Titolo: Templari in battaglia. I cavalieri del Tempio: soldati, eroi, martiri delle Crociate
Autore: Ennio Pomponio
Editore: Edizioni Penne & Papiri - Distribuzione Bardi Editore
Formato: 17x24 cm
Illustrazioni: in bianco e nero e a colori
Pagine: 96
Anno: 2003
Prezzo (di copertina): 12,00 Euro
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Non uno tra le poche decine di cavalieri e sergenti templari che riuscirono ad imbarcarsi la notte del 18 maggio 1291 sulle navi che lasciavano Acri o che si asserragliarono nella torre del Tempio per tentare l'ultima difesa, non uno di essi, probabilmente immaginava che di lì a pochi anni, all'Ordine per il quale avevano combattuto sino all'estremo sacrificio, sarebbero state rivolte, tra le altre, anche le accuse di viltà di fronte al nemico e di collusione con gli arabi. Molte altre volte, nel corso della storia dellOrdine del' Tempio, si era cercato di screditare i cavalieri dal bianco mantello addossando loro le colpe dei fallimenti che le armi crociate riportavano in Terrasanta. [...] Le infamie rivolte all'Ordine del Tempio da Filippo il Bello e Clemente V sono state, nel corso dei secoli seguiti al tragico rogo di Parigi, ampiamente dibattute ed in più di un autorevole scritto si sono dimostrate inequivocabilmente la falsità e l'infondatezza di ciò che fu imputato ai Templari, nel corso dell'impianto accusatorio, in materia religiosa, etica e morale [...] Ciò che non è stato sufficientemente trattato in maniera organica, a nostro giudizio, riguarda l'aspetto più squisitamente militare della milizia templare [...] Tratteremo di storie di soldati, quindi, descritti dal loro Padre Spirituale San Bernardo "trascurati nelle capigliature ed abbronzati dall'armatura e dal forte calore" [...] Obiettivo che ci siamo prefissi con questo lavoro, è stato quello di analizzare gli eventi bellici ai quali i cavalieri templari parteciparono, le loro tecniche, le loro armi, i loro usi ed il loro impegno. Abbiamo inoltre cercato di "restaurare" tali episodi tentando di togliere da essi la patina del tempo, per riportarli alla loro cruda verginità storica, perché solo i fatti nella loro essenza, al di là dei giudizi che vengono su di loro espressi nel corso degli anni, rappresentano, per chi sa leggerli ed interpretarli, l'unica verità concreta... La spada, cinta al fianco quotidianamente, e la fede furono le vere, uniche e sicure amiche che il Templare ebbe nel corso della vita dei Regni Latini di Outremer. Ennio Pomponio si interessa da anni della storia degli Ordini militari e di quelli monastico-cavallereschi, con particolare riferimento all'Ordine della Milizia del Tempio. Ha scritto alcune relazioni presentate nei Convegni annuali della Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani (Larti), di cui fa parte da tempo.
Recensione
Vie della Tradizione - n. 104 - ott./dic. 1996
di Francesco Falcone
Uno studio ben specifico e particolare questo di Ennio Pomponio con il quale le Edizioni Penne e Papiri arricchiscono di un'altra gemma la loro bella e specialistica collana. Lo status e l'estrazione dell'A., ufficiale di cavalleria, e quindi militare, ci pare compaia dalla stessa maniera con cui gli argomenti sono trattati ed insieme la passione ed il culto dell'eroismo e per le cose militari che dovrebbero essere tipiche del vero ufficiale; un tipo umano che sempre più di rado si incontra nella vita di ogni giorno. E per questo si tratta di un'opera che ci pare possa ben definirsi, appunto, militare. L'A. ci parla delle "caratteristiche di base delle formazioni templari" e quindi della disciplina che contraddistinse quei monaci guerrieri; del materiale umano e della sua suddivisione che componeva quelle schiere; dello stato maggiore, delle unità di base (conrois), del modo di spostarsi e di caricare etc... Nel libro sono considerate e raffigurate le armi difensive ed offensive di allora. Una accurata indagine ed analisi strategica è condotta dal Pomponio su certi eventi bellici che videro impegnati i templari come nel caso di ciò che avvenne ai Corni di Hattin che segnò una vittoria del Saladino. Delle tavole illustrate mostrano lo sviluppo di quella battaglia. L'A. ci parla dei colori templari, del baussant, degli insediamenti templari in Terrasanta e quindi delle fortezze, con le loro peculiari caratteristiche, particolarmente soffermandosi su Athlit e Tortosa. Ci parla delle tecniche di assedio e di difesa. Ci dice di San Giovanni d'Acri dove, come sempre, i templari dettero prova del loro eroismo e del loro spirito di sacrificio. Fra le pagine è una illustrazione che riproduce la pianta di San Giovanni d'Acri con i vari acquartieramenti.
Dopo Acri è Ruad, ultimo combattimento fra arabi e templari. Con ciò l'opera del Pomponio si conclude. Si conclude con delle osservazioni e parole che evidenziano il suo empatetico sentire per quel mondo, un mondo per il quale è strutturalmente vocato; il mondo dei cavalieri e degli eroi; il mondo di quelli che furono i migliori cavalieri di tutti i tempi: i Templari. Monaci, guerrieri, eroi e martiri, restano la più bella testimonianza cavalleresca che il Medioevo ci abbia dato; i migliori combattenti del loro tempo. Tanto per non dire ancora d'altro che esulerebbe da questo specifico contesto.
Uno studio, questo del Pomponio, appassionato ed appassionante e meritevole di elogio. Tante e tante le illustrazioni esplicative che si trovano fra le pagine e le tavole a colori del Farinelli, incluse nel testo, gli danno un tocco tutto particolare.
Il libro, ricco di notazioni e riferimenti, si legge d'un fiato ed interessa non solo i cultori di studi templari ma quanti si occupano della storia delle armi ed armature passate e delle tecniche di combattimento d'altri tempi.
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