Biografie

Paolo Veronese

Protagonista, con Tiziano e Tintoretto, della grande stagione artistica del Cinquecento veneziano, Paolo Veronese (1528-1588) nasce a Verona, figlio di Gabriele "spezapreda" (scalpellino) e di Caterina; dei genitori non è noto il cognome e il pittore si farà chiamare Caliari dal 1555.

Venere e Mercurio presentano a Giove Eros e Anteros, 1560-1565

Paolo Caliari detto il Veronese (1528 -1588)
Venere e Mercurio presentano a Giove Eros e Anteros, 1560-1565
Olio su tela, 150 x 243 cm
Firenze, Galleria degli Uffizi
Anteros (il neonato sulle ginocchia di Mercurio) rappresenta l'amore coniugale, legittimo, contrapposto ad Eros - che si copre il capo con il manto di Venere- ossia l'amore come passione sensuale. Giove non appare a figura intera: se ne vedono solo le gambe fino alle ginocchia, sopra il basamento del trono ornato di rilievi marmorei classicheggianti, su cui poggia un'aquila, simbolo del re degli Dei

Tredicenne, nel 1541, entra a Verona nella bottega del pittore Antonio Badile e dieci anni dopo, nel 1551, risulta già in contatto con il patriziato veneziano: affresca infatti, grazie alla protezione dell'architetto Michele Sanmichieli, la villa Soranzo a Treville di Castelfranco (ora non più esistente). In questo stesso anno approda a Venezia, ove esegue, per la Chiesa di San Francesco della Vigna, la pala con la Madonna e Santi, mentre lavora a Vicenza e a Mantova, per il Duomo.

A Venezia, la prima grande commissione gli viene dalla Signoria, per la quale decora, assieme al Ponchino e allo Zelotti, le tre sale del Consiglio dei Dieci in Palazzo Ducale (Sala della Bussola, Sala del Consiglio dei Dieci, Sala dei Tre Capi): qui gli scorci possenti sullo sfondo di cieli aperti, i colori cangianti, la forza di sguardi e gesti sono tali da decretargli un successo immediato, che condurrà l'artista, pochi anni dopo, a entrare con tre tele nella grandiosa sala della Libreria Marciana, da poco ultimata da Sansovino.

Apollo e Dafne, 1575 ca.

Paolo Caliari detto il Veronese (1528 - 1588)
Apollo e Dafne, 1575 ca.
Olio su tela, 100,2 x 110,5 cm
San Diego, San Diego Museum of Art
Il mito narrato in questo dipinto, raro nella pittura veneziana del Cinquecento, richiama in particolare al trionfo della castità sull'amore sensuale, o la mutevolezza e l'instabilità dell'essere: Amore - per ripicca verso Apollo - ha colpito la ninfa Dafne con una freccia di piombo (che provoca il rifiuto d'amore) e Apollo con una freccia d'oro (che provoca l'effetto contrario). Apollo prende allora a corteggiare incessantemente la ninfa, ma, quando sta per farla sua, Dafne si tramuta in una pianta d'alloro. Questo è l'attimo fissato nel dipinto, insieme alla disperazione del dio che, da allora, assumerà la pianta come suo simbolo

Dal 1555 è nel frattempo iniziata la prima parte della decorazione della chiesa di San Sebastiano (sacrestia, soffitto, parte del coro e delle pareti, l'organo e l'altar maggiore) che si conclude nel 1560 e testimonia la rivoluzione estetica di cui Veronese è portatore a Venezia: una colata di argenti e pietre preziose, liquida e luminosa, ma anche un disegno incisivo, dai forti effetti plastici.

Gli anni sessanta lo vedono, tra l'altro, impegnato nel decoro di edifici palladiani: la villa dei fratelli Barbaro a Maser e, subito dopo (1562-63), il refettorio di San Giorgio Maggiore, ove esegue la grande tela con le Nozze di Cana , ora al Louvre.

Tra il 1561 e il 1566 o realizza per la chiesa dell'Umiltà alle Zattere tre tele oggi riunite nella Cappella del Rosario a San Giovanni e Paolo.

Grandi sono la stima e il consenso di cui gode l'artista, che esegue diverse opere di soggetto soprattutto religioso sia a Venezia che fuori.. Nel 1566, sposa Elena Badile, figlia del suo antico maestro, da cui avrà cinque figli, due dei quali, Carletto (1568) e Gabriele (1570) entreranno nella sua bottega.

Marte e Venere con Amore, 1575 ca.

Paolo Caliari detto il Veronese (1528 - 1588)
Marte e Venere con Amore, 1575 ca.
Olio su tela, 47 x 47 cm
Torino, Galleria Sabauda
Questa piccola tela - gioiello della produzione di Paolo della seconda metà degli anni Settanta - era ancora a Venezia nel 1648. Dopo vari passaggi, è stata trasferita alla Pinacoteca Sabauda dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Venere e Marte vengono sorpresi abbracciati nell'alcova della dea dall'improvvisa apparizione del cavallo grigio del dio, che, condotto per le redini da Amore, sbuca da dietro, forse per richiamare il proprietario all'urgenza di altre occupazioni. Il tutto è pervaso da una sottile ironia, giocata su toni lievi, raffinati, come è la partitura cromatica della figurazione, resa ricca e fastosa dal gioco della luce

All'ampio periodo tra il 1565 e il 1580 appartengono molti dei capolavori: tra essi si segnalano le opere ora alle Gallerie dell'Accademia, tra cui il grandioso Convito in Casa Levi (1573) , concepito come Ultima cena per il convento dei santi Giovanni e Paolo, per il quale l'artista viene processato dall'Inquisizione e condannato ad apportare modifiche al dipinto, in odore di eresia (da qui il cambio del titolo, non più Ultima Cena, ma Convito..). In quest'occasione Paolo, a sua difesa, dice che i pittori si prendono "licentia, che si pigliano i poeti et i matti" e che, di fronte a grandi spazi, aggiungono - a seconda delle necessità della composizione e quasi per riempire dei vuoti - figure a piacimento.

Agli anni settanta risalgono la seconda fase della decorazione di San Sebastiano (i Martìrii del presbiterio, 1570 c.) e le grandi Allegorie di Palazzo Ducale, realizzate dopo gli incendi del 1574 e del 1577, in particolare le strepitose opere per le sale del Collegio, dell'Anticollegio, del Maggior Consiglio. Qui, Veronese pittore di Stato dà forma sovrumana ai simboli della Repubblica e della gloria di Venezia con una sonorità polifonica.

Dopo le ultime grandi realizzazioni per Palazzo Ducale, sembra chiudersi la parabola trionfale del pittore: le opere estreme si colorano di una patina crepuscolare, per presentare soprattutto temi patetici e un'intensa meditazione. Emblematica di questo periodo è l'ombrosa Adorazione dei Pastori di San Giuseppe di Castello.

Nel 1587 consegna la sua ultima opera databile con certezza, la pala destinata alla chiesa veneziana di San Pantalon; il 19 aprile 1588 muore nella sua casa veneziana a San Samuele e viene sepolto nella chiesa di San Sebastiano.

Il ratto di Europa (1576 - 1580)

Paolo Caliari detto il Veronese (1528 - 1588)
Il ratto di Europa (1576 - 1580)
Olio su tela
Venezia, Palazzo Ducale, Sala dell'Anticollegio
Inv. TS 2 p. n. 16, n. 413
Giove, innamorato della principessa fenicia Europa, decide di rapirla assumendo le sembianze di un toro. In primo piano la bella, vinto l'iniziale timore, siede fiduciosa ed ignara sul falso toro che le lecca il piede, baciandolo amorevolmente. Le ancelle la sostengono mentre degli amorini volano gettando fiori dall'alto. Sul fondo ci viene raccontato il seguito della storia: il toro lascerà la riva portando con sé Europa, mentre le ancelle tenteranno di fermarlo gettandosi in acqua. Risalta su tutto la grande eleganza della composizione e la qualità straordinaria del colore, vivo e ricco di luce, che esalta la sensualità della fanciulla.
Il mito raffigurato narra come Giove, innamorato della giovane Europa, le si presenta sotto forma di toro, riuscendo a rapirla, per condurla nell'isola di Creta (ove nasceranno i tre figli della coppia, Minosse, Sarpedone e Radamanto). Splendidi i particolari del volto di Europa, con i capelli biondi intrecciati di fiori di campo, e del verde paesaggio che scende verso il mare, in cui si dipana, a sequenze, il racconto. Quest'opera sarà uno dei modelli più apprezzati dagli artisti protagonisti, già agli esordi del Settecento, del revival veronesiano, soprattutto Sebastiano Ricci e Giambattista Tiepolo.
Donato alla Serenissima dal nobiluomo veneziano Bertucci Contarini, viene collocato nel 1713 nella sala dell'Anticollegio di Palazzo Ducale



DOCUMENTAZIONE SULL'ARTISTA
A cura di Filippo Pedrocco

1528 - Paolo nasce a Verona, nella contrada di San Paolo. E' figlio di Gabriele "spezapreda" (cioè scalpellino) e di Caterina; dei genitori non è noto il cognome e il pittore si farà chiamare Caliari dal 1555.

1529 - Paolo è citato per la prima volta nelle anagrafi veronesi.

1541- Paolo è ricordato come "depentor" decenne in un documento delle anagrafi veronesi risalente al 16 aprile. In un documento del 2 maggio è inoltre citato come "discipulus seu garzonus" quattordicenne di Antonio Badile.

1546 - probabilmente in quest'anno consegna la sua prima opera indipendente, raffigurante la Resurrezione della figlia di Giairo, destinata alla cappella Avanzi nella chiesa di San Bernardino a Verona. La pala, perduta, è ricordata da un bozzetto ora al Louvre.

1547 - dipinge una tela raffigurante il Matrimonio mistico di Santa Caterina (ora New York, collezione privata) in occasione del matrimonio tra Giambattista Pindemonte e Anna della Torre.

1548 - entro quest'anno consegna alla chiesa veronese di San Giacomo Maggiore la pala destinata a all'altare della cappella della famiglia Bevilacqua Lazise (ora al Museo di Castelvecchio della stessa città).

1551 - Paolo è impegnato nella decorazione ad affresco della villa dei Soranzo a Treville presso Castelfranco, assieme a Giambattista Zelotti e ad Anselmo Canera. Nello stesso anno dipinge il Ritratto di Francesco Franceschini (Sarasota, Ringling Museum) e consegna probabilmente la Pala Giustiniani alla chiesa veneziana di San Francesco della Vigna.

1552 - Paolo è a Vicenza, impegnato nella decorazione del palazzo di Iseppo da Porto; il cardinale Ercole Gonzaga gli affida l'esecuzione di una delle pale per il nuovo Duomo di Mantova, raffigurante Sant'Antonio abate tentato dal demonio (ora al Musée des Beaux-Arts di Caen)..

1553 - l'11 maggio richiede il pagamento della pala dipinta per il Duomo di Mantova. Inizia, assieme a Giambattista Ponchino e a Giambattista Zelotti, il lavoro di decorazione dei soffitti delle sale dei Dieci in Palazzo Ducale.
1555 - il 15 gennaio prende in affitto uno studio a Venezia in corte della Candela. Il 3 giugno firma il contratto per l'esecuzione della pala della Trasfigurazione destinata al Duomo di Montagnana, usando per la prima volta il cognome Caliari. Il 25 novembre consegna i soffitti della sacrestia della chiesa veneziana di San Sebastiano e il primo di dicembre firma il contratto per l'esecuzione delle tre tele destinate al soffitto della navata della stessa chiesa.

1556 - dal 16 gennaio al 31 ottobre ottiene vari pagamenti per il lavoro a San Sebastiano. Nell'agosto gli viene affidata l'esecuzione di tre dei tondi destinati a decorare il soffitto della nuova Sala d'Oro della Biblioteca Marciana.

1557 - il 14 febbraio viene pagato per la realizzazione dei tre tondi del soffitto della Sala d'oro della Biblioteca Marciana.

1558 - dal 31 marzo all' 8 settembre ottiene vari pagamenti per lavori nella chiesa di San Sebastiano, riferibili agli affreschi della parte superiore della navata.

1559 - il 29 gennaio avviene la formalizzazione del contratto tra il tagliapietra Salvador e il convento di San Sebastiano per la realizzazione dell'altar maggiore della nuova chiesa, sulla base di un progetto presentato da Paolo.

1560 - il primo aprile riceve altri pagamenti per lavori in San Sebastiano, riguardanti le tele dell'organo. Consegna in quest'anno le tele destinate a decorare l'organo della chiesa veneziana di San Geminiano (ora alla Galleria Estense di Modena).

1560 - 61- esegue la decorazione ad affresco della villa palladiana dei Barbaro a Maser, presso Treviso.

1561 - risale probabilmente a quest'anno il Battesimo di Cristo della Chiesa veneziana del Redentore. Dipinge ad affresco la decorazione del presbiterio della chiesa di San Sebastiano, per la gran parte perduta. Il 27 dicembre stipula il contratto per l'esecuzione di tre pale destinate alla chiesa di San Benedetto Po presso Mantova.

1562 - il 30 marzo consegna le tre pale per la chiesa di San Benedetto Po (le due sopravissute sono ora divise tra la National Gallery di Londra, il Chrysler Museum di Norfolk). Il 6 giugno firma il contratto per l'esecuzione delle Nozze di Cana per il convento di San Giorgio Maggiore (ora al Louvre).

1563 - Paolo viene eletto, assieme a Tiziano, Tintoretto e lo Schiavone, giudice nella controversia tra la Signoria e i mosaicisti Zuccato per presunte irregolarità nei lavori eseguiti da questi ultimi nella basilica di San Marco. Il 6 ottobre ottiene il saldo del pagamento per le Nozze di Cana del convento di San Giorgio Maggiore.

1564 - data probabile della consegna della pala della chiesa veneziana di San Zaccaria (ora alle Gallerie dell'Accademia) e di quella raffigurante il Martirio di San Giorgio alla chiesa di San Giorgio in Braida a Verona..

1565 - viene pagato per non meglio precisati lavori a San Sebastiano- forse tali pagamenti si riferiscono all'esecuzione della pala dell'altar maggiore della chiesa.

1566 - in un documento del 18 gennaio Paolo risulta risiedere a Venezia, in una casa di proprietà di Vincenzo Morosini nella parrocchia di San Felice; paga 60 ducati annui di affitto. Il 17 aprile sposa a Verona la ventiquattrenne Elena Badile. Consegna la pala con San Gerolamo alla chiesa di Santa Maria degli Angeli a Murano (ora in quella di San Pietro Martire nella stessa isola lagunare). Il 31 dicembre è giudice, assieme al Sansovino e al Tintoretto, in un concorso per l'assegnazione di alcuni lavori a mosaico nella basilica di San Marco.

1567 - l'11 giugno è posta in opera la pala della chiesa parrocchiale di Latisana.

1568 - il 7 settembre viene battezzato a Venezia il primo figlio di Paolo e Elena, Carletto. La famiglia risulta risiedere nella parrocchia di San Samuele.

1570 - il 20 luglio viene battezzato a Venezia il secondo figlio, Gabriele. Consegna in quest'anno al convento di San Sebastiano il dipinto raffigurante la Cena in casa di Simone, ora a Brera.

1571 - il 3 settembre viene battezzato il terzo figlio, Orazio Bortolo.

1572 - il 29 aprile il pittore riceve il pagamento per il Cenacolo destinato al refettorio del convento di Monte Berico a Vicenza. Il 15 novembre viene battezzata a Venezia la figlia Vittoria Ottavia.

1573 - a seguito della consegna dell'Ultima cena al convento dei santi Giovanni e Paolo (ora alle Gallerie dell'Accademia di Venezia), il 18 luglio Paolo viene processato dall'Inquisizione e condannato ad apportare modifiche al dipinto, in odore di eresia. Data la pala con l'Adorazione dei magi per la chiesa di San Silvestro a Venezia (ora alla National Gallery di Londra).

1574 - nell'ottobre Paolo riceve il primo pagamento per l'esecuzione della pala con il Martirio di Santa Giustina per la chiesa padovana dedicata alla Santa.

1575 - consegna la pala di Santa Giustina e quella raffigurante l'Ascensione di Cristo per la chiesa padovana di San Francesco. Il magistrato di Udine gli affida l'incarico di decorare la sala del Maggior Consiglio nel Castello, in collaborazione col fratello Benedetto. Dipinge per Palazzo Ducale l'Allegoria della battaglia di Lepanto. Il 27 ottobre stipula con la chiesa di Santa Giustina un contratto relativo all'esecuzione di una pala a Conca d'Albero. Riceve a partire dal 23 gennaio pagamenti per le opere destinate alla Sala del Collegio in Palazzo Ducale.

1576 - altri pagamenti per i dipinti del Collegio in Palazzo Ducale.

1577 - ultimi pagamenti per i dipinti del Collegio in Palazzo Ducale. Viene indetto il primo concorso per l'esecuzione del grande teler raffigurante il Paradiso, destinato alla Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale, vinto da Paolo assieme a Francesco Bassano; ma l'opera non viene eseguita.

1578 - data l'Annunciazione per la Scuola veneziana dei Mercanti, ora alle Gallerie dell'Accademia.
Il 26 luglio è chiamato a valutare, assieme a Palma il Giovane, quattro dipinti realizzati dal Tintoretto per Palazzo Ducale. Il primo dicembre fornisce i cartoni per delle figure a mosaico da realizzare nella basilica di San Marco.

1579 - il 15 settembre muore per insolazione il figlio Camillo, di appena 28 giorni.

1581 - consegna probabilmente la pala dell'altar maggiore della chiesa veneziana di San Luca, rifatto in quest'anno.

1582 - Polo acquista alcuni terreni presso Treviso. Risale probabilmente a quest'anno la pala per la chiesa veneziana di San Zulian, eseguita a spese del mercante Girolamo Vignola; inoltre porta a conclusione il Trionfo di Venezia per la Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale. Viene consacrata la chiesa di San Nicolò della Lattuga, decorata con undici tele di Paolo, ora disperse in diverse collocazioni. In maggio gli viene affidata la realizzazione della pala con l'Adorazione dei pastori destinata alla chiesa di san Giuseppe di Castello a Venezia.

1583 - a novembre consegna la pala per la chiesa di San Giuseppe di Castello a Venezia. Data l'Annunciazione e la Maddalena penitente ora al Prado.

1584 - il 26 marzo firma il contratto per l'esecuzione di due pale destinate alla chiesa di Cividale nel Friuli (ora al Museo Archeologico della stessa città) e riceve il saldo per il lavoro il 12 giugno. Data la Resurrezione di Lazzaro ora all'Ermitage di San Pietroburgo.

1585 - riceve il pagamento riguardante una pala inviata alla confraternita di Sant'Antonio Abate a Pesaro, perduta.

1587- consegna la sua ultima opera databile con certezza, la pala destinata alla chiesa veneziana di San Pantalon.

1588 - il 19 aprile Paolo muore nella sua casa veneziana a San Samuele, a seguito di un'infezione polmonare ("da punta e febre") di cui soffriva da 8 giorni, e viene sepolto nella chiesa di San Sebastiano.