Titolo: Una scienza senz'anima
Autore: Giuseppe Sermonti
Editore: Lindau
Collana: I Draghi
Pagine: 160
Formato: 14x21 cm
Anno: 2008
ISBN: 978-88-7180-753-9
Prezzo (di copertina): 14,50 Euro
Clicca per procedere all'acquisto
L'autore di queste pagine ribalta molte delle affermazioni correnti sulla fede,
la scienza e la tecnica. La fede, innanzitutto, non è un'invenzione umana: è
vero il contrario, l'uomo è una creatura della fede. La scienza, invece, è un
prodotto dell'uomo. L'aspirazione verso la verità e la comprensione - ha
scritto Albert Einstein - sorge dalla sfera della religione.
La tecnica, poi, è stata rappresentata come il frutto dell'albero della
scienza. Anche in questo caso è vero il contrario: la scienza è una teoria
sulle ragioni che fanno funzionare la tecnica. La locomotiva è nata prima della
termodinamica, i vaccini prima dell'immunologia, l'allevamento equino prima
della teoria dell'evoluzione. Come ha ammesso Francis Bacon: A dire il vero,
col sorgere della scienza esatta, la scoperta delle cose utili cessò.
In uno slancio di concretezza, la scienza moderna ha smarrito l'anima e
scoperto il cervello. Si accinge ora a decifrare il destino, nostro e della
specie, negli oscuri meandri del DNA. Ci si augura che, al di là delle
elaborazioni dei bio-tecnologi, essa non rifiuti l'eterno profumo di mistero e
di incanto che emana dalla natura, e seguiti a provare un'accorata nostalgia
dell'anima.
L'AUTORE
Giuseppe Sermonti (Roma, 1925), genetista dal 1950 presso l'Istituto
Superiore di Sanità in Roma, ha fondato la genetica dei microrganismi produttori
di antibiotici e ha presieduto la International Commission for Genetics of
Industrial Microorganisms. Nel 1964 vince una cattedra di Genetica e nel
1970-71 presiede l'Associazione Genetica Italiana. Nel 1980 è eletto alla
vicepresidenza del XIV Congresso Internazionale di Genetica a Mosca. Lo stesso
anno è chiamato alla direzione della Rivista di Biologia (fondata nel 1919). In
quel periodo inizia la sua critica allo Scientismo e all'Evoluzionismo
darwiniano, che lo isola dall'establishment accademico. Nel 1982 l'Accademia
Pontificia lo invita a partecipare a un gruppo di lavoro sull'Evoluzione dei
Primati. Nel 1986 è tra i fondatori, a Osaka, del gruppo degli Strutturalisti
dinamici, di cui la Rivista di Biologia diviene l'organo. Alla ricerca dei
significati non utilitaristi della scienza, indaga e scopre leggi naturali e
tecniche chimiche nelle fiabe del focolare. Scrive e rappresenta drammi sui
protagonisti della scienza. Nel 2004 riceve il Premio per la Cultura della
Vicepresidenza del Consiglio, per le sue ricerche e critiche scientifiche. Pubblica
indagini sulla nascita degli alfabeti dalle costellazioni dello Zodiaco.
Tra le sue opere scritte o riedite negli ultimi anni, Il mito della Grande
Madre (2002), Il crepuscolo dello scientismo (1971, 2002), Dimenticare Darwin
(1999, 2003), Fiabe di tre reami (1986-92, 2004), Why Is a Fly Not a Horse? (2004),
Tra le quinte della scienza (commedie, 2007), Il Tao della biologia (Lindau,
2007).
|