Titolo: I granduchi di Toscana e l'antico. Acquisti, restauri, allestimenti
Autori: Gabriella Capecchi, Maria Grazia Marzi, Vincenzo Saladino
Editore: Olschki
Collana: Biblioteca dell'Archivum Romanicum - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia, vol. 352
Formato: 17 × 24 cm
Illustrazioni: 78 tavole fuori testo di cui 16 a colori
Pagine: VIII-344
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-222-5855-7
Prezzo (di copertina): 40,00 Euro
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Il primo saggio di Vincenzo Saladino tratta del restauro dei marmi antichi per il giardino di Boboli, nel periodo tra il 1587 e 1670, e delle personalità impegnate dai Granduchi in questo compito. Segue un lavoro di G. Capecchi sulle statue dei Prigionieri Daci, delle quali vengono anche analizzati valore e fortuna a Roma e Firenze. Infine, M.G. Marzi ricostruisce le vicende delle raccolte di vasi antichi dipinti posseduti dai Lorena di Toscana.
Tra i fenomeni che rendono unica Firenze c'è anche il fatto specifico che qui, tra la seconda metà del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, si è definito in forme originali un legame con l'arte antica, all'inizio rivolto per lo più verso lo studio della scultura, ma che precocemente si è aperto anche ad altri generi artistici – dalle gemme ai bronzetti ai vasi dipinti -, e che ha fatto da guida e da sprone per intere generazioni di artisti e per il collezionismo locale. A rendere oggi eccezionale la situazione fiorentina concorre anche la permanenza delle raccolte granducali nelle loro sedi originarie, con una continuità d'uso che ha pochi confronti; o il fatto che esse rimangono tra i nuclei più scelti delle sue collezioni archeologiche moderne.
Sommando tali elementi, risulta evidente come queste raccolte storiche della città costituiscano un caso da manuale, ancor più esemplare per il fatto che negli archivi pubblici e privati, fiorentini e non fiorentini, sono conservati in quantità impressionante i documenti che possono sostanziarne la storia. Da più di tre decenni gli autori, di professione studiosi dell'arte antica, si adoperano per la conoscenza di questo patrimonio e per la ricostruzione delle sue vicende, con un impegno reso sempre meno agevole dal difficile rapporto che Firenze ha, da qualche tempo, con le sue raccolte archeologiche. Di queste indagini il volume offre tre saggi, che sono un chiarimento di metodo e quasi una parziale premessa ai cataloghi in preparazione.
Vincenzo Saladino è professore di Archeologia Greca presso l'Università di Firenze. Tra i suoi lavori scientifici più recenti si contano un commento archeologico a Pausania e studi su celebri statue antiche in bronzo.
Ha curato mostre e cataloghi di raccolte di ceramica e sculture antiche.
Gabriella Capecchi è professore di Archeologia Romana presso l'Università di Firenze. Ai suoi studi sul territorio si legano articoli, cataloghi e mostre su Firenze e Pistoia romane. Ha dedicato saggi e monografie alla fortuna dell'antico dal Rinascimento al Novecento e del moderno commercio di antichità, e si è occupata delle sculture antiche delle raccolte gentilizie e granducali fiorentine.
Maria Grazia Marzi è professore di Storia dell'Archeologia presso l'Università di Firenze. Privilegiando lo studio della ceramica greca e della sua storia collezionistica, ha anche studiato e valorizzato importanti figure di eruditi e di altri studiosi del mondo classico.
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