Titolo: Tabula Peutingeriana. Le antiche vie del mondo
A cura di: F. Prontera
Editore: Olschki
Collana: Biblioteca di "Geographia Antiqua", vol. 3
Pagine: II-70
Illustrazioni: 21 figg. nel testo, 2 tavv. fuori testo e un pieghevole a colori di cm. 480 x 29
Rilegato in seta
Formato: 30×35,5 cm
Anno: 2003
Codice ISBN: 88-222-5269-1
Prezzo: 164,00 Euro
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La riproduzione della più antica carta stradale del mondo pervenuta a noi: fu disegnata intorno al IV secolo dai Romani, che vi tracciarono i vasti confini dell’Impero, anche per seguirne l’espansione militare. Nel Cinquecento fu riprodotta su un rotolo di pergamena di circa 7 metri, attualmente conservato alla Biblioteca Nazionale di Vienna e fonte di questa riedizione.
Viene qui presentata la riproduzione, ingrandita e a colori, del fac-simile della Tabula Peutingeriana pubblicato nel 1916 da K. Miller, preceduta da alcuni saggi che illustrano le caratteristiche generali del documento (M.Magini), il posto della Tabula nella storia della cartografia greco-romana (F.Prontera), la sua tradizionale medievale e rinascimentale (P. Gautier Dalché) e infine il suo valore documentario per la viabilità e la topografia dell’Italia antica (M.Calzolari).
L’associazione immediata delle strade all’ingegneria romana si è conservata nel tempo grazie ai loro resti materiali, che talvolta presentano ancora l’aspetto imponente della realizzazione originaria, ma anche grazie alla forza evocatrice che trasmettono i nomi delle vie antiche nel linguaggio quotidiano (Appia, Flaminia, Aurelia, Salaria etc.).
Copia medievale di un documento di età tardoantica, la Tabula Peutingeriana è una lunga striscia di pergamena (ca. cm 700 x 34) che su un’immagine cartografica fatalmente deformata del mondo antico raffigura non solo la rete stradale dell’impero romano, ma anche gli itinerari che attraversano le regioni esterne all’impero fino ai limiti orientali della terra abitata.
Viene qui presentata la riproduzione, ingrandita e a colori, del fac-simile pubblicato nel 1916 da K. Miller, preceduta da alcuni saggi che illustrano le caratteristiche generali del documento (M.Magini), il posto della Tabula nella storia della cartografia greco-romana (F.Prontera), la sua tradizione medievale e rinascimentale (P. Gautier Dalché) e infine il suo valore documentario per la viabilità e la topografia dell’Italia antica (M. Calzolari).
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