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Titolo: Diario di una giurata popolare al processo delle BR
Autore: Adelaide Aglietta
Editore: Lindau
Collana: I Draghi
Pagine: 288
Formato: 14x21 cm
Illustrazioni
31 in bianco e nero fuori testo
Anno: 2009
ISBN: 978-88-7180-790-4
Prezzo (di copertina): 18,00 Euro

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Il 1° marzo 1978 Adelaide Aglietta, allora segretario del Partito radicale (prima donna in Italia ad assumere una simile carica), è sorteggiata per far parte della giuria popolare che, a partire dal 9 marzo, dovrà giudicare il nucleo storico delle Brigate Rosse. Torino è una città in stato d'assedio e in preda alla paura: su 122 cittadini estratti, hanno accettato in 7. Il 2 marzo «La Stampa» riporta la notizia e pubblica le risposte di alcuni segretari di partito al quesito proposto dai radicali alle agenzie di stampa: «Quale sarebbe il comportamento dei colleghi di Adelaide Aglietta in questo frangente? ». Zaccagnini (DC), Berlinguer (PCI), Romita (PSDI), Biasini (PRI) non hanno dubbi: accetterebbero senza esitazioni. Il 4 marzo Adelaide accetta l'incarico, che svolgerà fino al termine del processo, il 19 giugno 1978.
Il 17 marzo 1978 è in discussione alla Camera dei Deputati il decreto legge governativo di disciplina della formazione delle giurie popolari. I gruppi parlamentari della maggioranza respingono l'emendamento radicale che intende abolire il privilegio riservato a deputati, consiglieri regionali e ministri del culto, tutti dispensati dal poter essere chiamati a far parte di giurie di Corte d'assise (come ad esempio quella di Torino). Tutti i segretari di partito sono deputati (tranne quello radicale, che per statuto non lo può essere). «Armiamoci e partite!» commenta il deputato Mauro Mellini.
Sulla sua esperienza di giurata Adelaide Aglietta tiene un «diario», questo, pubblicato per la prima volta nel 1979.
Come scrive nella prefazione Leonardo Sciascia, un diario «discreto, senza declamazioni, per quel che riguarda i suoi stati d'animo, le sue apprensioni: che diventano quasi marginali rispetto al resoconto del processo - un resoconto tra i più oggettivi, forse il più oggettivo, che se ne abbia. […] Questo diario è una delle poche, pochissime testimonianze dirette, nate da una diretta esperienza, che siano state pubblicate in Italia sull'amministrazione della giustizia».
A trent'anni di distanza queste pagine trasmettono ancora la tensione in cui viveva il nostro Paese in quel periodo, e il senso di spaesamento di molti di fronte all'attacco terrorista. Ma anche la forza di tutti quelli che, come Adelaide Aglietta, dimostrarono il «coraggio di avere paura», e di vincerla.


L'AUTORE
Adelaide Aglietta
(1940-2000) è stata un'esponente di primo piano dei Radicali, dei Verdi Arcobaleno e della Federazione dei Verdi, nonché parlamentare italiano ed europeo.

RECENSIONI
Mario Lavia, «Europa», 10 febbraio 2009
«Ecco un libro che dovrebbero leggere tutti, quelli che c'erano e quelli che erano bambini o neppure nati. […] Poche pagine come quelle della Aglietta gettano un fascio di luce sull'incombenza del terrorismo sulla vita di ogni giorno.»

Jacopo Iacoboni, «La Stampa», 18 febbraio 2009
«I migliori vanno davvero via presto. A volte lasciano tracce carsiche, come questo Diario di una giurata popolare al processo delle Brigate Rosse, le pagine che Adelaide Aglietta scriveva sulla Torino e l'Italia del '78, che se la faceva sotto - come sempre, del resto - a far rispettare la legalità.»