Elenco dei libri disponibili nella stessa sezione

Titolo: Arte e Politica: la Collezione di antichità del Cardinale Giuliano della Rovere nei Palazzi ai Santi Apostoli
Autore: Sara Magister
Editore: Accademia Nazionale dei Lincei - Distribuzione Bardi Editore
Pagine: 250
Formato: in 8°
Illustrazioni: 61 figure
Anno: 2002
Prezzo (di copertina): 15,00 Euro

Clicca per procedere all'acquisto

RELAZIONE
Letta ed approvata nell'adunanza del 20 giugno 2001 sulla Memoria di SARÀ MAGISTER, Arte e politica: la collezione di antichità del cardinale Giuliano della Rovere nei palazzi ai Santi Apostoli, presentata nell'adunanza dell'11 maggio 2001 dal Socio Nazionale A. GIULIANO.
La Memoria di Sara Magistcr, "Arte e politica: la collezione di antichità del cardinale Giuliano della Rovere nei palazzi ai Santi Apostoli", approfondisce con rigorosa analisi delle fonti storiche e una ricca presentazione di elementi inediti l'individuazione di un preciso programma critico-figurativo legato alla politica collezionistica di uno dei personaggi chiave nella Roma del tardo Quattrocento, protagonista riconosciuto come Papa Giulio II nel primo Cinquecento; un'area riscoperta per la storia dell'arte moderna da M. Calvesi e dalla sua équipe.


La collezione di antichità di Giuliano della Rovere era allestita nei palazzi presso la basilica dei Santi Apostoli a Roma, e la storia di questo nucleo architettonico, intricatissima e finora mai chiarita, viene in questo studio ricostruita sulla base di decisivi documenti inediti. Si chiarificano così le indicazioni apparentemente generiche delle fonti edite ed inedite, relative alla collezione, identificando il capitolo centrale davvero sorprendente , che tocca molti oggetti antichi in proprietà di Giuliano della Rovere, e con una certa precisione anche la loro originaria distribuzione all'interno dei palazzi, imperniata a valori simbolici e narrativi.
Il risultato al massimo positivo emerge dall'approfondimento del programma iconografico affidato dal cardinal della Rovere alla sua collezione. Alcune fonti letterarie attestano infatti con sicurezza che un nuovo modo di intendere il collezionismo e l'antico, finora attribuito a partire dalla fondazione del Cortile delle Statue in Belvedere ad opera di Giulio II, nasce in realtà con tutta evidenza molto prima, e ad opera dello stesso personaggio. Su questa linea gli oggetti della collezione risaltano come attori di una rappresentazione che celebra il cardinale come demiurgo della rinascita culturale e soprattutto politica di Roma antica.



www.archimagazine.com       -       È vietata la riproduzione anche parziale

Torna su