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Abitare il Tempo 2008. La cultura del progetto come antidoto alla crisi

L'incertezza economica attenua solo in parte il successo di Abitare il Tempo: la ricerca e l'innovazione si riconfermano le chiavi per il rilancio del made in Italy nel mondo.

In attesa della certificazione FKM, si possono anticipare le cifre dell'edizione 2008: i visitatori totali sono stati 49.152 di cui 11.012 esteri (+4%) provenienti da oltre 100 Paesi; i giornalisti registrati sono stati 860 di cui 201 esteri.

“Cultura e mercato non sempre vanno d'accordo ma quando ciò accade scocca la scintilla dell'innovazione che genera qualità”.  Una virtuosa alchimia che Rolf Fehlbaum, presidente di Vitra, ha significativamente evocato nel discorso di ringraziamento pronunciato in occasione della cerimonia di consegna del Premio Abitare il Tempo 2008.

Cultura che è innanzitutto ricerca e sperimentazione e che, come lo stesso Felhbaum ha riconosciuto, è alla base dell'affermazione del ‘made in Italy' nel mondo dell'arredamento. Riflessioni quanto mai appropriate allo spirito di Abitare il Tempo, inaugurata dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che non ha esitato a definirla “polo espositivo di eccellenza per le aziende del settore arredo che innovano, creano prodotti di qualità ed esportano in tutto il mondo, dando un contributo rilevante all'economia italiana”. Dunque, a maggior ragione, in un momento di crisi finanziaria internazionale come l'attuale, è necessario valorizzare ancor più quanto di meglio il settore è in grado di offrire.

E, sotto questo profilo, Abitare il Tempo non ha smentito la propria vocazione, ospitando, nei 10 padiglioni occupati del quartiere fieristico di Verona, in una superficie totale di 100.000 metri quadri, 750 aziende italiane e straniere. Il pubblico internazionale ha mostrato apprezzamento per il nuovo “percorso” del fashion design, dove le aziende, in una cornice allestitiva totalmente nuova, hanno potuto esprimersi ad altissimi livelli. Così come un ruolo di prim'ordine ha svolto il polo tessile, con circa 150 aziende concentrate nei padiglioni 2 e 3, ed il complemento di arredo.

Abitare il Tempo ha saputo enfatizzare, ancora una volta, il ruolo strategico svolto da ricerca e sperimentazione: “Il 40% dello spazio espositivo è stato riservato a mostre ed eventi centrati su questi temi, sviluppati in ambiti quali il design, l'alta decorazione, l'architettura d'interni e il contract. Una percentuale di cui andiamo fieri e che ci pone all'avanguardia a livello mondiale”, ribadisce Carlo Amadori, ideatore e coordinatore della manifestazione. “L'innovazione - tipologica, formale, tecnologica, artigianale  - è la prerogativa che contraddistingue l'industria del mobile nel nostro paese”, sottolinea Giulio Cappellini, autore della mostra antologica ‘Design Mix'. E aggiunge: “Dobbiamo difenderla ed essere capaci di esportare e comunicare con maggior incisività la nostra cultura del saper fare. Per questo, Abitare il Tempo, la fiera che investe di più in eventi dedicati alla ricerca, rappresenta un appuntamento importante per gli stimoli che è in grado di fornire al mondo della produzione e a quello della distribuzione”. 

Puntare sulla qualità è l'unico antidoto alla crisi anche secondo l'opinione di Simone Micheli - presente a Verona nella doppia veste di progettista e curatore, con Carlo Amadori, della seconda edizione di Linking People, suggestiva galleria di progetti per il contract - che, all'eccellenza, alla meraviglia e all'intelligenza di cui danno prova le grandi firme dell'arredamento, suggerisce di abbinare una più marcata componente etica: “Un concetto di ‘lusso democratico' da non confondere con l'eccesso o la frivolezza - spiega - ma che, al contrario, rappresenti la diffusione di nuovo valore per lo spazio abitato. Per fare crescere le aziende e il mercato con proposte che anche la gente comune sappia apprezzare, soddisfacendo esigenze e aspettative reali”. 

Etica del prodotto, certo, ma anche valorizzazione di una creatività capace di fare dialogare costruttivamente tradizione e innovazione, promuovendo il gusto italiano in chiave spettacolare, come hanno dimostrato efficacemente e su scala diversa l'installazione ‘Strip Tease', progetto di Paola Navone per Ivano Redaelli, dedicata al tessile d'arredo, e la mostra ‘Attraverso lo Specchio', progettata e curata da Carlo Ninchi e Vittorio Locatelli per celebrare il mondo dell'alta decorazione.  In conclusione, e tornando alle considerazioni iniziali, Abitare il Tempo si conferma il luogo in cui la cultura incontra il mercato, con puntualità annuale, per rilanciare il progetto ‘Made in Italy'.

La prossima edizione di Abitare il Tempo si svolgerà dal 17 al 21 settembre 2009.