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Titolo: Lezioni sul pensiero freudiano e sue iniziali diramazioni
Autore: *Enrico Mangini - Università degli Studi di Padova
Editore: Led
Collana: I Manuali
Pagine: 402
Illustrazioni: 4 carte
Formato: 17x24 cm
Anno: 2001
Codice ISBN: 88-7916-145-8
Prezzo: 31,00 Euro

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Questo lavoro è il risultato di un'elaborazione delle lezioni sul pensiero freudiano tenute negli ultimi cinque anni all'interno dell'insegnamento di Psicologia dinamica presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Padova. Le lezioni ripercorrono l'avventura intellettuale, umana e teorica di Sigmund Freud, a partire dalla premesse storiche, culturali e scientifiche che hanno portato alla nascita della psicoanalisi, fino agli sviluppi recenti di questo pensiero in continua trasformazione, che trovano spesso nel testo di Freud un accenno e una traccia. Viene inizialmente preso in considerazione il problema della "suggestione" per l'importanza che ha nella storia della psicologia dinamica e delle moderne psicoterapie, attraverso due momenti iniziali e fondanti la psicologia dinamica, quali sono il magnetismo e l'ipnotismo, e successivamente vengono ripercorse le tappe fondamentali del pensiero freudiano, dagli esordi degli Studi sull'isteria e del Progetto di una psicologia, passando per L'interpretazione dei sogni , per giungere poi alle fondamentali scoperte sul transfert, la sessualità infantile e la situazione edipica. All'interno di questo percorso viene dato ampio spazio al dibattito sulla presunta opposizione tra teoria pulsionale e teorie relazionali, e tra approccio metapsicologico ed epistemologico e quello ermeneutico. Sotto questo profilo vengono ripercorsi lavori chiave quali Metapsicologia, Introduzione al narcisismo, Al di là del principio di piacere e L'Io e l'Es. In conclusione, vengono presi in considerazione i contributi che Freud ha portato alla psicologia delle masse e al problema della civiltà e, per finire, quello che è il testamento di Freud, così com'è contenuto nei due fondamentali lavori del 1937, Analisi terminabile e interminabile e Costruzioni nell'analisi , lavori che fanno da ponte tra il pensiero freudiano e la psicoanalisi attuale. In questo percorso, che non disdegna "diramazioni" su autori postfreudiani che hanno portato modificazioni all'originario pensiero di Freud (ma che non sono oggetto di questo volume), è stato dato particolare valore al testo scritto dell'opera freudiana, che viene dunque ripercorsa attraverso citazioni e riferimenti. Il libro si propone quindi come uno stru- mento di base per avvicinarsi al pensiero, sempre attuale, di uno dei maggiori protagonisti del Novecento.



SOMMARIO:
1. Introduzione: La psicoanalisi: i cento anni di una nuova scienza
Che cos'è la psicoanalisi
Chi è lo psicoanalista?
Per concludere

2. Premesse storiche, culturali e scientifiche alla nascita della psicoanalisi: la comparsa della psicologia dinamica: Gassner e Mesmer
Dal magnetismo all'ipnotismo
L'isteria prima di Freud

3. Prime notizie biografiche: infanzia e giovinezza di Sigmund Freud
L'inizio della cura delle nevrosi: l'infanzia di Sigmund Freud
La formazione biologica e medica del giovane Freud
Riferimenti biografici che anticipano gli "Studi sull'isteria"

4. Apice e tramonto dell'illusione neurofisiologica
Prime riflessioni sulla metapsicologia: il "Progetto di una psicologia scientifica"
Sviluppi successivi delle teorie del "Progetto"
Per concludere

5. Gli "Studi sull'isteria" e il metodo catartico: gli "Studi sull'isteria": dall'isteria "ipnoide" di Broer all'isteria "nevrosi da difesa" di Freud
Il concetto di trauma: dal "trauma ferroviario", al trauma sessuale infantile, alla "situazione traumatica"

6. Le psiconevrosi e le nevrosi attuali: la questione della "nosografia psicoanalitica"
Prime idee sulla nevrosi ossessiva
L'eziologia sessuale delle nevrosi (infantile e attuale)
Le nevrosi attuali
Differenze tra sintomo isterico, sintomo nelle nevrosi attuali, e sintomo psicosomatico

7. Il metodo psicoanalitico: il progressivo approntarsi del metodo e del setting psicoanalitico
Elizabeth von R.
La struttura del sintomo isterico
L'isteria oggi
Elementi originari e fondanti del metodo psicoanalitico e del setting

8. L'autoanalisi: l'amicizia e il carteggio con Wilhelm Fliess
I temi dell'autoanalisi
L'autoanalisi come prima analisi didattica

9. Il sogno: il sogno è un appagamento di desiderio
Emma, una paziente tra Freud e Fliess
Sul sogno e sul sognare
Fonti del sogno
Obiezioni ed eccezioni alla legge del soddisfacimento di desiderio
La funzione del sogno: la protezione del sonno
Il lavoro onirico
La formazione della scena onirica
Gli affetti nei sogni
L'elaborazione secondaria
La regressione
Il lavoro interpretativo

10. Il modello di apparato psichico della prima topica: l'"apparecchio ottico" de "L'interpretazione dei sogni"
La prima topica
Rappresentazione e affetto
La logica inconscia dell'atto mancato
Il motto di spirito

11. La scoperta del transfert: Dora
Il concetto di transfert
Il setting

12. La sessualità infantile e l'organizzazione orale: la fondamentale ammissione dell'esistenza della sessualità infantile
La scena primaria e il caso clinico dell'"Uomo dei lupi"
I fantasmi originari. La complementarietà tra realtà e fantasma
Le fasi dello sviluppo libidico-affettivo

13. L'organizzazione anale: fase anale
Osservazioni su un caso di nevrosi ossessiva (il caso clinico dell'"Uomo dei topi"): le difese e il pensiero ossessivo
Il carattere

14. La situazione edipica: fase fallica
Il mito di Edipo e la situazione edipica
Analisi della fobia di un bambino di cinque anni (Caso clinico del piccolo Hans)
Fissazioni ed arresti evolutivi nella situazione edipica e nell'erotismo fallico
Il concetto di conflitto
Verso la fase dell'organizzazione genitale adulta

15. La teoria delle pulsioni: raccordo biografico: la fine dello "splendido isolamento" e la nascita del movimento psico- analitico
La costruzione metapsicologica: la "strega"
Vicissitudini successive della teoria pulsionale

16. Il narcisismo: le nevrosi da guerra
Il concetto di narcisismo
Cenni agli sviluppi successivi del concetto di narcisismo

17. La guerra, il lutto e la melanconia: raccordo biografico: la prima guerra mondiale
"Lutto e melanconia": il pionieristico lavoro di Freud sul lutto e gli affetti depressivi
Il lutto: aspetti antropologici e psicodinamici
Cenni a contributi di altri psicoanalisti in tema di depressione

18. La pulsione di morte: raccordo biografico: la malattia e la pulsione di morte
Gli aspetti negativi del narcisismo e l'antica idea di un ritorno all'inorganico
Eros e Thanatos
La questione dell'aggressività e del masochismo morale
Il percorso che lega il "Progetto" con "Aldilà del principio di piacere": i principi di inerzia e di costanza in relazione alle pulsioni di vita e di morte
Cenni sul destino del concetto di pulsione di morte nel dopo Freud

19. La teoria strutturale: dalla prima alla seconda topica
Psicologia delle masse e analisi dell'Io

20. La teoria dell'angoscia e degli affetti: la rimozione e gli altri meccanismi di difesa
La prima teoria dell'angoscia: dalla rimozione all'angoscia
La seconda teoria dell'angoscia: dall'angoscia-segnale alla rimozione
L'angoscia in relazione alla perdita dell'oggetto
Riferimenti clinici
Considerazioni conclusive e riassuntive sulla teoria dell'angoscia: il segnale d'angoscia e lo sviluppo delle funzioni dell'Io
Cenni agli sviluppi teorici successivi

21. La conclusione e il futuro: raccordo biografico: il bilancio di una vita e di un'idea
"Analisi terminabile e interminabile": la questione della temporalità nell'analisi e del suo limite
"Costruzioni nell'analisi" e la questione della verità in psicoanalisi
Per un bilancio provvisorio della cura psicoanalitica

Bibliografia


(Dall'Introduzione)
INTRODUZIONE LA PSICOANALISI: I CENTO ANNI DI UNA NUOVA SCIENZA
La psicoanalisi ha ormai cento anni di vita ed è stata uno dei più importanti, se non il più importante, sistema di pensiero che ha condizionato il clima culturale e filosofico del nostro secolo, grazie al genio di Sigmund Freud, uno dei massimi pensatori di tutti i tempi. Questo libro nasce dal tentativo di seguire le origini, fissare i punti fermi teorici e gli sviluppi successivi di questo pensiero, a partire anche dalle opere e dagli scritti, oltre che dalle vicende storiche e biografiche dell’autore. Questi, essendo ancora un vivo oggetto transferale, catalizza su di sé o critiche eccessivamente ostili o una deferenza esagerata. Ma, essendo l’intento principale di questo libro quello di poter trasmettere agli studenti, al di là dell’insegnamento orale, una traccia delle parole dette, credo che nulla parli meglio di una aderenza al testo freudiano che serva come eventuale stimolo per una lettura indipendente. Freud era partito dalla scoperta che i sintomi isterici celavano un significato sconosciuto al malato, ed era via via arrivato, attraverso l’analisi dei sogni, a postulare un funzionamento dell’apparato psichico, fondato sul concetto di inconscio, le cui componenti pulsionali erano in costante conflitto con l’Io e con la realtà esterna. Freud era passato cioè da una teoria dinamica della nevrosi isterica a un’ipotesi più generale del funzionamento dell’apparato psichico, per arrivare a una più vasta concezione dell’uomo, all’interno di un materialismo pessimistico che considerava la religione un’illusione e l’arte una sublimazione e una consolazione. Il tutto senza che fosse mai persa di vista l’originaria aspirazione clinica e terapeutica della psicoanalisi, il che comportava una costante attenzione per gli aspetti legati alla teoria della tecnica del metodo psicoanalitico. 16 1. Introduzione Successivamente, nel corso di questo secolo, e soprattutto dal secondo dopoguerra in poi, la "creatura" che Freud aveva realizzato e difeso nel corso della sua lunga vita ha subito un progressivo cambiamento rispetto alle sue origini, andando incontro a una serie di nuovi apporti teorici ed applicativi, estendendo anche al di fuori della stanza di analisi il suo campo d’azione. La psicoanalisi ha dato così il suo contributo ai più svariati campi del sapere, da quello medico-psichiatrico a quello artistico, da quello socio-culturale a quello letterario, ed è entrata nel tessuto connettivo della cultura e del linguaggio comune occidentale. Questa nuova situazione, che ha tolto la psicoanalisi dall’originario isolamento e che ha fatto sì che gli analisti non fossero più come ai tempi di Freud un manipolo di uomini ma esponenti di una professione riconosciuta e affermata socialmente, si è creata anche grazie a una aumentata domanda di aiuto psicologico proveniente da fasce sempre più vaste di popolazione, domanda nata proprio da una concezione dell’uomo non più scissa tra mente e corpo ma che, grazie alle scoperte freudiane, riproponeva al centro dell’attenzione la persona nella sua irripetibile unicità, con il suo inconscio, le sue spinte pulsionali e l’apparato difensivo dell’Io. Naturalmente, proprio perché è passato già un secolo dalla nascita della psicoanalisi, non ci si può non porre la domanda se la psicoanalisi, oggi, abbia ancora qualche cosa in comune con l’originario pensiero freudiano, o se invece, da un punto di vista epistemologico, non ci sia un contrasto rispetto ai suoi presupposti originari. La vexata quaestio è tutta nell’accesa polemica tra il modello pulsionale, definito freudiano ortodosso, e quello oggettuale-relazionale che è via via emerso dall’opera degli autori postfreudiani. Vedremo nel corso di questo libro come il problema non possa porsi in termini così manichei e che, a una lettura attenta del testo freudiano, non possano sfuggire quei riferimenti "relazionali" che hanno ottenuto negli ultimi decenni un così vasto successo. Il fatto è che, con l’andare degli anni, il pensiero di Freud è stato sempre più ridotto a stereotipo, e spesso chi sentenzia di un Freud chiuso nel suo biologismo energetico, non l’ha in genere neppure letto. Mentre, come accade con i più grandi pensatori, questo testo va letto più volte, dato che a ogni rilettura è facile rinvenire qualcosa di generativo, non visto nella lettura precedente. Non è certo facile per nessuno, e quindi specialmente per lo studente, leggere "di psicoanalisi" alla cieca, e forse non è possibile che ciò avvenga altrimenti, sia per il grande lasso di tempo trascorso dalla pubblicazione degli Studi sull’isteria, sia per la vitalità intrinseca che questo campo del sapere ha avuto nel nostro secolo, per cui ogni nuovo autore e ogni nuovo scritto, se originale, sembra inevitabilmente porsi in contraddittorio con il pensiero precedente che occupa il luogo dell’ortodossia. Ma, anche per questo motivo, mi sembra importante che si possa almeno tentare di avere le idee chiare su che cosa sia e che cosa non sia la psicoanalisi "freudiana", che a mio parere è la psicoanalisi tout court, e ciò non lo si può fare se non partendo proprio dagli scritti di Freud. È anche vero che la psicoanalisi dà una differente immagine di sé a seconda della latitudine e del luogo in cui si sviluppa: l’immagine, per quanto ironica e bonaria, che Woody Allen ci dà della psicoanalisi newyorkese (e dello psicoanalista newyorkese) non è per fortuna la stessa che abbiamo qui in Europa; ed anche qui, francesi, italiani e inglesi sanno ben differenziarsi a vicenda. E la Vienna di Freud è differente dalla Londra di Winnicott, dalla Parigi di Lacan e dalla Milano di Musatti. Come dire che se è vero che la psicoanalisi ha contribuito a cambiare la cultura del secolo, è anche vero che la stessa psicoanalisi ha inevitabilmente subito l’influenza della cultura locale e dell’ambiente in cui si è sviluppata, oltre ad essere determinata dagli eventi epocali del nostro secolo. I regimi totalitari ad esempio sono stati arido terreno per lo sviluppo delle idee psicoanalitiche: così per il nostro paese non si può pensare a un movimento psicoanalitico se non dopo il fascismo, e per analoghi motivi la psicoanalisi nei paesi dell’Est europeo è un fenomeno relativamente recente e diretta conseguenza dei mutati destini politici di quelle nazioni, Russia compresa. Né possiamo dimenticare come l’enorme diffusione avuta dalla psicoanalisi negli Stati Uniti a metà del secolo, fosse dovuta anche alla massiccia migrazione degli analisti europei, in particolar modo ebrei, per sfuggire al nazismo. Ma anche dopo la seconda guerra mondiale, mentre in Europa gli analisti continuavano a vivere nell’isolamento tipico degli ebrei e quasi sempre, con le debite eccezioni, esclusi dalle cariche accademiche e psichiatriche, negli Stati Uniti hanno invece trovato posizioni di potere e di carriera istituzionale e una collocazione di prestigio tra gli intellettuali. La peste che nel primo decennio del secolo Freud sarcasticamente diceva di portare in America, era diventata a metà del secolo una malattia a cui gli americani avevano già fatto i loro anticorpi. Di certo la psicoanalisi non è morta come aveva temuto lo stesso Freud, e non si è estinta con la morte di Freud come temevano i suoi allievi più stretti. È invece sopravvissuta ai grandi eventi della storia quali sono stati i due conflitti mondiali del nostro secolo, la persecuzione degli ebrei, l’ostilità della Chiesa Cattolica e dei regimi totalitari, e l’emarginazione dalla scienza ufficiale ed accademica. Nella lettera a Zweig del 30 settembre 1934 Freud scriveva: "A Roma, il mio bravo Edoardo Weiss ha fondato un gruppo psicoanalitico e pubblicato diversi numeri di una "Rivista Italiana di Psicoanalisi". D’improvviso questa pubblicazione gli è stata vietata, e benché Weiss avesse una buona entratura presso Mussolini e avesse avuto da lui una risposta favorevole, il divieto non ha potuto essere revocato. Sembra che provenga direttamente dal Vaticano" (Freud-Zweig, 1927-1939, 129). Neppure ai giorni nostri i pregiudizi sulla psicoanalisi sono del tutto sopiti, anzi, negli ultimi anni, in concomitanza con lo sviluppo delle neuroscienze e con la ricerca psicofarmacologica sostenuta dalle case farmaceutiche, gli attacchi contro la psicoanalisi si sono fatti ancora una volta violenti. Del resto le "resistenze" alla psicoanalisi sono sempre esistite ed è inevitabile (e forse auspicabile) che continuino ad esistere. Nel lavoro Freud ci ricorda come "in origine la psicoanalisi ebbe un significato meramente terapeutico: si propose la fondazione di un nuovo efficace trattamento per le malattie nevrotiche. Ma accadde poi che determinate connessioni, di cui all’inizio non si poteva neppure sospettare l’esistenza, le consentissero di spaziare molto più in là di quelli che erano stati i suoi primitivi intenti. Alla fin fine la psicoanalisi rivendicò il merito di aver dato un nuovo fondamento alle nostre conoscenze della vita psichica in genere, e di aver dunque acquistato importanza per tutti quegli ambiti del sapere che sono fondati sulla psicologia. Dopo esser stata completamente ignorata per dieci anni, la psicoanalisi divenne d’un tratto oggetto del massimo interesse provocando un coro di indignate proteste ". (Freud, 1924, 50). Da un lato accusata di "pansessualismo", anche se "ciò che la psicoanalisi chiama sessualità non coincide certo con la spinta irresistibile all’unione dei due sessi o alla produzione di piacere genitale, e assomiglia casomai molto di più all’Eros del Simposio platonico che tutto comprende in sé e tutto preserva" (54); dall’altro accusata di svilire le acquisizioni della civiltà: "Il fatto che l’arte, la religione e l’ordinamento sociale fossero parzialmente fatti derivare dall’apporto di forze pulsionali sessuali fu considerato un affronto che degradava i valori più alti della nostra civiltà" (55)...


*Enrico Mangini è medico specialista in psichiatria e in neuropsichiatria infantile. È ricercatore presso il Dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione e docente di Psicologia dinamica nella Facoltà di Psicologia dell.Università di Padova, membro associato della Società psicoanalitica italiana (S.P.I.), autore di numerose pubblicazioni di argomento psicoanalitico e di psicoterapia psicoanalitica.


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