
Domus di gennaio 2009
Madris, Vigo, Tudela: tre progetti spagnoli
FOOD CITY. Una mappa fisica e mentale del cibo nella società contemporanea
Aalto in Italia, dagli Archivi di domus
Tre progetti di architettura dalla Spagna
Il primo progetto presentato questo mese da domus riguarda 102 abitazioni sociali realizzate da Dosmasuno Architectos nel quartiere Carabanchel di Madrid.
Si tratta dell'opera prima di questo gruppo di giovani architetti, il cui progetto in definitiva consiste in un'unica cella abitativa ripetuta per 102 volte su cui si innestano delle "addizioni", strutture modulari in acciaio "agganciate" alla facciata di cemento principale, che sono stanze aggiuntive per gli appartamenti più grandi.
Il secondo progetto è invece una struttura per il servizio alla pesca realizzata da Estudio I+P a Vigo, nel nord della Spagna.
Gli architetti hanno convinto i pescatori che i quaranta depositi dovevano essere raggruppati in undici unità diverse, separate l'una dall'altra da scale e cortiletti, e che ogni modulo doveva avere un patio comune, con una passeggiata aperta a tutti e passerelle in legno per scendere sugli scogli. Realizzati con pannelli di acciaio galvanizzato e lastre di policarbonato, gli undici moduli si riuniscono in un unico elemento grazie alla tessitura che li riveste: una griglia metallica che muta di colore e intensità man mano che si percorre il molo.
L'ultimo progetto, realizzato dagli architetti Lopez e Rivera, è una prova sul tema dell'ospitalità turistica attraverso la progettazione di un albergo "sostenibile" nel semideserto di Navarra.
Come scrive Stefano Casciani, vicedirettore di domus, "le invenzioni di López e Rivera stanno tra la scenografia - come le inquadrature sul panorama ricavate dalle singolari finestre/abitate che diventano chaiselongue o piccoli letti (sarebbero piaciute a Gio Ponti) – e soluzioni per il risparmio di materiali ed energia anche nelle strutture, come chiesto dal committente, completamente smontabili e riciclabili. Un tentativo riuscito di romanticismo secco, dove la sostenibilità del progetto e della realizzazione, anche se non esibita platealmente, è sostanziale e coerente".
FOOD CITY - una rappresentazione del sistema del cibo nella società contemporanea
La sezione Intersections di questo numero della rivista raccoglie i materiali realizzati nell'ambito di DomusLab Food, il laboratorio di domus all'11. Biennale di Architettura di Venezia.
"Nei due mesi di attività del laboratorio - scrive il direttore di domus Flavio Albanese, curatore del laboratorio - è stata accumulata una quantità sorprendente di materiali che hanno contribuito a costruire una mappa fisica e mentale del cibo nella società contemporanea".
Partecipano a Intersections con le loro riflessioni Carolyn Steel, architetto e autrice del libro "Hungry City: How food shapes our lives", Dickson Despommier, professore alla Columbia University e uno dei primi teorici del "vertical farming", Marti Guixé, ex designer catalano che da dieci anni sviluppa il concetto di cibo, Davide Paolini, giornalista e autore del Gastronauta, John Thackara, direttore del progetto Doors of Perception, Markus Schmidt, coordinatore del progetto Diverseeds nato per realizzare una rete per la tutela dell'uso delle risorse genetiche agricole in Europa e in Asia e Davide Scabin, food designer e Chef del ristorante Combal.zero di Rivoli (To).
Inoltre, all'interno di domus, sono riportate le descrizioni e le riflessioni nate dai progetti presentati presso DomusLAb Food. Tra questi "Carneplastico", rassegna video presentata a Venezia il 7 ottobre e curata in collaborazione con il videomaker Mattia Matteucci, "A hysterical play about food", performance presentata il 27 settembre dal duo australiano A Constructed World, "Lo spazio trasforma il cibo", workshop organizzato l'11 ottobre con i gruppi di creative Arabeschi di Latte e Ciboh e con la partecipazione di Anna Barbara, docente presso il Politecnico di Milano.
Infine, completano questa mappa del cibo nella società contemporanea gli interventi di Britta Reley e Rebecca Bray, autrici dell'installazione Drink.Pee (2008), Sam Bompass di Bompass & Parr, realizzatori di The Architectural Jelly Banquet (il "festino delle gelatine di frutta d'architettura"), manifestazione organizzata nell'ambito del London Festival of Architecture 2008, Kathryn Gustafson, architetto paesaggista che in occasione della Biennale di Architettura ha realizzato a Venezia il giardino "Towards Paradise", Diana Shearwood, autrice del progetto documentaristico "Behind the Mall", che esplora il paesaggio legato al cibo e Agata Jaworska, progettista e designer ideatrice del progetto "Made in Transit", dedicato agli alimenti cresciuti in viaggio.
Sezione Archives: dedicata all'unico progetto italiano di Aalto
La sezione Archives" di domus è dedicata alla storia del progetto della chiesa e del complesso parrochiale di S. Maria a Riola di Vegato (Bo) realizzato da Alvar Aalto, unico esempio di architettura sacra realizzata dall'architetto e designer finlandese in Italia.