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Crisi dell'auto, migliaia di tagli per Chrysler e Volkswagen
La Renault ha deciso di chiudere quasi la totalità delle sue fabbriche per una o due settimane

PARIGI - Si moltiplicano i segni di crisi anche della cosidetta economia reale, in particolare nel settore auto. I colossi cercano di correre ai ripari, ricorrendo a misure drastiche: lo stop alla produzione e i tagli al personale.

RENAULT - La Renault, ad esempio, ha annunciato la chiusura di quasi la totalità delle sue fabbriche per una-due settimane a partire dalla prossima settimana, per fronteggiare il calo delle vendite. La chiusura degli impianti, come ha spiegato il delegato sindacale centrale Cgt Fabien Gache, avverrà in ordine sparso e si comincerà da lunedì con il blocco per due settimane degli stabilimenti di Mans e Flins. Gache ha anche ricordato che Renault nelle scorse settimane ha annunciato 4.900 esuberi.

PEUGEOT-CITROEN - Anche l'altro grande gruppo automobilistico francese , il PSA che comprende Peugeot e Citroen, ha annunciato massicci tagli alla produzione. Il suo capo azienda Christian Streiff ha dichiarato che in questo modo la casa automobilistica intende reagire al "collasso" del mercato europeo dell'auto. La quasi totalità delle fabbriche PSA in Europa saranno oggetto di misure di cassa integrazione parziale nel quarto trimestre. Le misure serviranno per ridurre la produzione del 30% rispetto al programma previsto. E' quanto annunciato da fonti del gruppo francese.

VOLKSWAGEN - Nubi si addensano anche su Volkswagen che vuole tagliare la maggioranza se non la totalità dei 25 mila posti di lavoro a tempo determinato in risposta al deterioramento del mercato. Lo scrive il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. "Saranno inevitabili tagli rilevanti della forza di lavoro", ha detto il presidente del gruppo tedesco Martin Winterkorn parlando a 500 manager di Volkswagen nel quartier generale di Wolfsburg. Un portavoce di Volkswagen non ha confermato, precisando che non è stata presa nessuna decisione in proposito.

CHRYSLER - E drastiche misure in vista anche per Chrysler, che taglierà nel mese di novembre il 25% dei posti di lavoro tra i colletti bianchi. L’annuncio è stato dato con una lettera ai dipendenti dall’amministratore delegato del colosso automobilistico di Detroit, Robert Nardelli. I tagli, come spiegato nella lettera, sono stati resi necessari dalla crisi economica che sta mettendo sotto pressione il settore automobilistico americano e, più in generale, gli Stati Uniti e che appare lontana da una soluzione. La società sta affrontando "il periodo più difficile che chiunque di noi riesca a ricordare", ha sottolineato Nardelli, aggiungendo che "in precedenza il settore auto non ha mai assistito a una contrazione delle vendite tanto veloce".

FORD - Ford Aquitaine industries, l'impianto francese della Ford nel dipartimento della Gironda, resterà fermo per 10 settimane fino al 5 gennaio. L'iniziativa, spiega il management dell'azienda, punta "ad adeguare la produzione alla domanda". L'impianto, che produce cambi automatici, impiega 1600 addetti.

TOYOTA - Per la prima volta in sette anni diminuiscono le vendite della casa automobilistica Toyota, con una flessione particolarmente forte negli Stati Uniti. Sul mercato mondiale - informa la compagnia giapponese - nel trimestre luglio-settembre le vendite sono calate del 4%, anche se il dato relativo ai primi nove mesi è ancora leggermente in territorio positivo grazie a un attivo di 2.000 veicoli venduti. Tutti i dati includono la Hino e la Daihatsu. I risultati peggiori riguardano il mercato statunitense, dove le vendite di Toyota, nel solo mese di settembre, sono crollate del 32,3%. Il dato annuale parla invece, sempre relativamente agli Usa, di un calo del 10,4%.

TATA - Tata Motors è intenzionata a tagliare la produzione dei veicoli commerciali pesanti e di media grandezza. Anche se la riduzione non è stata ancora quantificata, fonti aziendali riferiscono che il taglio potrebbe arrivare fino al 50 per cento dell'attuale produzione. Un portavoce dell'azienda indiana, secondo quanto riferisce il sito 'The Economic Times', ha dichiarato che Tata Motors sta calibrando la produzione in rapporto alle richieste di veicoli commerciali che sono sempre più in calo.