La Cei lancia una rivoluzione architettonica in nome dell'ambiente. Materiali, spazi, strutture: tutto dovrà essere compatibile
Ecco il piano per le eco-chiese: Costruirle bene per vivere meglio

L'Arcivescovo Gianfranco Ravasi
Repubblica, 17 aprile 2008 - Orazio La Rocca
CITTA' DEL VATICANO - Rivoluzione architettonica in nome dell'ambiente: le
nuove chiese in Italia e nel mondo dovranno essere ecocompatibili. In un
convegno concluso a Roma mercoledì scorso, i vertici della Conferenza episcopale
hanno dettato le nuove linee operative edilizie a cui dovranno attenersi
diocesi, parrocchie e comunità religiose. Un vero e proprio piano operativo in
materia di costruzioni sacre che ha nella bioarchitettura il tratto più
caratterizzante: alla Cei assicurano che si potrà ottenere un risparmio
energetico calcolabile dal 30 al 70 per cento.
Nello stesso convegno Cei, dal titolo "Costruire bene per vivere meglio -
Edifici di culto nell'orizzonte della sostenibilità", sono stati varati
analoghi criteri architettonici che dovranno essere applicati anche per il
restauro e la ristrutturazione degli edifici di culto ubicati nei centri
storici che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono dotati di grande
valore artistico.
Un immenso patrimonio storico-edilizio - fatto di cattedrali, chiese di città e
cappelline di campagna, antichi conventi, cenacoli e comunità parrocchiali -,
al quale guardano con crescente interesse anche quei progettisti-restauratori
che operano seguendo i dettami della bioarchitettura più avanzata
caratterizzata da tecniche e uso di materiali da costruzione concepiti per la salvaguardia ambientale degli spazi e delle strutture portanti.
Nella sua prolusione, l'arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del
Pontificio consiglio per la Cultura (vale a dire, "ministro" dei beni
culturali del Papa) ha parlato del rapporto esistente tra l'architettura sacra
e la tradizione biblica. Nutrita la rappresentanza di architetti ed ingegneri,
tra i quali l'architetto Marco Sala, docente dell'università di architettura di
Firenze e presidente del Centro Abita Interuniversitario a cui fanno capo le
facoltà di architettura di Milano, Torino, Genova, Firenze, Roma, Napoli e
Reggio Calabria.
Sala ha illustrato il "progetto-pilota" per la costruzione di nuove
chiese e il restauro di edifici antichi che la Cei ha fatto redigere per
portare all'attenzione di tutte le parrocchie italiane. "Si tratta - ha
spiegato il progettista fiorentino - di due proposte progettuali"
realizzate per il restauro di due chiese ubicate nel centro storico di Bari,
una costruita negli anni '80, la Chiesa del Buon Pastore - e quindi con linee
architettoniche moderne - e un'altra, più antica, di epoca medievale.
"Due esempi di intervento di ristrutturazione di edifici sacri di epoche
storiche totalmente differenti - ha precisato Marco Sala - realizzati entrambi
con criteri ecologici, che potranno essere presi ad esempio dai progettisti che
saranno chiamati ad erigere nuove chiese o a intervenire su edifici
storici". In verità, al convegno è stato fatto notare che il concetto di
bioarchitettura sacra ha già fatto capolino in complessi balzati recentemente
agli onori della cronaca internazionale.
Ad esempio a S.Giovanni Rotondo, nella nuova basilica di S.Pio da Pietrelcina
disegnata da Renzo Piano, e nella Chiesa del Giubileo delle Tre Vele progettata
da Maier a Tor Tre Teste a Roma. "La novità è che ora la Cei vuole che i
criteri di difesa dell'ambiente e di rispetto ecologico vengano applicati
sistematicamente in tutte le parrocchie e in tutte le diocesi", hanno
puntualizzato i responsabili dell'edilizia di Culto della Cei. Come dire, per
l'architettura sacra è scoccata l'ora del cambiamento a favore della tutela
ambientale. La Chiesa italiana si è già organizzata. Ma presto, si dovrà
accodare tutta la cattolicità universale spinta da papa Ratzinger. Parola di
monsignor Ravasi.