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Mel Dans: la luce in catena Di Roberta Zoli Il tessuto urbano di grandi e piccole città, nel consolidarsi attraverso gli anni, presenta piacevoli sovrapposizioni, oggetti anche molto differenti tra loro, che, per gli sguardi abituati di chi vive ogni giorno quei luoghi, non costituiscono più motivo di stupore. L’eccezione diviene - come si suol dire - la regola. L’arredo e l’illuminazione di questi luoghi devono necessariamente tenere conto delle loro caratteristiche, delle peculiarità che li contraddistinguono, esaltando le dissonanze e non disturbando lo scenario.
Mel Dans installazione su catena Nel corso dell’ultima edizione della fiera Light + Building di Francoforte è stato presentato un sistema di illuminazione modellato attorno al vincolo dell’eccezione; studiato per scomparire lasciando spazio all’originalità degli ambienti che lo ospitano.
Mel Dans installazione su catena Mel Dans, il cui nome è un omaggio alla piccola cittadina sulle colline romagnole, che per l’anomala e varia morfologia dei suoi portici, è stata eletta come luogo per la sperimentazione e la messa a punto del sistema, si presenta come un unico oggetto, in cui forma e caratteristiche tecniche sono state progettate per accogliere l’irregolarità. Mel Dans, progettato dai designers della DA2 Strategic Design, prodotto e commercializzato dall’azienda italiana Ghisamestieri srl, nasce come elemento per l’illuminazione dei portici e diventa anche palo; è stato definito un semi-indoor system che - all’occorrenza - diventa outdoor. |
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Il corpo illuminante |
Versione su palo |
Può essere posizionato sulla catena, può essere utilizzato a muro o su mensola, a luce riflessa o diretta. Per poter poi garantire coerenza e continuità tra portico [voltato, cassettonato, piano, basso, alto] e strada, il corpo illuminante può essere montato a tesata su cavo d’acciaio, al centro della strada, o su palo.
Versioni disponibili Articolo inserito il 5 giugno 2004 |