Titolo: Stanze segrete. Raccolte per caso. I Medici Santi. Gli arredi celati
Secret rooms. Collected by chance. The Medici Saints. The hidden treasures
A cura di: Cristina Giannini
Editore: Olschki
Collana: Cultura e Memoria, vol. 29
Formato: 17 x 24 cm
Illustrazioni: 105 tavole fuori testo di cui 77 a colori
Pagine: VIII-308
Anno: 2004
Codice ISBN: 88-222-5326-4
Prezzo (di copertina): 31,00 €
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Il volume esce in margine e come catalogo della mostra Stanze segrete-Raccolte per caso, seconda edizione di un progetto espositivo voluto dall'Amministrazione Provinciale di Firenze con la collaborazione dell'Opificio delle Pietre Dure e della Soprintendenza speciale per il polo Museale fiorentino. Temi centrali del percorso sono l'iconografia medicea, testimone della storia della dinastia che volle l'edificazione di Palazzo Medici Riccardi e la sua prima decorazione, le collezioni riccardiane indagate come 'exempla' della fortuna della statuaria classica nel XVII secolo ed episodi di storia del restauro dei marmi, la restituzione di insiemi di dipinti dispersi in ambienti non visitabili e quindi segreti, celati, insospettati. I saggi penetrano queste tematiche in profondità:
Cristina Acidini Luchinat ci propone un viaggio nel ritratto di gruppo che inizia con il "Corteo dei Magi" dipinto da Benozzo Gozzoli nella cappella del palazzo ed esplora i grandi temi della rappresentazione pubblica e privata.
Silvia Meloni Trkulja prosegue attraverso una ricostruzione dei ritratti di personaggi di casa Medici interpretati come santi (i Santi cui un tempo si dovevano solo devozione e preghiere), che culmina con le tre versioni della "Morte della Vergine" di Carlo Ventura Sacconi delle quali dà conto Stefano Casciu in un saggio che individua la temperie culturale in cui visse l'Elettrice Palatina.
Alessandra Mazzanti rivela la storia e il catalogo di un pittore inedito: Taddeo Mazzi.
Cristina Giannini ricostruisce lo stratificarsi dei frammenti di collezioni e di arredi rimasti a palazzo attraverso i molti passaggi di proprietà, facendo il punto su un nucleo di dipinti inediti, che propongono nuove ascrizioni.
A Vincenzo Saladino e a Roberta Roani Villani, infine, si devono gli studi sulla fortuna della statuaria classica e sul suo restauro nella Firenze del Seicento.
From one of the early examples of a "group portrait" frescoed by Benozzo Gozzoli in the private chapel of Palazzo Medici Riccardi, to the codes of public and private self-portrayal, and to the idea of a portrait as the "Holy Family", this work reveals a formerly unknown aspect of the Medici's political propaganda. The essays and research retrieve the phases of the collections and remnants of furnishings, from marble works to the pieces of furniture used to exhibit them.
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