Titolo: Storia biomedica del Tarantismo nel XVIII secolo
Autore: Gino L. Di Mitri
Editore: Olschki
Collana: Biblioteca di "Lares", vol. 59
Pagine: 324
Formato: 17 × 24 cm
Anno: 2006
Codice ISBN: 88-222-5508-9
Prezzo (di copertina): 34,00 Euro
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Viene ricostruita la storia delle dottrine naturalistiche e mediche che nel ’700 tentarono di decifrare il fenomeno di possessione rituale conosciuto con il nome di tarantismo. Unendo analisi rigorosa delle fonti e snodo appassionante della narrazione storica, si stabilisce per la prima volta la portata di un vasto dibattito scientifico in cui medici, filosofi e naturalisti, di fronte a un fatto apparentemente spettante al dominio della tossicologia e della fisiologia, ne svelarono l’origine culturale inaugurando la fase aurorale della clinica psichiatrica.
Considerato di volta in volta manifestazione del pregiudizio popolare, effetto reale provocato dal morso e dal veleno di un ragno o - nella migliore delle ipotesi - generica espressione religiosa dei ceti subalterni meridionali, il tarantismo è in realtà un rituale sincretico di possessione. Ma questo fenomeno fu anche uno dei più straordinari oggetti di ricerca operativa e banchi di prova teoretica delle scienze biomediche in età moderna. Situato tra la geniale e artificiosa credulità delle dottrine iatro-meccaniciste secentesche e lo sbrigativo ma a volte fondato riduzionismo di quelle positivistiche, il secolo dei Lumi innalzò attorno a questo mistero, conteso da natura e spirito, un complesso e variegato edificio dei saperi entomologico, clinico, musicologico, fisico, fisiologico ed etnografico abitato stabilmente da una folta schiera di scienziati e filosofi come Baglivi, Berkeley, Vico, Mead, Linneo e Rousseau. L’autore, attraverso una riflessione originale e una narrazione coinvolgente, ricostruisce la vicenda finora ignota di un dibattito in materia sperimentale ed epistemologica in cui le sorti neglette delle civiltà di tradizione orale si intrecciarono con quelle della più raffinata cultura scientifica europea: un confronto che fu insieme attiva metafora della Repubblica Letteraria e insigne paradigma per gli studi contemporanei sugli stati modificati di coscienza.
Gino Leonardo Di Mitri è nato a Brindisi nel 1957. Laureato all’Università di Lecce in Filosofia Teoretica con una tesi sulla logica delle scienze sociali in Theodor W. Adorno e in Karl R. Popper, si è poi perfezionato all’Università di Padova. Ha quindi conseguito il Diplôme d’Etudes Approfondies in Storia della Medicina all’Université de Genève e il Dottorato di Ricerca in Storia della Scienza all’Università di Bari. Specialista del pensiero e delle pratiche nelle scienze naturali del ’700, attualmente fa parte del Dipartimento di Studi Storici dal Medioevo all’Età Contemporanea dell’Università di Lecce.
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