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Titolo: Elisabetta Sirani. Una virtuosa del Seicento bolognese
Autore: Adelina Modesti
Editore: Editrice Compositori
Formato: 21x28 cm
Collana: Donne nell'arte
Pagine: 352
Legatura: cartonato
Anno: dicembre 2004
ISBN: 88-7794-445-5
Prezzo (di copertina): 50,00 Euro

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Elisabetta Sirani (1638-1665) è una delle artiste più erudite, prolifiche e di successo dell'Italia del suo tempo. Figlia dell'artista bolognese Giovanni Andrea Sirani, importantissima figura della Scuola Bolognese di metà seicento, è stata la prima donna artista in Europa a istituire una Accademia di disegno per donne studenti. La formazione culturale di Elisabetta, la sua identità sociale e professionale come donna e come artista, la sua produzione artistica, la critica; una sezione di documenti e il catalogo delle opere autografe e dei lavori a lei attributi completano l'opera.


INDICE
Introduzione. Elisabetta Sirani di Bologna. L'immagine di una giovane pittrice alla moda

PRIMA PARTE
Elisabetta Sirani e il suo mondo
Matronage, consapevolezza ed educazione femminile nella Bologna della prima Età Moderna

Capitolo 1
Le "Donne Insigni" di Bologna
Elisabetta Sirani exemplum

Capitolo 2
Le donne in piazza
Matronage, vita pubblica, educazione femminile nella Bologna post-tridentina

Capitolo 3
Elisabetta Sirani "maestra perfetta"
Educazione, formazione culturale e insegnamento


SECONDA PARTE
La vita professionale: teoria e pratica

Capitolo 4
Nella bottega del padre
La formazione e l'apprendistato artistici di Elisabetta Sirani

Capitolo 5
La donna virile (Mulier Virilis)
Il potere e la saggezza femminili nelle rappresentazioni di Elisabetta Sirani delle donne eroiche

Capitolo 6
II pennello "virile"
Genio ed estetica di genere nell'arte di Elisabetta Sirani

Epilogo
In memoriam

Crediti fotografici



INTRODUZIONE
ELISABETTA SIRANI DI BOLOGNA. L'IMMAGINE DI UNA GIOVANE PITTRICE ALLA MODA
Elisabetta Sirani, pittrice e grafica professionista, caposcuola della propria bottega ad appena vent'anni, professore a pieno titolo dei pittori dell'Accademia di San Luca in Roma e prima artista donna a fondare un'accademia di disegno per sole donne, Elisabetta Sirani divenne l'artista più celebrata e attiva nel mercato di Bologna. Le sue opere furono infatti riprodotte in collezioni europee di spicco già nel corso della sua breve vita (morì all'età di 27 anni per l'insorgere di una peritonite conseguente alla rottura di un'ulcera peptica, ma il mito dell'avvelenamento durò per secoli).
L'influenza di Elisabetta, la cui carriera abbracciò il decennio 1655-1665, si rivelò cruciale per lo sviluppo della scuola pittorica bolognese a metà Seicento. Insieme a Lorenzo Pasinelli e a Carlo Cignani, fu cardinale figura di transizione nella trasmissione del popolare ed elegante classicismo dominante nella prima metà del secolo di Guido Reni alle generazioni successive di artisti quali Gioseffo del Sole, Donato Greti, Aurelio Milani. Artista "ultramoderna", Elisabetta era estremamente dotata e apprezzata, come dimostra l'enorme richiesta delle sue opere nei circoli intellettuali nonché nell'élite aristocratica, ecclesiastica e politica di Bologna, venne celebrata dalle famiglie reali e dai più significativi protagonisti della diplomazia italiana ed europea.
Ancor più significativo è il fatto che Elisabetta Sirani fu una dei maggiori responsabili della trasformazione in professione della pratica artistica femminile in Italia all'inizio dell'Età Moderna. Oltre ad assistenti uomini, ebbe svariate apprendiste e avviò la prima accademia per giovani donne in Europa. Tutte le sue numerose allieve continuarono a dedicarsi professionalmente alla pittura e/o all'incisione nella maturità. Pertanto, è soprattutto grazie agli sforzi pionieristici di Elisabetta Sirani e della sua accademia femminile, che la seconda metà del Seicento a Bologna diviene uno dei periodi più fecondi della storia dell'arte per le donne artiste: si gettarono le fondamenta per i secoli a venire, e si assistette a un aumento delle artiste di professione attive non solo nella città emiliana, ma anche in Italia. Infatti, come verrà illustrato nel terzo capitolo, Elisabetta insegnò a gran parte delle artiste attive a Bologna nella seconda metà del Seicento e continuò a esercitare un influsso notevole anche su quelle del Settecento, quali Paola dalle Balle (1677-1757), come si desume dalla sua unica opera documentata, firmata e datata 1701, che a mio avviso prende spunto da disegni provenienti dalla bottega Sirani (Bologna, Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, ms. B 4426, e. 3). Le artiste attive in Italia a partire dal XV secolo furono poco più di quaranta, quasi la metà di esse operanti entro i confini del chiostro. Se consideriamo che solo a Bologna si contarono quarantatré artiste di professione dal XV al XVIII secolo...


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