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Titolo: Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale
A cura di: Maria Agostiano, Giovanni Caprara, Andrea Pane, Elisabetta Virdia, Lucia Baracco
Editore: Gangemi Editore - Distribuito da Bardi Editore
Collana: Architettura, Urbanistica, Ambiente
Saggi di: Maria Agostiano, Giovanni Caprara, Andrea Pane, Elisabetta Virdia, Lucia Baracco, Roberto Cecchi, Pio Baldi , Carla Di Francesco
Pagine: 176
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-492-1466-6
Prezzo (di copertina): 30,00 Euro

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Le Linee Guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale sono rivolte a tutti coloro, architetti e ingegneri in primo luogo, funzionari di amministrazioni pubbliche o liberi professionisti, che nel corso della propria attività si trovano ad affrontare, seppur con ruoli diversi (responsabili del procedimento, soggetti finanziatori, progettisti, direttori dei lavori, collaudatori), il tema dell'accessibilità nell'ambito dei luoghi di interesse culturale. Il testo si propone come strumento per stimolare la riflessione su un tema la cui complessità viene spesso sottovalutata (si pensi ad esempio alle cosiddette barriere percettive quasi sempre ignorate), al fine di superare la prassi corrente della mera messa a norma, evidenziando come le problematiche connesse con l'accessibilità costituiscano la base stessa della progettazione e della disciplina del restauro.

La fruizione del patrimonio culturale è un fine istituzionale delle attività di tutela e valorizzazione. Garantire l'accessibilità - la più larga possibile - ai luoghi d'interesse culturale diventa quindi un compito prioritario da porre alla base di qualsiasi intervento di conservazione e valorizzazione. Un impegno certamente non facile, se si pensa, ad esempio, che l'inaccessibilità di gran parte del patrimonio architettonico è spesso legata a caratteristiche fisico-costruttive che rappresentano l'identità stessa delle fabbriche storiche o, in altre parole, quei valori che ci si prefigge di tutelare. È pertanto evidente la ragione della cautela che permea l'attività degli organi preposti alla conservazione del patrimonio culturale, specie nel valutare interventi che, come accaduto per la mitigazione del rischio sismico o per l'incremento della sicurezza antincendio, potrebbero modificare o stravolgere l'organismo architettonico, snaturando quei valori storico-artistici che lo hanno reso meritevole di tutela. Elevata ad obiettivo strategico dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la fruizione del patrimonio culturale da parte di persone con disabilità è stata l'argomento dei lavori della Commissione per l'analisi delle problematiche relative alla disabilità nello specifico settore dei beni e delle attività culturali costituita con il compito di conciliare il tema della inclusività e della fruizione con la necessaria tutela del patrimonio culturale. In particolare, all'art. 1 del decreto istitutivo (D.M. 26 febbraio 2007) è esplicitamente indicato tra i compiti prioritari della Commissione la predisposizione di linee guida di intervento da tradurre in strumenti operativi volti a favorire l'accessibilità ai beni e alle attività culturali alle persone con disabilità. Partendo da tale indicazione, è stato elaborato il documento Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi d'interesse culturale. Le Linee Guida, integrate con le osservazioni presentate da tutti i membri della Commissione e approvate anche dalla Conferenza Stato-Regioni, sono state formalmente adottate con D. M. 28 marzo 2008, pubblicato sul supplemento ordinario n. 127 alla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 16 maggio scorso. La presente pubblicazione, curata dallo stesso gruppo di lavoro che ha predisposto le Linee Guida, è un primo passo verso la migliore diffusione del documento. La lettura e la comprensione del testo normativo risulta agevolata da un'ampia documentazione fotografica, da note con esempi applicativi e da allegati di approfondimento su tematiche specifiche. Nella redazione delle Linee Guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale si è cercato di analizzare i vari ambiti inerenti i beni culturali nella complessità di tutte le forme di disabilità, ponendo particolare attenzione a quegli aspetti che spesso vengono trascurati se non addirittura ignorati (si pensi ad esempio alle cosiddette barriere percettive), fornendo, grazie al supporto delle associazioni, anche suggerimenti di tipo progettuale laddove non sono stati riscontrati specifici riferimenti di legge. Spesso, infatti, si pensa che, per rendere accessibile un luogo qualsiasi, sia sufficiente realizzare qualche rampa e un bagno per handicappati, condizionati, forse, dallo stereotipo della persona disabile vista esclusivamente su sedia a ruote. Il concetto di disabilità è andato, invece, progressivamente ampliandosi negli ultimi anni, comprendendo anche condizioni di difficoltà di tipo transitorio, come la gravidanza, la temporanea immobilizzazione di un arto e così via. L'attenzione si è ormai spostata dalla disabilità della persona alle caratteristiche dell'ambiente, che possono configurarsi come barriere, generando quindi l'handicap, o, viceversa, possono presentare quei meccanismi di facilitazione che annullano le limitazioni e favoriscono la piena partecipazione sociale. A seguito di tali riflessioni, le Linee Guida sono state impostate con l'obiettivo iniziale di chiarire alcuni concetti base equivocabili o interpretabili in maniera limitativa, come appunto quello di disabilità, di barriera architettonica, di accessibilità, ecc., partendo dall'analisi della normativa in vigore e sottolineando le disposizioni riguardanti i beni culturali. In particolare è stata evidenziata la possibilità di conseguire risultati analoghi o migliori di quelli prescritti ricorrendo a soluzioni alternative, secondo, quindi, un approccio di tipo prestazionale. Tale metodologia ben si adatta agli interventi sui beni culturali caratterizzati da una estrema varietà e singolarità, per i quali è spesso necessario ricorrere a soluzioni originali, innovative e di alta qualità architettonica, sfruttando anche i continui progressi della tecnologia. Queste Linee Guida, senza prevedere ulteriori vincoli normativi e tentando di orientare l'azione nel rispetto dei provvedimenti in vigore, affrontano il tema sotto l'aspetto tecnico-progettuale per evidenziare come le problematiche connesse con l'accessibilità rientrino nel più complesso ambito del rapporto tra conservazione e uso compatibile del patrimonio architettonico. L'intento è quello di superare la logica della semplice messa a norma, per far rientrare l'istanza dell'accessibilità nella più ampia tematica della fruibilità collettiva di un bene culturale, ossia la base stessa dell'intervento progettuale e, quindi, della disciplina del restauro.

Roberto Cecchi
Direttore Generale per i Beni Architettonici, Storico-Artistici ed Etnoantropogici

L'accessibilità è un tema di importanza fondamentale per il godimento del patrimonio culturale inteso nella sua più vasta accezione: dall'ambiente urbano, al patrimonio architettonico e archeologico, ai siti di particolare valore paesaggistico e naturalistico, ai giardini storici e ai parchi. I luoghi di interesse culturale sono composti da architetture che si esprimono attraverso la qualità dello spazio. Negare la possibilità di avere l'esperienza diretta di questo spazio progettato equivale a negare, di fatto, la possibilità di comprenderlo e goderlo. È noto, infatti, che l'architettura, più di ogni altra rappresentazione artistica, ha bisogno, per essere capita, dell'esperienza diretta della persona, di entrarci dentro. L'accessibilità, e quindi il superamento delle barriere architettoniche, rappresenta una conquista civile, non solo per chi ha problemi più accentuati, ma per tutti noi; la conquista sta nel fatto che non esiste più un concetto semplicemente binario e oppositivo (accessibile/non accessibile), ma ogni persona, soprattutto in una società che invecchia, sa di potersi trovare in condizioni anche solo temporanee di accessibilità limitata o impedita. Ciò che viene promosso per aumentare la fruibilità degli spazi finisce, quindi, per divenire un patrimonio sociale potenzialmente disponibile per una utenza che può comprendere chiunque: ognuno ha diritto ad avere garantita la migliore accessibilità possibile. Troppe volte si riscontrano, ancora oggi, situazioni in cui l'inaccessibilità è creata da cattiva manutenzione e da progettazioni che non tengono conto delle diverse esigenze di un'utenza ampliata. Inoltre, spesso si pensa che gli interventi necessari per garantire l'accessibilità ai luoghi di interesse culturale siano troppo invasivi e possano compromettere la tutela del patrimonio culturale. Questo atteggiamento ha portato a soluzioni di carattere temporaneo che hanno recato più danno all'estetica degli immobili e del paesaggio, di quanto avrebbe fatto il ricorso a soluzioni più mature e approfondite. Nella consapevolezza che la qualità dell'architettura migliora se l'architettura viene realizzata a seguito di concorsi di progettazione, poiché i concorsi mettono a confronto idee e esperienze diverse selezionando il meglio, ci si deve misurare con la necessità di includere nei bandi di concorso fra gli elementi qualificanti la ricerca del miglioramento dell'accessibilità. Il termine miglioramento non è casuale e può essere letto in analogia a come è stato definito per la difesa dei monumenti dai terremoti. In parole povere, poiché non è possibile rendere totalmente antisismici i monumenti (pena il loro snaturamento in bunker di calcestruzzo) il concetto di miglioramento antisismico definisce la necessità di fare quanto più è possibile per migliorarne le caratteristiche di resistenza degli edifici in caso di terremoto. L'introduzione di questo concetto, che indica un atteggiamento tendenziale ha incoraggiato la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie, accorgimenti e interventi che hanno notevolmente contribuito al raggiungimento degli obbiettivi previsti e cioè al miglioramento della resistenza degli edifici nei confronti della aggressione sismica. Analogamente, per quanto riguarda l'accessibilità, può essere utile arrivare ad una definizione di miglioramento corrispondente, in sintesi, alla necessità di mettere in opera tutti i provvedimenti, le tecnologie, le precauzioni, le vere e proprie invenzioni che possano condurre verso la finalità di nostro interesse, senza che questo riduca la qualità storico-artistica dei monumenti. Si tratta quindi di avviare un'attività di ricerca mirata che, a partire da alcuni casi più frequentemente ricorrenti, sia in grado di essere estesa, con adattamenti, alla vastissima molteplicità tipologica del patrimonio monumentale. Queste Linee Guida, che costituiscono l'avvio di un percorso metodologico, possono formare il quadro teorico generale da cui far discendere le più efficaci indicazioni operative per rendere massimamente accessibile il patrimonio culturale realizzando quindi quella fruibilità estesa che rende di fatto concreta l'appartenenza del patrimonio culturale a tutta la comunità.

Pio Baldi
Dirigente Generale Ufficio Consulenza Studio e Ricerca