News ed Eventi

Clima impazzito, l'allarme Onu: un miliardo di persone esposte a disastri

Rai news24 - New York - 27 novembre 2007
A pagare i danni dell'emergenza clima soprattutto i poveri.
Tornado, inondazioni, alluvioni. Ma anche allagamenti, frane, monsoni e tsunami: sono quasi un miliardo le persone che oggi, non in un remoto futuro, rischiano eventi catastrofici causati dall'emergenza clima. Lo sostiene il Rapporto sullo sviluppo umano 2007-2008, 'Resistere al cambiamento climatico' dell'Undp, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo.

Sono 344 milioni le persone esposte a cicloni tropicali, 521 milioni a inondazioni, 130 a siccità, 2,3 milioni a frane. L'approccio attuale all'emergenza clima sarà cruciale per il 40% più povero del pianeta, cioè circa 2,6 miliardi di persone, che se non si intereverrà con politiche adeguate sarà destinato ad un futuro con opportunità sempre minori. E' nei Paesi poveri, infatti, che si concentrano le catastrofi climatiche. Tra il 2000 e il 2004, circa 262 milioni di persone all'anno sono state colpite da un disastro, di cui oltre il 98% nei Paesi in via di sviluppo. Per dare un'idea delle proporzioni, nei Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), le catastrofi climatiche hanno colpito un abitante su 1.500, mentre nei Paesi in via di sviluppo il dato è di 1 su 19.

Sul fronte della salute, è ancora nei Paesi in via di sviluppo che si avvertiranno gli impatti più gravi dei mutamenti climatici, a causa dell'estrema poverta' e della limitata capacità di risposta dei sistemi sanitari pubblici. Secondo il Rapporto, la diffusione delle principali malattie mortali potrebbe aumentare. Come nel caso della malaria, che già causa circa un milione di decessi all'anno e potrebbe colpire altri 220-400 milioni di persone.

Nell'Africa sub-sahariana, circa quattro persone su cinque vivono in zone malariche e l'estensione del raggio d'azione creerebbe gravi rischi per la salute pubblica. C'è poi una possibile diffusione della febbre di dengue, di cui già adesso si riscontrano casi ad altitudini pił elevate di quanto non succedesse in passato, soprattutto in America Latina e in alcune aree dell'Asia orientale. In Indonesia l'aumento delle temperature ha provocato la mutazione del virus, con conseguente incremento delle vittime nella stagione delle piogge. Secondo il Rapporto l'espansione della febbre di dengue potrebbe aumentare le persone a rischio da 1,5 miliardi a 3,5 miliardi entro il 2080.

Altro aspetto da considerare è quello della produzione agricola e della sicurezza alimentare: quelli che soffrono di malnutrizione potrebbero salire a 600 milioni entro il 2080. Gli ecosistemi intanto si stanno gia' trasformando. Metà dei sistemi di barriere coralline è soggetta al fenomeno dello sbiancamento e i ghiacci si stanno sciogliendo, specie nella regione artica. Con un aumento delle temperature così veloce piante e animali sono in pericolo: se il Pianeta dovesse scaldarsi di 3 gradi, il 20-30% delle specie terrestri sarebbe a rischio estinzione.