Prende corpo l'annunciato progetto del Premier per rilanciare l'edilizia
Aumenti di cubatura, semplificazione della burocrazia, sconti fiscali
Più cemento e 5.000 nuove case
Le linee guida del piano-edilizia
ROMA - Silvio Berlusconi l'ha annunciato per il prossimo Consiglio dei ministri
di venerdì. "Avrà effetti straordinari sull'edilizia" ha detto
domenica il premier. Ora il piano-casa da 550 milioni sembra essere pronto. Fonti
parlamentari anticipano le linee guida: una stanza in più per ogni abitazione;
via libera all'abbattimento di vecchi edifici; sconti sulle tasse per ottenere
dai Comuni il permesso di costruzione. E poi la costruzione di cinquemila nuovi
appartamenti e la possibilità per un milione di inquilini di riscattare la casa
popolare in cui abitano.
Dopo una serie di riunioni a Palazzo Grazioli con il presidente del Consiglio,
la "rivoluzione" dell'edilizia è pronta, trascritta in una legge
quadro di trenta cartelle. Già qualche Regione di centrodestra annuncia la
propria adesione al progetto. Oltre al Veneto, anche la Sardegna si dice
favorevoli alle nuove norme e la Lombardia annuncia un intervento a breve.
Ecco le misure chiave del testo.
Un milione di nuovi proprietari, 5.000 alloggi.
L'obiettivo del governo è quello di costruire cinquemila nuove alloggi popolari,
ma potrebbero salire a 6.000 le abitazioni interessate dal piano considerando
anche gli interventi di ricostruzione. A riscattare gli immobili popolari in
cui vivono, potrebbero essere un milione di inquilini.
Ampliamento di case. Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un
tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le altre tipologie di
edifici la soglia del 20% è in riferimento invece alla superficie coperta.
Sconti fisco. I Comuni potranno scegliere di ridurre il cosiddetto contributo
di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Sconto che salirebbe al 60%
nel caso di prima abitazione. Si potrebbe addirittura arrivare all'esonero del
contributo nel caso di uso di bioedilizia.
Richieste entro 2010. La richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31
dicembre 2010. Il provvedimento allo studio prevede anche la possibilità di
realizzare un edificio separato nel caso in cui non sia materialmente o
giuridicamente possibile realizzarlo in contiguità con il fabbricato esistente.
Demolizioni e ricostruzioni. Gli edifici realizzati anteriormente al 1989 che
non siano adeguati agli standard qualitativi e che non siano sottoposti al
vincolo di conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento
della cubatura fino al 30%. Qualora gli edifici non siano residenziali la
soglia è relativa alla superficie coperta. In entrambi i casi, il tetto
salirebbe al 35% con l'utilizzo di tecniche di bioedilizia. All'interno di questo
capitolo, poi, si starebbe ragionando sulla possibilità di rendere l'area
originaria non edificabile nel caso in cui si decidesse di ricostruire in una
zona diversa.
Rispetto del paesaggio. Paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e
paesaggistici e divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi.
Stretta su sanzioni - Multe per i casi più lievi e per contro una stretta delle
sanzioni per chi interviene sui beni vincolati. Allo studio poi il ravvedimento
operoso, fino a immaginare per i casi meno gravi l'estinzione dell'illecito, e
la possibilità che l'accertamento di conformità e quello di compatibilità
ambientale estinguano i reati.
Arriva certificato di conformità. Il ddl abolisce il permesso di costruire e lo
sostituisce con una certificazione di conformità giurata da parte del
progettista. Previsto poi l'ampliamento dei casi di denuncia di inizio
attività, la rimodulazione degli interventi di edilizia libera.
Camera di conciliazione. Via libera alla valutazione preventiva degli interventi
con gli uffici preposti e creazione di una Camera di conciliazione presso i
comuni.
Semplificazione e tempi certi. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio
dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione
del procedimento.
11 marzo 2009