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Presentazione di Refusenik di Luca Dalisi al Comicon 2009

Napoli, Castel Sant'Elmo, 24/26 aprile 2009
Edizioni Grifocult

In questi tempi di globalizzazione spontanea la generale omologazione dei linguaggi artistici sembra non risparmiare nemmeno il medium fumetto, che essendo, per definizione, genere spurio, contaminato e visceralmente pop, dovrebbe invece avere la forza di reincarnarsi costantemente in qualcosa di nuovo, di diverso, di altro. In questa cornice un folletto stanco come Luca Dalisi trova la sua dimensione in quanto vero e proprio creatore di mondi, viventi e palpitanti in ogni suo tratto, in ognuna delle infinite pennellate che così spesso affollano le sue tavole.
Christian Costa








Alla pianificazione mercantile del fumetto, prodotto sempre più spesso seriale, creato e colorato al computer il più velocemente possibile, Luca oppone un allegro caos di tecniche tradizionali, approccio naif, humor sagace e profonda cultura umanistica attentamente dissimulata.
Le tavole di Luk trovano un primo fondamento nell’omaggio alle origini dei comics, al "fumetto eterno" di Krazy Kat come di Nemo, di Will Eisner come di Calvin & Hobbes. Questo, tuttavia, è solo il punto di partenza per il dispiegarsi di un etereo, svagato e sognante universo di tratti leggeri, aerei. Acquarello, inchiostri vari, pennarelli, gouaches riescono nell’impresa di rendere quasi tangibili delle impressioni, visioni che divengono emozioni rendendo semplice e attraente anche l’intreccio più astruso.
L’essenzialità della composizione rende ogni tratto necessario e significativo, in un equilibrio sospeso tra astrazione e narrazione. Ogni montagna è un triangolo, ogni nuvola una spirale. E il piacere della lettura e dell’interpretazione, della comprensione, scaturisce proprio dal lasciarci andare, dall’indugiare dubbiosi se guardare tali forme come soggetti singoli, come segni primordiali o se raggrupparli nel nostro sguardo e leggerli, finalmente, come storia, come racconto. Nel permetterci questo duplice approccio, nel lasciare ad ognuno il proprio tempo di visione, l’autore ci fa lentamente scivolare nel suo mondo.
Spesso il fumetto è stato visto come genere da consumare in fretta, senza attenzione. Storie come quelle narrate da Luca Dalisi, invece, dispiegano il proprio abbraccio nel tempo, invitandoci a ritornare ad esse ciclicamente. I tempi lunghi, infatti, sono elemento costitutivo di esse, di come sono state realizzate nel corso di mesi e anni, di come sono state pensate, vissute e rivissute, insieme agli amici davanti ad un bicchiere di vino o nella solitudine dello studio.
La personalità di Luk, dunque, trova la sua voce unica nel combinare uno stile visivo senza tempo, una raffinatezza di testi e suggestioni culturali e un contrappunto narrativo che diviene musica, fraseggio jazzato, sincope e melodia insieme. Dunque visione, parola, musica, come nella migliore tradizione di questo linguaggio. Non fingete indifferenza.