Titolo: Il complotto ebraico. L'antisemitismo islamico da Maometto a Bin Laden
Autore: Carlo Panella
Editore: Lindau
Collana: I Draghi
Pagine: 288
Formato: 14x21 cm
Anno: 2005
ISBN: 88-7180-544-5
Prezzo (di copertina): 19,50 Euro
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Nei paesi islamici e nelle comunità musulmane in Europa trionfa l'antisemitismo.
Ma i musulmani non sono antisemiti per lo «scandalo» della nascita di Israele,
della politica di Israele. Né è stata l'Europa a esportare il suo antisemitismo
nei paesi islamici. All'opposto, l'Europa razzista ha importato dal Corano la teoria
del «complotto ebraico», base dell'antisemitismo moderno. Teoria che vuole che
gli ebrei, tutti gli ebrei, complottino sempre contro le comunità che li
ospitano. Per l'islam, gli ebrei hanno falsificato la Bibbia, violato la
propria Legge e si infiltrano nella comunità musulmana per distruggerla,
praticando falsamente la fede in Allah. Per l'islam, questo infinito «complotto
ebraico» è la colpa eterna degli ebrei. La rifondazione dell'islam dopo la
scomparsa del califfato, alla fine della prima guerra mondiale - ben prima
della nascita di Israele - si è sviluppata su questo antisemitismo delle
origini. Ne è un esempio il commento del Corano di Hamza Roberto Piccardo,
leader dell'Ucoii, la più grande organizzazione di musulmani in Italia, in cui
si legge: «È grazie a queste falsificazioni che la gran parte del popolo di Israele
è diventato il campione di quella doppiezza morale in base alla quale nei
confronti dei non ebrei è accettabile e impunita qualsiasi nefandezza, mentre
la rettitudine morale è un obbligo soltanto verso i correligionari».
«Panella ha scritto un libro destinato a sollevare polemiche. La tesi di fondo
è che nel mondo arabo-musulmano non solo sussista un pregiudizio antiebraico,
ma che esso abbia precise radici teologiche, culturali e storiche. […] In
particolare, è in quelle fonti che l'autore identifica i costrutti della
“teoria del complotto”, la moderna versione dell'antisemitismo, che ha fornito
gli strumenti per le derive più deliranti. Da questo punto di vista, l'ostilità
musulmana nei confronti degli ebrei non sarebbe quindi un prodotto di reazione.
[…] Non è difficile ascrivere le affermazioni di Panella al campo ideologico
dei cosiddetti neoconservatori. […] il volume, a tratti molto accurato nella
disanima delle fonti, altre volte incline alla mera polemica, merita di essere
letto come testimonianza del disagio che accompagna studiosi e pubblicisti
dinanzi ai cambiamenti che attraversano le nostre società.» Claudio Vercelli,
«L'Indice dei libri», novembre 2005
Carlo Panella è commentatore parlamentare per le reti Mediaset e
collabora con «Il Foglio». Ha pubblicato Piccolo atlante del jihad. Le radici
del fondamentalismo islamico; Saddam. Ascesa, intrighi e crimini del peggior
amico dell'Occidente; I piccoli martiri assassini di Allah e, con Franco Frattini,
Cambiamo rotta. La nuova politica estera dell'Italia.
INDICE
Il pamphlet - 9
Il saggio - 47
Cristiani e perfidi Giudei - 161
APPENDICI
Commenti al Corano di Hamza Roberto Piccardo - 235
Dichiarazioni dei Diritti dell'Uomo - 245
Un articolo di un giornale egiziano - 261
Glossario - 267
Bibliografia - 275
Indice dei nomi - 281
RECENSIONI
Elena Lattes, «Quaderni radicali», n. 93 settembre-ottobre 2005
«Una tesi interessante, innovativa e sconvolgente sotto alcuni aspetti, che
sicuramente non è all'insegna del politically correct quella di Carlo Panella
nel suo ultimo libro, Il complotto ebraico. Il giornalista e saggista,
attraverso l'analisi di molti documenti e con numeri e sure craniche alla mano,
dimostra che la teoria antisemita del complotto è di origine islamica. […] Ad
affermare e reiterare queste teorie dogmatizzandole sono grandi ideologi,
politologi musulmani di cui nel libro ci sono nomi e cognomi. […] Tutto ciò ben
prima del 1948, anno della creazione dello Stato di Israele. L'odio attuale,
quindi, non è di natura reattiva, […] ma al contrario è questo sentimento che
ha portato e porta tuttora i paesi arabi a non accettare Israele in quanto
Stato degli ebrei. […] certo non tutti i musulmani sono antisemiti. […] C'è da
dire però che tutti i Paesi islamici, anche i più moderati e alleati
dell'Occidente, […] considerano, basando le leggi dello Stato sulla Sha'aria,
l'allontanamento dalla religione musulmana un reato passibile della pena di
morte. L'apostata è anche colui che insinua il dubbio, l'incertezza. […] E
apostati sono tutti gli ebrei, ma anche i cristiani, gli atei e tutti gli
infedeli. […] Un grande effetto positivo questo libro l'ha già ottenuto: Hamza
Picaro, segretario dell'UCOII, ha modificato quella parte del suo commento al
Corano che il giornalista ha portato come esempio dell'attuale antisemitismo
predicato nelle moschee italiane.»
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