Edilizia

Titolo: Il collaudo dei tipi d'aggiornamento del catasto terreni. La normativa, la prassi e gli adempimenti connessi agli esiti della verifica di qualità dei dati catastali in ingresso. Con 113 esempi sulla rappresentazione dei fabbricati in mappa, più utilissimi approfondimenti tecnico-normativi
Autore: F. Lo Giudice
Editore: Maggioli Editore
Pagine: 240
Formato: 21x29,7 cm
Anno: ottobre 2008
Codice ISBN: 4565.X
Prezzo di copertina: 42,00 Euro
Prezzo archimagazine (sconto del 10%): 37,80 Euro

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Il controllo degli atti d'aggiornamento del catasto dei terreni è una facoltà riservata agli Uffici provinciali dell'Agenzia del Territorio per garantire il corretto rinnovo degli archivi. Diminuita via via nel tempo, l'attività in sopralluogo degli Uffici si era ridotta ai soli casi di evidente discrepanza nella misura delle distanze tra Punti Fiduciali.

A partire dall'anno 2005 l'attività di collaudo è diventata un obiettivo primario dell'Agenzia ed attualmente circa il 3,5% dei tipi di aggiornamento presentati sono sottoposti a controllo. Si tratta di un controllo puntuale e su un numero rilevante di atti, il cui esito negativo richiama, tra l'altro, le responsabilità deontologiche e professionali che il tecnico redattore assume, con accettazione dell'incarico, nei confronti del proprietario dell'immobile.

Mancava nel panorama tecnico un Manuale che approfondisse l'argomento collaudi, dato che su questa materia nessuno ha mai preso carta e penna per dare indicazioni di merito. F. Lo Giudice, geometra, specialista in materia, a distanza di quasi 3 anni dall'entrata in vigore della nuova normativa - e con una notevole mole di collaudi effettuati -  redige questo utilissimo testo, indispensabile ausilio sia per il professionista tecnico che per il personale dell'Agenzia del Territorio.

Affronta sia il tema normativo (catastale e civile) che l'aspetto puramente grafico analizzando - nella sezione operativa Vademecum sulla rappresentazione dei fabbricati in mappa - ben 113 esempi (rappresentativi anche delle più recenti tipologie di manufatti).

Completano l'opera 9 tabelle sulle tolleranze, relative sia ai collaudi che alle consuete verifiche inerenti la predisposizione dei tipi d'aggiornamento catastali.


STRUTTURA DELL'OPERA:
1. LA NORMATIVA COMMENTATA
- La normativa vigente.
- Criteri per la scelta degli atti di aggiornamento da sottoporre a controllo.
- Comunicazione verifica al tecnico redattore dell'atto di aggiornamento ed alla ditta intestataria dell'immobile.
- Elementi da misurare.
- Modalità di esecuzione delle misure e dei controlli topometrici.
- Scheda del sopralluogo e libretto delle misure.
- Tolleranze.
- Esiti del controllo.

2. VALUTAZIONE ED EFFETTI DELL'ERRORE COMMESSO
- Valutazione della forma e superficie delle particelle: sintesi storica della normativa.
- Il d.P.R. N. 650/72.
- La circolare n. 2/88.
- La circolare n. 11/88.
- La circolare n. 2/92.

3. LA RETTIFICA DEL TIPO DI FRAZIONAMENTO
- Le domande da porsi.
- Diagrammi a blocchi.
- Valutazioni delle possibili risposte e relative determinazioni.
a) La particella originale è stata rilevata integralmente e l'errore è relativo alle misure e all'individuazione di uno o più Punti Fiduciali e/o a P.V. esterni al perimetro della particella. Il contorno particellare, preventivamente accertato con distinta azione di riconfinamento (correttamente eseguita), è conforme allo stato dei luoghi.
b) La particella originale è stata rilevata integralmente e l'errore è relativo alle misure di uno o più vertici della/e linea/e dividente/i. Il contorno particellare, preventivamente accertato con distinta azione di riconfinamento (correttamente eseguita), è conforme allo stato dei luoghi.
c) La particella originale è stata rilevata integralmente e l'errore è relativo alle misure di uno o più vertici del suo perimetro. Il contorno particellare, preventivamente accertato con distinta azione di riconfinamento (correttamente eseguita), è conforme allo stato dei luoghi.
d) La particella originale, avente già superficie reale, è stata dichiarata integralmente rilevata, e l'errore è relativo alle misure di uno o più vertici del suo perimetro. Il contorno particellare, definito da precedente frazionamento, non era più conforme allo stato dei luoghi.
e) Una particella derivata è stata integralmente rilevata. Un lato del suo contorno definito da precedente frazionamento, è identificato in loco da due spigoli di un muretto di recinzione risultato, a seguito di successivo controllo confinario, in posizione difforme dallo stato di diritto.
f) La particella originale e/o le particelle derivate non sono state integralmente rilevate integralmente e l'oggetto del rilievo è stato dichiaratamente determinato in riferimento a specificati particolari topocartografici cui è stato fatto esplicito rinvio ai fini della sua individuazione. L'errore è relativo alle misure o all'individuazione di uno o più Punti Fiduciali ovvero alle misure di 1 o più punti vertice diversi da quelli determinanti.
g) La particella originale e/o le particelle derivate non sono state integralmente rilevate integralmente e l'oggetto del rilievo è stato dichiaratamente determinato in riferimento a specificati particolari topocartografici (P.V) cui è stato fatto esplicito rinvio ai fini della sua individuazione. L'errore è relativo alle misure di uno o più punti vincolanti e/o dell'oggetto del rilievo.
h) La particella originale e/o le particelle derivate non sono state misurate integralmente ma sono stati rilevati due o più particolari topocarto- grafici, denunciati quali punti vertice, che corrispondono a vertici (verificati) della particella. L'errore è relativo alle misure o all'individuazione di uno o più Punti Fiduciali ovvero alle misure di uno o più punti vertice diversi da quelli corrispondenti a vertici particellari.
i) La particella originale e/o le particelle derivate non sono state misurate integralmente ma sono stati rilevati due o più particolari topocartografici, denunciati quali punti vertice, che corrispondono a vertici (verificati) della particella. L'errore è relativo alle misure di uno o più vertice corrispondenti a vertici particellari e/o dell'oggetto del rilievo.
j) La particella originale e/o le particelle derivate non sono state misurate integralmente nè sono stati rilevati punti da considerarsi vincolanti. L'errore, relativo alle misure di uno o più punti dell'oggetto del rilievo, rende incerta l'univoca individuazione dell'oggetto del negozio.
k) La particella originale e/o le particelle derivate non sono state misurate integralmente nè sono stati rilevati punti da considerarsi vincolanti. L'errore, relativo all'individuazione e/o alle misure di uno o più punti vertice e/o Punti Fiduciali, non rende incerta l'univoca individuazione dell'oggetto del negozio.
l) Frazionamento per stralcio dell'area di sedime del fabbricato.
 
4. LA RETTIFICA DEL TIPO PARTICELLARE

5. LA RETTIFICA DEL TIPO MAPPALE
- Le domande da porsi.
- Diagrammi a blocchi.
- Valutazioni delle possibili risposte e relative determinazioni.
a) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (con rilievo celerimetrico) - Il lotto urbano è stato rilevato integralmente e l'errore è relativo alle misure o all'individuazione di uno o più Punti Fiduciali e/o a P.V. esterni al contorno della/e particella/e interessata/e. Il contorno particellare, preventivamente accertato con distinta azione di riconfinamento (correttamente eseguita), è conforme allo stato dei luoghi.
b) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (con rilievo celerimetrico) - Il lotto urbano è stato rilevato integralmente e l'errore è relativo alle sole misure del fabbricato. Il contorno particellare, preventivamente accertato con distinta azione di riconfinamento (correttamente eseguita), è conforme allo stato dei luoghi.
  c) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (con rilievo celerimetrico) - Il lotto urbano è stato rilevato integralmente e l'errore è relativo alle misure di uno o più vertici del suo perimetro. Il contorno particellare, preventivamente accertato con distinta azione di riconfinamento (correttamente eseguita), è conforme allo stato dei luoghi.
 d) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (con rilievo celerimetrico) - Il lotto urbano, avente già superficie reale, è stato dichiarato integralmente rilevato e l'errore è relativo alle misure di uno o più vertici del suo perimetro. Il contorno particellare, definito da precedente frazionamento non era più corrispondente allo stato dei luoghi.
e) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (inquadrato su punti determinati da precedente frazionamento) - Il lotto urbano non è stato rilevato integralmente e l'errore è relativo alle misure di uno o più vertici del suo perimetro. Il contorno particellare, definito da precedente frazionamento non era più corrispondente allo stato dei luoghi.
f) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (con rilievo celerimetrico) - Il lotto urbano non è stato rilevato integralmente e l'errore è relativo alle misure o all'individuazione di uno o più Punti Fiduciali e/o a P.V. esterni al contorno della particella interessata.
g) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (con rilievo celerimetrico) - Il lotto urbano non è stato rilevato integralmente e l'errore commesso è relativo alle sole misure del fabbricato.
h) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (conferma di mappa di fabbricato con corte di pertinenza).
i) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (conferma di mappa di fabbricato corrispondente a particella).
j) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (nuova costruzione con area sedime corrispondente al perimetro dell'intera pellicola).
k) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (solo fusione di particelle).
l) Tipo Mappale di tipologia Ordinaria (solo demolizione totale).
m) Tipo Mappale di tipologia Modesta Entità (inquadrato su punti determinati da precedente frazionamento) - L'errore è relativo alle misure di uno o più vertici del suo perimetro. Il contorno particellare, definito da precedente frazionamento non era più corrispondente allo stato dei luoghi.
n) Tipo Mappale di tipologia Modesta Entità - L'errore commesso è nelle sole misure dell'oggetto del rilievo ovvero negli allineamenti e squadri principali.
o) Il caso generale dell'errata rappresentazione dell'oggetto del rilievo.

6. INTRODUZIONE IN MAPPA DEL TIPO A RETTIFICA
1. Esito dell'inserimento in mappa del tipo errato.
a) Tipo originario predisposto su un estratto autoallestito (ottenuto riproducendo la mappa cartacea sul mod. 51 - lucido - ad inchiostro di china).
b) Tipo originario predisposto su un estratto autoallestito (ottenuto utilizzando la scansione di una fotocopia della mappa cartacea), con le attuali procedure Wegis.
c) Tipo originario predisposto su un estratto autoallestito (ottenuto utilizzando la scansione della stampa della mappa digitalizzata o vettoriale) con le attuali procedure Wegis.
- Tabella di valutazione
2. Inserimento in mappa del tipo a rettifica.
a) Tipo a rettifica introdotto su estratto non congruente,con procedura Wegis.
b) Tipo a rettifica introdotto su estratto congruente, con procedura Wegis.

7. ESITI DI COLLAUDI RELATIVI A CASI PARTICOLARI
- Casi pratici di collaudi espletati.
1. Misure relative all'oggetto del rilievo corrette ma allineamento principale errato.
2. Misure degli allineamenti e squadri corrette ma errata vettorizzazione (rappresentazione).
3. Misure degli allineamenti e squadri corrette, ma riferite ad errata rappresentazione.
4. Misure degli allineamenti e squadri corrette ma presenza di fabbricato accessorio (non interessato da aggiornamento) difforme dalla mappa.
5. Misure degli allineamenti e squadri corrette, ma presenza di fabbricato accessorio non censito.
6. Allineamenti e squadri non riscontrabili per stato dei luoghi difforme dall'aggiornamento predisposto dal tecnico.
7. Recinzione esistente in loco difforme da linea dividente (rappresentazione).
8. Misure corrette ma particella interamente recintata e non rilevata.
9. Misure corrette ma schema di rilievo (celerimetrico) che non risulta realizzabile.
10. Rispondenza topografica non riscontrabile per sopravvenuto intervento edilizio.
11. Misure riferite a fabbricato definito in modo difforme dallo stato dei luoghi.
  
8. LA PREVENZIONE DEGLI INCENDI NEI LUOGHI DI LAVORO
- La prevenzione degli incendi.
- Criteri generali di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro.
- Informazione e formazione antincendio.
- Corsi di formazione per addetti alla prevenzione incendi.
- Le attività speciali.
- Manutenzione e controlli.

9. GLI ESEMPI
- La rappresentazione dei fabbricati
1. Le norme tecniche.
2. L'aspetto giuridico.
3.Esempi grafici di rappresentazione in mappa.
- FABBRICATI ORDINARI (75 ESEMPI)
- FABBRICATI CON PORTICO O PASSAGGIO ASSOGGETTATO A PUBBLICA SERVITU' (2 ESEMPI)
- FABBRICATI SOTTOSTANTI AD AREA DIVERSAMENTE CENSITA (4 ESEMPI)
- FABBRICATI CON CORPO AGGETTANTE SU STRADA PUBBLICA (2 ESEMPI)
- FABBRICATI EDIFICATI SU SUOLO PUBBLICO (4 ESEMPI)
- FABBRICATI CHE SOVRASTANO STRADA PUBBLICA (4 ESEMPI)
- FABBRICATI CHE SI ESTENDONO SOTTO UNA STRADA PUBBLICA (5 ESEMPI)
- FABBRICATI CHE SI ESTENDONO SU STRADA ED ACQUA PUBBLICA (1 ESEMPIO)
- FABBRICATI CHE SI ESTENDONO SU ACQUA PUBBLICA (3 ESEMPI)
- FABBRICATI EDIFICATI, IN TUTTO O IN PARTE, SU PARTICELLA DI ALTRA PROPRIETA' (13 ESEMPI)
  
10. EVOLUZIONE DELLA RAPPRESENTAZIONE DEI FABBRICATI NEL TEMPO

11. COME PREDISPORRE UN ESTRATTO CONGRUENTE

12. LA RAPPRESENTAZIONE DELLE FIGURE CIRCOLARI
- Tabella per la rappresentazione delle figure circolari
  Tolleranze
- Tolleranze relative ai collaudi
- Tolleranze relative ai tipi d'aggiornamento catastali
- Tabella A - Normale n. 16 del 18 marzo 1897
- Tabella B - Istruzione XIV (approvata con d.m. 1° marzo 1949)
- Tabella C - Istruzione XIV (approvata con d.m. 1° marzo 1949) (depurate dall'errore di graficismo).
- Tabella D - Istruzione sulla poligonazione (d.m. 30 maggio 1951) (misure effettuate con canne o nastro metallico)
- Tabella E - Istruzione sulla poligonazione (d.m. 30 maggio 1951) (misure effettuate con rilievo celerimetrico)
- Tabella F - Istruzione per il rilievo catastale d'aggiornamento (approvato con d.m. 19 gennaio 1988)
- Tabella G - Istruzione XVI (par. 12)
- Tabella H - Circolare n. 2 del 13 gennaio 1992
- Tabella I - Istruzione V par. 45 e Normale n. 16 del 18 marzo 1897


AUTORE:
F. Lo Giudice
, geometra, specialista in materia. E' capo tecnico dipendente dell'Agenzia del Territorio (Ufficio provinciale di Rimini) e referente per la cartografia: si occupa nello specifico di collaudi nella veste di tecnico responsabile del controllo.