Design

Design Possibile al Salone del Mobile di Milano 2005

Dal jeans, dal legno, dai filati recuperati dagli scarti delle produzioni artigianali brasiliane nascono pouf, divani, porta riviste, lampade da tasca

E’ Design Possibile un progetto promosso dal Corso di Laurea in Disegno Industriale dell’Università di Firenze, dalla Universidade Mackenzie di San Paolo e dal Consorzio Casa Toscana - Centro Sperimentale del Mobile


Metti il pouf al recupero
I primi prodotti al Fuori Salone di Milano, nello spazio Ibrit
Istituto Brasile - Italia in via Borgogna, 3 - Milano

Sostenibilità, produzione e valorizzazione delle comunità internazionali più povere gli aspetti di un progetto fortemente innovativo

MAGo, portariviste in legno e tessuto di recupero

Danilo Caldera
MAGo, portariviste in legno e tessuto di recupero

Dal jeans, dal legno e dai tessuti di recupero delle aziende del Brasile nascono oggetti del quotidiano. Pouf, divanetti, lampade da tasca e porta riviste disegnate dagli studenti in design italiani e brasiliani. Con un unico comune denominatore: impiegare materiali di scarto per creare un punto di contatto tra la produzione artigiana delle aree periferiche metropolitane del Brasile e le aziende del mobile e del complemento della Toscana.

Blue Light, lampada da tasca in jeans di recupero

Francesco Taviani
Blue Light, lampada da tasca in jeans di recupero

E’ Design Possibile, una collaborazione Italia- Brasile che sarà presente al Salone del Mobile di Milano 2005. Il progetto è promosso dal Corso di Laurea in Disegno Industriale dell’Università di Firenze, dalla Universidade Mackenzie di San Paolo e dal Consorzio Casa Toscana insieme al Centro Sperimentale del Mobile con la collaborazione delle Organizzazioni Non Governative brasiliane, punto di contatto con la produzione artigiana locale che impiega materiali recuperati da scarti di produzione. Tra le ONG ci sono Florescer (riuso jeans), Aldeia do Futuro (riuso tessuti in genere) e Monte Azul (riuso carta e legno). L’obiettivo è quello di arrivare alla realizzazione di alcuni dei prodotti immaginati dai giovani designer.

Nella seconda parte del progetto saranno coinvolte aziende toscane e designer di fama internazionale. Quattro sono dunque i punti di forza di questo progetto fortemente innovativo. Ovvero la lavorazione su prodotti destinati a mercati sensibili all’etica oltre che al design, la partecipazione delle ONG che operano sul riuso dei rifiuti, la collaborazione tra strutture produttive toscane e l’artigianato brasiliano, la collaborazione a distanza tra studenti di diverse Università.

La prima fase di Design Possibile si concretizzerà nella presenza al Fuori Salone di Milano, nello spazio Ibrit Istituto Brasile - Italia in via Borgogna 3, dal 13 al 18 aprile. Qui verranno presentati i primi prodotti nati dalla collaborazione.

Tra questi ci sono Ziper, un cuscino pensato da Marcio Andretta, un imbottito con jeans di recupero rivestito con un rete con tessitura a nodi. I filati non hanno una sola composizioni, ma hanno diverse origini, dal cotone alla seta al lino. Trapézio è invece il portariviste di Sidney Matos, legno e tessuto sono i materiali usati. Il legno è composto da listellini di varie tipologie. MAGo è il portariviste di Danilo Caldeira, in legno. Blue Light è la lampada da tasca in jeans di recupero di Francesco Taviani. E’ possibile piegarla e portarla con sè, in viaggio. oMo di Maddalena Vantaggi è un pouf "di compagnia" in jeans di riciclo. The cube è la poltrona di Elisa Puccini in jeans e legno di recupero dove i materiali in legno utilizzati diventano i braccioli della poltrona. Uma Otra Gamba infine è il pouf angolare di Laura Passalacqua in cui viene impiegato l’intero tamburo del jeans di recupero.

Design Possibile ha implicazioni etico-sociali con il recupero e la valorizzazione dei saperi delle comunità locali, nonché con l’integrazione di gruppi sociali più deboli, la creazione di nuove e più stabili possibilità occupazionali e con il contenimento della povertà. Non solo, Design Possibile ha implicazioni legate alla sostenibilità ambientale, allo sviluppo di attività di riuso e riciclo dei rifiuti urbani. Il progetto, inoltre, è vicino alla produzione grazie allo sviluppo della microimprenditorialità, alla collaborazione con la realtà economica artigianale e con più giusti canali di commercializzazione.

Oggi la produzione materiale di alcuni paesi, seppur non conosciuta appieno, appare ricca di stimoli e di spunti innovativi. Con una corretta politica commerciale potrebbe ottenere interessanti risultati sui mercati internazionali. Da queste riflessioni prende spunto Design Possibile. Spesso proprio in realtà decentrate e periferiche la produzione materiale raggiunge alti livelli di qualità formale, anche se non sempre adeguata ad un mercato di gusto contemporaneo. Parallelamente molta della produzione contemporanea, in particolare del settore arredo e complemento, presenta una eccessiva uniformità e livellamento con conseguente penalizzazione in chiave mercato.