illegalità, di scontro tra gli
ultimi che evocano ruspe democratiche e per la sicurezza per sgombrare ciò che
non vogliamo vedere. Fenomeni che trovano sempre un capro espiatorio
collettivo, come il caso dell'etnia rom o come la “feccia” che viene avanti
dalle grandi banlieue delle città francesi con una rabbia molto micro. Se è
vero che la maggior parte delle automobili bruciate nelle rivolte parigine hanno
nella targa il numero 75; che indica la residenza nel primo cerchio nella
metropoli parigina. Nell'uno e nell'altro caso assistiamo ad una antropologia
della rivolta e ad una sociologia della rabbia selettiva che tutto fa fuorché
porre il tema del costruire e del progettare la città che viene: la città della
moltitudine.
5) Per questo tre autonomie funzionali, la Triennale, luogo della
rappresentazione, il Politecnico, luogo della formazione e della progettazione,
la Casa della Carità, luogo del margine e del sapere sociale, si sono messi
assieme per promuovere la Triennale Architettura e il tema di una casa per
tutti. Interrogando e chiedendo alle istituzioni, agli immobiliaristi coinvolti
nel riprogettare Milano, a imprese come Eni, che nel mondo globale progettano
case di emergenza nei loro distretti petroliferi, e al capitalismo fondazionale,
sia delle fondazioni bancarie che private, di collaborare non solo alla mostra
ma ad aggredire un tema più che urgente. Non siamo più ai tempi del piano casa Fanfani.
Anzi è problema la rivalutazione di ciò che resta delle case popolari.
6) Solo con il contributo di tutti si possono affrontare le emergenze del
moderno, capire i bisogni delle moltitudini e produrre inclusione dei dannati
della terra nell'esodo globale. Il tema dell'abitare, di una casa per tutti può
essere affrontato solo con logiche coalizionale. Ogni singolo attore, pur nella
sua potenza politica o economica o di progetto, è impotente a risolvere da solo
il tema di una casa per tutti. Eppure questo tema, se non risolto, rischia di
minare forme di convivenza e di rendere impossibile il sogno della città che
viene. Per questo stiamo progettando una mostra evento che si ponga il problema
di come affrontare oggi a Milano, in Italia, nell'Europa cosmopolita
l'elementare bisogno della nuda vita di abitare, di fare città.
Informazioni
Nuda vita
Luogo: Milano - Triennale
Viale Alemagna, 6 - 20121 Milano
Periodo: dal 16 maggio al 7 settembre 2008
Orario: 10.30-20.30, chiuso il lunedì
Ingresso: libero
Progetto di allestimento e grafica: Studio Origoni Steiner
Catalogo: Electa
Info: tel. 02 724341