Titolo: Ingegneria naturalistica nei territori montani. Metodi - Tecniche costruttive - Atlante iconografico
Autore: Sebastiano Sanna
Editore: Dario Flaccovio Editore s.r.l.
Pagine: 242
Anno: 2008
Prezzo (di copertina): 38,00 Euro
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L'uso delle piante per il controllo dell'erosione e per la protezione delle
sponde dei fiumi e torrenti e dei versanti ha una lunga tradizione in Europa.
Negli ultimi decenni queste antiche tecniche di conservazione del suolo e di
stabilizzazione sono state riscoperte e implementate, sulla base di una lunga
esperienza pratica, recentemente supportata anche da validazioni scientifiche.
Esse consentono di integrare o sostituire le tradizionali opere di ingegneria
idraulica e di realizzare sistemi ecologicamente compatibili mantenendo quei
requisiti di corretto uso del suolo e sicurezza richiesti.
Lo scopo di questo libro è la descrizione dei metodi e delle tecniche
costruttive dell'ingegneria naturalistica nei territori montani, al fine di
offrire un'ampia casistica dell'utilizzo di tali metodologie nei vari settori
della difesa del suolo, con esempi pratici che vanno dalla sistemazione delle
frane a quelle idraulico-forestali, dalla sistemazione delle piste forestali al
ripristino ambientale di aree degradate.
Data la proficua bibliografia in materia presente al giorno d'oggi in Italia e
all'estero, si è privilegiato l'aspetto iconografico che esalta in maniera più
evidente l'applicazione delle singole tecniche nel contesto della globalità
dell'intervento.
PREFAZIONE
L'uso delle piante per il controllo dell'erosione e per la protezione delle
sponde dei fiumi e torrenti e dei versanti ha una lunga tradizione in Europa.
Negli ultimi decenni queste antiche tecniche di conservazione del suolo e di
stabilizzazione sono state riscoperte e implementate, anche dopo una serie di
tentativi ed errori, e si basano principalmente su una lunga esperienza
pratica, recentemente supportata anche da validazioni scientifiche. Esse
consentono la possibilità di integrare o a volte sostituire le tradizionali
opere di ingegneria idraulica e consentono inoltre di realizzare sistemi ecologicamente
compatibili mantenendo quei requisiti di corretto uso del suolo e sicurezza
richiesti.
Lo scopo di questo libro è la descrizione dei metodi e delle tecniche
costruttive in questo campo, al fine di offrire ai lettori un'ampia casistica
dell'utilizzo di tali metodologie nei vari settori della difesa del suolo, con
esempi pratici che vanno dalla sistemazione delle frane a quelle
idraulico-forestali, dalla sistemazione delle piste forestali al ripristino
ambientale di aree degradate.
Data la proficua bibliografia in materia presente al giorno d'oggi in Italia e
all'estero, si è privilegiato l'aspetto iconografico che esalta in maniera più
evidente l'applicazione delle singole tecniche nel contesto della globalità
dell'intervento.
INTRODUZIONE
L'ingegneria naturalistica è una disciplina che elabora metodi e sistemi di
edificazione utilizzando, come materiale da costruzione, piante vive, o parti
di esse, in abbinamento con altri materiali quali pietrame, legno, terra,
biostuoia, geotessili, ecc. Le metodologie di intervento, strutturate da
nozioni di botanica, geobotanica, fitosociologia ed ecologico-vegetazionale,
vengono applicate per la sistemazione delle aree degradate e dei versanti in
frana, negli interventi idraulico forestali e per il reinserimento ambientale
di infrastrutture, di cave e discariche, nelle sponde dei corsi d'acqua e delle
fasce costiere.
Le tecniche costruttive, sfruttano le potenzialità delle piante, o di parti di
esse, usando queste ultime per assicurare la stabilità di aree instabili, in
combinazione con altri materiali.
Tali tecniche, usate per il controllo dell'erosione e per la protezione delle
sponde di fiumi, torrenti e versanti, hanno una lunga tradizione in Europa. La
loro evoluzione, soprattutto negli ultimi decenni, si è basata soprattutto
sulle esperienze pratiche riviste e migliorate, di volta in volta, a seguito di
tentativi e di errori. Solo recentemente, i sistemi attuati sono stati
supportati da validazioni scientifiche.
Tali metodi, dunque, hanno fornito una sicurezza tale da essere usati sia ad
integrazione di metodi tradizionali, sia a totale sostituzione di opere di
ingegneria idraulica, consentendo, inoltre, la realizzazione di sistemi
ecologicamente compatibili, mantenendo quei requisiti di corretto uso del suolo
e di sicurezza richiesti.
Lo scopo di questo libro è la descrizione dei metodi e delle tecniche
costruttive in questo campo, al fine di offrire ai lettori un'ampia casistica
dell'utilizzo di tali metodologie nei vari settori della difesa del suolo, con
esempi pratici, che vanno dalla sistemazione delle frane a quelle
idraulico-forestali, dall'organizzazione delle piste forestali al ripristino
ambientale di aree degradate.
Il materiale utilizzato e le finalità della singola struttura consentono una prima
classificazione dei metodi di intervento quali:
- protezione superficiale (metodi di copertura);
- stabilizzazione utilizzando materiali vivi;
- utilizzazione di sistemi costruiti sia con materiali vivi che non vivi;
- costruzione di strutture di supporto che utilizzano materiali non vivi.
Il primo metodo è usato, principalmente, per realizzare una rapida protezione
al fine della conservazione del suolo. Collocando un grande numero di piante,
come alberi, arbusti ed erbe per unità di area, la superficie del suolo viene
protetta dall'erosione; costituite solo da materiale vivo, tali tecniche
riescono ad incrementare la stabilità del versante e prevenire l'erosione. In
condizioni meno favorevoli, le opere, costituite da materiali non viventi,
possono essere integrate da altre costituite da materiali viventi.
In condizioni estreme o comunque molto sfavorevoli come tempo meteorologico
critico, stagione non vegetativa o presenza di un'area che richiede una
stabilizzazione prima che possano essere usate le piante vive, possono essere
utilizzati materiali come legname, pietrame, calcestruzzo e ramaglia morta per
realizzare opere di supporto.
In zone molto umide o drenate e con difficoltà di accesso, le tecniche
dell'ingegneria naturalistica possono essere integrative o anche sostitutive
delle altre opere dell'ingegneria classica. I sistemi di drenaggio, costruiti
con i materiali dell'ingegneria naturalistica, agiscono riducendo la pressione
interstiziale dei pori, evitando così la saturazione dei suoli coesivi ed
inibendo l'inizio dell'erosione.
La fase conoscitiva della disciplina, la formazione di professionisti, la messa
a punto dei documenti tecnici è coordinata, in Italia, dall'Associazione
italiana per l'Ingegneria Naturalistica. Quest'ultima, fondata nel 1989, si
occupa di divulgare le conoscenze specifiche della materia, rivolgendosi a
tutti quei professionisti che ne vogliono conoscere i contenuti e utilizzare le
tecniche.
Fornisce, dunque, le linee guida e d'intervento relative a tecniche, metodi, materiali
e normative guidando le fasi sotto elencate:
- l'esame delle caratteristiche topoclimatiche e microclimatiche di ogni
superficie
di intervento;
- l'analisi del substrato pedologico con riferimento alle caratteristiche
chimiche, fisiche ed idrologiche del suolo in funzione degli additivi e
correttivi da impiegare;
- l'esame delle caratteristiche geomorfologiche e geotecniche;
- le verifiche idrauliche, geomeccaniche e geotecniche;
- la valutazione delle possibili interferenze reciproche con l'infrastruttura.
Ad esempio per una strada: la presenza di sali antigelo e l'interferenza della
vegetazione con la sagoma limite;
- la base conoscitiva, floristica e fitosociologica con particolare riferimento
alle
serie dinamiche degli ecosistemi interessati per l'efficace sfruttamento delle
caratteristiche biotiche di ogni singola specie;
- l'utilizzo degli inerti tradizionali ma anche di materiali di nuova
concezione quali le georeti tridimensionali e i geotessuti sintetici in
abbinamento a piante o parti di esse;
- l'accurata selezione delle specie vegetali da impiegare con particolare
riferimento a: miscele di sementi di specie erbacee, specie arbustive ed
arboree da vivaio, talee, trapianto di zolle erbose, utilizzo di stoloni o
rizomi;
- l'abbinamento della funzione di consolidamento con quella di reinserimento
ambientale e naturalistico;
- il miglioramento nel tempo delle due funzioni sopra citate a seguito dello
sviluppo delle parti aeree e sotterranee delle piante impiegate, con il
mascheramento delle componenti artificiali dell'opera.
Questo testo, attraverso una raccolta di immagini, mostra le reali applicazioni
delle tecniche di ingegneria naturalistica fermando l'attenzione sui
particolari più interessanti e confrontando le fasi, durante la costruzione e
dopo la conclusione, per evidenziare la totale integrazione delle opere con il
territorio circostante.
INDICE
PARTE PRIMA
1. NOZIONI GENERALI DI INGEGNERIA NATURALISTICA - Storia dell'ingegneria
naturalistica - Ambiti di intervento - Foreste e uso del suolo - I problemi del
territorio montano - Corsi d'acqua montani - Opere di manutenzione e di
intervento - I vantaggi dell'ingegneria naturalistica
2. TECNICHE E APPLICAZIONI - Valutazioni di base propedeutiche agli interventi -
Tecniche usate e tipi di intervento - Le strutture di sostegno - La
conservazione delle caratteristiche naturali
PARTE SECONDA
3. DISSESTI E OPERE DI RIPRISTINO - I dissesti idrogeologici - I dissesti delle
opere - I ripristini ambientali - La validità funzionale delle opere
4. OPERE DI SISTEMAZIONE - La sistemazione delle frane - Interventi di
sistemazione di un versante - La sistemazione dei torrenti - La manutenzione
del territorio - La sistemazione delle piste forestali
PARTE TERZA
5. ESEMPI PRATICI - Esempio 1. Fasi esecutive di sistemazione di un torrente
con opere miste - Esempio 2. Fasi di intervento di sistemazione di un rio con
opere miste - Esempio 3. Difese spondali e guadi di un torrente alpino, fasi
costruttive - Esempio 4. Fasi costruttive della sistemazione di un rio con
opere in cemento armato e ripristino del versante in frana con opere di
ingegneria naturalistica - Esempio 5. Lavori di sistemazione
idraulico-forestale - Esempio 6. Fasi esecutive della realizzazione di opere
miste su un versante in erosione - Esempio 7. Costruzione di opere miste
spondali e di un tombotto - Esempio 8. Fasi costruttive di difese spondali con
opere miste - Esempio 9. Sistemazione di un tratto di un rio con opere
trasversali e di stabilizzazione delle pendici con tecniche di ingegneria
naturalistica - Esempio 10. Realizzazione di una grata viva
Sebastiano Sanna
Geologo. Funzionario della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, docente
del corso di sistemazioni idraulico-forestali alla Facoltà di Agraria
dell'Università della Tuscia di Viterbo. Autore di varie pubblicazioni sulla
difesa del suolo. Consulente ed esperto della Commissione Europea per i
disastri naturali.
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