Editoria, la crisi si aggrava. Nel 2008 perdite +100%
Il rapporto della Fieg sulla stampa in Italia. Calo degli utili del 30%, segni di attenuazione della recessione nel 2010
ROMA - Editoria in profondo rosso. Gli investimenti pubblicitari sono in forte
calo, così come le vendite, e la riduzione dei costi di produzione non è
sufficiente a garantire la chiusura dei bilanci in pareggio: è fosco il quadro
tracciato dalla Fieg nel suo rapporto sulla stampa. Sulla scia dei dati non positivi
relativi agli ultimi due anni, si guarda con particolare apprensione al biennio
2009-2010, che "sarà decisivo per il futuro dei giornali". Ma gli
editori avvertono: "Non è pensabile aspettare che la crisi passi da sola,
ma bisogna muoversi con urgenza e delineare un disegno coerente di intervento
per restituire slancio al settore".
Dal rapporto sulla stampa in Italia 2006-2008, presentato oggi dalla
Federazione italiana editori giornali, emergono, tra l'altro, per il 2008 un
aumento delle perdite del 100% e una contrazione degli utili del 30% per i
quotidiani. Numeri destinati a peggiorare nel 2009, in particolare per effetto
della crisi degli investimenti pubblicitari. La fase recessiva è prevista in
attenuazione solo nel 2010.
"Per il complesso delle società editrici di quotidiani nel 2008, quando la
crisi ancora non aveva dispiegato i suoi terribili effetti" - ha detto il
presidente della Fieg Carlo Malinconico all'Asssemblea nazionale - si rileva
"un aumento delle perdite del 100% ed una contrazione degli utili del 30%.
E' facile prevedere che i numeri peggioreranno ulteriormente nel 2009 se solo
consideriamo che gli investimenti pubblicitari sui quotidiani nei primi due
mesi di quest'anno sono diminuiti in media del 25%, con punte anche del 60% in
alcuni giornali locali. Non va meglio per i pediodici, il cui quadro "non
è significativamente diverso".
In media, ha spiegato ancora il presidente della Fieg, "il fatturato
editoriale del 2008 ha fatto registrare un calo del 3,3% rispetto al
2007". La componente dei ricavi che ha mostrato segnali di maggiore
debolezza è stata la pubblicità, calata nell'anno "del 3,8%", con un
trend che si è andato progressivamente aggravando. Quanto ai ricavi da
diffusione delle copie, "la flessione media annua è stata del 2,8%". E
ancora il margine operativo lordo "ha fatto registrare una flessione del
48% nel 2008 rispetto al 2007" e l'utile operativo ha registrato un
"-51,9%". Risultato complessivo è stata "una forte contrazione
dell'utile netto".
Nel consueto studio annuale, la Fieg indica anche le misure indispensabili per
la ripresa: bisogna agire con decisione, sull'esempio della Francia, e mettere
in campo una serie di misure come il credito agevolato per accelerare il
meccanismo produttivo; ripristinare il credito d'imposta su carta e
investimenti per stimolare innovazioni di processo e prodotto; stimolare la
crescita della domanda di prodotti editoriali attraverso la promozione della
lettura in scuole e famiglie.
16 aprile 2009