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Titolo: Rischio sismico e patrimonio monumentale. Linee guida. Valutazione e riduzione del rischio sismico secondo le norme vigenti
Autore: Leonardo Santoro
Editore: Dario Flaccovio Editore s.r.l.
Pagine libro: 288
Anno: 2007
Prezzo (di copertina) Libro + Software: 30,00 Euro

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Il volume compendia i contenuti delle direttive e delle linee guida ministeriali sulla valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio monumentale, artistico e culturale in coerenza con le norme tecniche vigenti in zona sismica.
Innovativo nell'impostazione e nel corredo, fornisce a tutti i tecnici interessati una raccolta di strumenti e metodiche per la valutazione della vulnerabilità sismica, una serie di abachi, compendi, moduli schedografici, tabelle sinottiche, tutti associati efficacemente a testimonianze fotografiche e appositamente messi a punto dall'autore per agevolare il difficile lavoro di assimilazione e applicazione dei contenuti normativi.

Il volume riveste un interessante carattere di originalità interpretativa degli argomenti trattati.

IL CD ALLEGATO
Nel CD vengono forniti una serie di strumenti per la valutazione della vulnerabilità sismica degli edifici monumentali, le norme legislative complete di riferimenti bibliografici e metodologici di approfondimento e una galleria fotografica delle varie tipologie strutturali storico-monumentali e dei macroelementi che contraddistinguono le chiese. Viene inoltre fornita una raccolta di particolari costruttivi nei formati dxf e dwg, caratteristici delle più frequenti tipologie di intervento di miglioramento sismico, isieme a schede di supporto alle valutazioni di vulnerabilità sismica di tipo speditivo.


Leonardo Santoro
Anno di nascita: 1962.
Ingegnere. Dirigente del Servizio Sismico Regione Siciliana e tecnico operante nel settore delle verifiche di vulnerabilità sismica ed in materia di interventi strutturali. Lavora da 18 anni nel campo della prevenzione del rischio sismico e della pianificazione e gestione delle emergenze. Svolge la sua attività di dirigente regionale operando in particolare nel campo della normativa tecnica in zona sismica e nella programmazione tecnico-economica ed attuazione degli interventi di riduzione del rischio sismico su strutture strategiche ai fini della protezione civile.


Introduzione
Con l'avvento, nel quadro normativo italiano, del Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, dell'Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3274 /2003 con l'allegato 2, “Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l'adeguamento sismico degli edifici” e del Decreto 14 settembre 2005 recante “Norme tecniche per le costruzioni”; è stata esplicitamente prevista la possibilità, già riconosciuta dall'articolo 16 della Legge n. 64, del 2 febbraio 1974 “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche” di operare sui Beni Monumentali ricadenti in zona sismica mediante interventi di miglioramento sismico.
In particolare la predetta Ordinanza n. 3274/2003 e ss.mm. e ii. fa obbligo di procedere a verifica sismica per quegli edifici ed opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile e per quelli che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso.
Secondo quanto stabilito per le opere di competenza statale, dall'Allegato A al decreto del Capo Dipartimento della Protezione Civile 21 ottobre 2003 n. 3685 e, per le opere di competenza regionale ricavabili dai relativi atti legislativi locali, fra gli “edifici rilevanti” risultano compresi anche quelli il cui collasso può determinare danni significativi al patrimonio storico, artistico o monumentale.
Per questi beni, l'articolo 3 dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 maggio 2005 n. 3431 prevede che il Dipartimento della protezione civile, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, definisca “linee guida” per l'applicazione delle norme tecniche allegate all'O.P.C.M. n. 3274/2003 e ss.mm. e ii. in relazione alle peculiari esigenze della salvaguardia del patrimonio vincolato di valore storico ed artistico.
Anche il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 41 “Codice dei beni culturali e del paesaggio” al comma 5 dell'art. 29 prevede che il Ministero definisca, anche con il concorso delle regioni e con la collaborazione delle università e degli istituti di ricerca competenti, linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali.
Infine, il D.M. 14 settembre 2005 “Norme tecniche per le costruzioni” all'art. 9.2 prevede che, quando ricorrono particolari complessità a livello di acquisizione dati e di processo conoscitivo, come nel caso di edifici storico-monumentali ed artistici di grande significatività e complessità, la valutazione della sicurezza sismica possa essere fondata su una accurata anamnesi storica della costruzione, su processi logico deduttivi ed espressa e motivata con un “giudizio esperto”.
Tali dettati normativi hanno trovato attuazione nelle “Linee guida per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni ed all'applicazione dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20.03.2003 n. 3274 e ss.mm. e ii.” approvate dall'Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei LL.PP. con parere n. 66 reso nella seduta del 21 luglio 2006.
Tali linee guida hanno inteso fornire le linee di indirizzo progettuale per una corretta valutazione e per una conseguente riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale, con riferimento alle norme tecniche vigenti in zona sismica.
Quest'ultimo quadro normativo, a distanza di anni dalla prima stesura dell'O.P.C.M. n. 3274/2003 e del successivo Decreto recante “Norme tecniche per le costruzioni”, è, ad oggi, lungi dall'aver fornito una chiara e puntuale linea applicativa finalizzata alla verifica della sicurezza sismica di particolari manufatti a carattere monumentale.
Si rischia pertanto, ancora una volta, come già avvenuto per l'O.P.C.M. n. 3274/2003 di rendere vano lo sforzo di avviare un percorso reale di prevenzione sismica.
Il testo pertanto propone una dettagliata analisi delle linee guida ministeriali corredata da una serie di strumenti di indagine finalizzati a rendere più agevole una valutazione speditiva di primo livello del rischio sismico delle Chiese.
Tali edifici infatti risultano essere, tra le tipologie di Beni Monumentali, quelli più frequentemente presenti nel patrimonio monumentale italiano.
Su tali strutture, per decenni, si sono testati svariati strumenti di indagine che hanno condotto ad un approccio non sempre coerente con le diverse, spesso concomitanti esigenze di semplice catalogazione, o di valutazione della vulnerabilità sismica,
del danno post evento, della riparazione o del restauro.
Viene proposta, pertanto, una completa disamina del citato disposto legislativo correlandolo con le preesistenti norme vigenti nel complesso quadro legislativo finalizzato alla tutela ed alla conservazione del patrimonio monumentale esistente, con particolare riferimento per quei manufatti monumentali caratterizzati da elevate condizioni di rischio sismico a causa delle loro peculiari destinazioni d'uso che li connotano come contenitori di beni artistici la cui integrità può essere insidiata dagli effetti degli eventi tellurici.
Vengono inoltre raccolti e forniti una serie di strumenti messi a punto dalla comunità scientifica, negli ultimi trent'anni per la valutazione della vulnerabilità sismica degli edifici monumentali e viene allegata una banca dati legislativa completa di riferimenti bibliografici e metodologici di approfondimento.
Viene inoltre fornita una galleria fotografica delle varie tipologie strutturali storico monumentali e dei macroelementi che contraddistinguono le chiese. In associazione a tale galleria fotografica che testimonia anche svariate caratterizzazioni di danno da terremoto, viene fornita una raccolta di particolari costruttivi in formato dxf, caratteristici delle più frequenti tipologie di intervento di miglioramento sismico.
Considerata la velocità con cui tali strumenti subiscono modifiche per adattarsi alle svariate tipologie edilizie e materiche esistenti sul territorio nazionale, si è preferito, in conformità al principio ispiratore delle Linee Guida, fornire chiavi di lettura condivise legislativamente, anziché riportare pedissequamente tutte le procedure e gli strumenti messi a punto negli ultimi anni.
Si precisa infine che la trattazione, pur riportando contenuti e procedure codificate in strumenti legislativi consolidati, riveste carattere di valutazione personalizzata dell'argomento da parte dell'autore.


INDICE
Introduzione - IX
1. L'esigenza di linee guida condivise - 1

2. Finalità, criteri e contenuti delle linee guida - 11

3. Gli strumenti proposti per il primo livello di valutazione della sicurezza sismica a scala territoriale (LV1) - 15
3.1. Programma per il monitoraggio dello stato di conservazione dei beni architettonici tutelati - 16
3.1.1. Struttura e contenuti dei moduli schedografici - 18

4. Criteri e metodiche per la valutazione della sicurezza sismica e dell'efficacia dell'intervento mediante livelli di valutazione (LV2; (LV3) - 25

5. Stati limite e livelli di protezione sismica per il patrimonio culturale - 29
5.1. Catalogazione funzionale degli edifici monumentali - 37

6. Azione sismica ed effetti di sito - 37

7. Le modalità di indagine e di conoscenza del manufatto monumentale - 43
7.1. Il percorso della conoscenza - 43
7.1.1. Il processo identificativo - 44
7.1.2. La caratterizzazione funzionale - 45
7.1.3. Il rilievo geometrico - 45
7.1.4. L'analisi storica - 47
7.1.5. Il rilievo materico e la conoscenza delle tecniche costruttive - 48
7.1.6. Il riconoscimento dei materiali e del loro stato di conservazione - 49
7.1.7. La conoscenza del sottosuolo e delle strutture di fondazione - 52
7.1.8. Il monitoraggio - 54
7.2. Livelli di conoscenza e fattori di confidenza - 55
7.3. L'analisi strutturale delle costruzioni storiche in muratura - 60
7.3.1. Schede di caratterizzazione delle tipologie murarie - 61
7.3.2. La modellazione strutturale e la verifica delle strutture storiche in muratura - 66
7.3.3. I metodi di analisi strutturale - 67

8. La modellazione strutturale ai fini di una corretta valutazione della sicurezza sismica - 71
8.1. Peculiarità delle costruzioni storiche in muratura - 71
8.2. Le metodiche di analisi sismica - 73

9. I tre diversi livelli di valutazione della sicurezza sismica
9.1. L'analisi qualitativa e la valutazione con modelli meccanici semplificati (LV1) - 79
9.2. La valutazione per macroelementi mediante meccanismi locali di collasso (LV2) - 81
9.3. La valutazione complessiva della risposta sismica del manufatto (LV3) - 82

10. La valutazione di sicurezza sismica con metodiche speditive distinte per tipologia
10.1. I palazzi storici e monumentali - 86
10.1.1. Il modello meccanico semplificato adottabile per i palazzi storici e monumentali - 89
10.2. Le chiese - 92
10.2.1. Il modello meccanico semplificato per le chiese - 94
10.3. Torri e campanili - 102
10.3.1. Il modello meccanico semplificato per torri e campanili - 104
10.4. Ponti e strutture ad arco - 107

11. La scelta degli interventi di riduzione della vulnerabilità sismica sui beni monumentali
11.1. Le interazioni dell'intervento strutturale e impiantistico sulla fabbrica monumentale - 114
11.2. Gli interventi volti a ridurre le carenze dei collegamenti - 117
11.2.1. I tiranti - 117
11.2.2. Le cerchiature - 121
11.2.3. I cordoli  123
11.3. Gli interventi volti a ridurre le spinte di archi e volte
11.3.1. Le catene - 125
11.3.2. I contrafforti - 126
11.3.3. I placcaggi con fasce di materiale composito - 128
11.4. Gli interventi volti a ridurre l'eccesso di deformabilità dei solai - 130
11.4.1. Gli irrigidimenti - 131
11.5. Gli interventi volti a ridurre le spinte e l'eccesso di deformabilità in copertura - 133
11.6. Gli interventi volti ad incrementare la resistenza degli elementi murari - 134
11.6.1. I ripristini della continuità muraria - 136
11.6.2. Le iniezioni - 137
11.6.3. Le ristilature dei giunti - 137
11.6.4. I diatoni artificiali - 138
11.6.5. I placcaggi - 138
116.6. Le perforazioni - 139
11.6.7. I tiranti verticali - 140
11.7. Gli interventi volti ad incrementare la resistenza e l'efficienza di pilastri e colonne - 141
11.8. Gli interventi volti ad assicurare gli elementi non strutturali - 144
11.9. Gli interventi volti all'adeguamento delle fondazioni - 146
11.9.1. L'allargamento delle fondazioni - 146
11.9.2. Inserimento di pali trivellati di piccolo diametro - 147
11.9.3. Gli interventi di consolidamento dei terreni di fondazione - 147

12. Le fasi della progettazione degli interventi di miglioramento sismico sui beni monumentali
12.1. La fase del progetto preliminare - 149
12.2. La fase del progetto definitivo - 150
12.3. La fase del progetto esecutivo - 151
12.4. Il ciclo della progettazione esperta sui beni monumentali - 152
12.5. Il binomio valutazione della sicurezza sismica/progetto di intervento di miglioramento sismico - 153

13. Strumenti speditivi per la valutazione della vulnerabilità sismica dei beni monumentali
13.1. Premesse metodologiche - 155
13.2. Modellistica - 157
13.2.1. La scheda per il rilievo dei beni culturali - Danno ai beni mobili (Allegato D.P.C.M. 3 maggio 2001) - 157
13.2.2. La scheda per il rilievo dei beni culturali - Danno alle chiese (Allegato D.P.C.M. 3 maggio 2001) - 162
13.2.3. La scheda per il rilievo dei beni culturali - Chiese (Allegato D.P.C.M. 23 febbraio 2006) - 170
13.2.4. La scheda per il rilievo dei beni culturali - Palazzi (Allegato D.P.C.M. 23 febbraio 2006) - 180

Appendice A
Quaderno dei meccanismi di collasso e di valutazione del comportamento sismico delle chiese
mediante indici di vulnerabilità e di danno per macroelementi strutturali - 195

Appendice B
Riepilogo dei principali riferimenti normativi sulla tutela e salvaguardia dei BB.CC. - 262

Glossario - 267
Bibliografia - 271


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