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Titolo: Il processo della scimmia. La guerra dell'evoluzione e le profezie di un vecchio biochimico
Autore: Giulio Meotti
Editore: Lindau
Collana: I Draghi
Pagine: 248
Formato: 14x21 cm
Illustrazioni:: 16 in bianco e nero fuori testo
Anno: 2006
ISBN: 88-7180-579-8
Prezzo (di copertina): 19,50 Euro

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Estate del 1925, Dayton, roccaforte battista nel Tennessee. Un giovane insegnante, John T. Scopes, viene processato (e condannato) per aver violato la legge che mette al bando l'insegnamento dell'evoluzione darwiniana. È il «processo della scimmia», il processo del secolo in America. Nel dicembre del 2005 a Harrisburg si replica, ma a parti rovesciate. L'insegnamento del disegno intelligente è giudicato incostituzionale perché è una mera «progenie del creazionismo» e presuppone una «forza sovrannaturale». Sembra una sentenza definitiva, ma lo scontro su Darwin divide nel profondo la società americana, l'unica in Occidente a non essersi mai pacificata con la Grande Ipotesi del naturalista inglese e con la sua concezione della vita, al centro di una guerra che investe la natura stessa della democrazia e rispetto alla quale l'Europa appare invece inerte. L'ordinaria coscienza popolare e l'establishment liberal si confrontano su quello che resta un punto dirimente dell'identità culturale occidentale: il ruolo della religione nella società, a partire dalla scuola pubblica. L'ideologia del darwinismo sociale ispira le grandi università e i centri di ricerca, dove in pochi decenni in nome dell'utopia scientista si è passati dalla genetica all'eugenetica. «È cominciato tutto con l'Evoluzione ed è finito con l'Eugenetica», scrisse già agli inizi del secolo scorso il cattolico Chesterton. E proprio l'eugenetica si agita come un lugubre fantasma nelle dense pagine del libro di Giulio Meotti, e con essa si rivelano le più recenti «frontiere» della scienza, sempre attraversate per il «bene» dell'umanità, dalla procreazione artificiale all'eutanasia, alla distruzione degli embrioni (Erwin Chargaff parlò di una nuova «Auschwitz molecolare»). L'America è stata un terreno di coltura ideale per molti degli esperimenti scientifici più sconcertanti del '900 - nel 1927 la Corte Suprema degli Stati Uniti si espresse a favore della sterilizzazione degli unfit, degli inadatti, perché, come sentenziò il giudice Wendell Holmes, «tre generazioni di imbecilli sono abbastanza. Non vedo ragione per attribuire all'uomo un significato diverso da quello del babbuino». Da allora centomila americani sono stati sterilizzati, la maggior parte dopo la follia nazista. Ma anche la cronaca più recente resta tremenda. Il caso Terri Schiavo è solo il più eclatante e la sua morte per denutrizione, voluta da un tribunale, dai medici e dal marito in nome della buona vita, non cessa di scuotere le coscienze. Ma forse è inutile pretendere il lume della pietà - della ragione - da chi ha paragonato i suoi tristi sorrisi a «girasoli che seguono il movimento del sole nel cielo».


Giulio Meotti, laureato in filosofia a Firenze, è giornalista del «Foglio».


INDICE
Darwin e l'America delle Dieci Suggestioni - 9
La cristianità non è parte di un'aula scolastica - 14
Darwin ha liberato il genere umano dalla superstizione - 20
Una nazione di indiani governata da svedesi - 31
Caro comandante Stalin... - 38
Lo spirito non si può dissotterrare con la vanga - 47
L'uomo nasce uomo - 53
Chi semina vento raccoglie tempesta - 61
La guerra dei cattolici e la separazione fra stato e chiesa - 70
La scienza, come lo shabbath, fu creata per l'uomo - 81
Tutto è cominciato con l'evoluzione ed è finito con l'eugenetica - 95
La morte è il grande disinfettante - 103
Tre generazioni di imbecilli sono sufficienti - 112
Cosa vi impedirà di ucciderli? - 120
Bisogna riscrivere la saga evoluzionistica - 128
Dobbiamo lasciarci Hitler alle spalle... - 144
Cosa c'è di speciale nel fatto che una vita sia umana? - 150
A Man is a Man, is a Man... Un francese nel Tennessee - 155
In memoria dei futuri perduti - 167
Manipoliamo la vita come se fosse una soluzione salina - 173
Charles Darwin, un rozzo costruttore di castelli di carta - 178
Watson, come Hitler, vorrebbe creare uomini più sani - 188
Zöe o la Auschwitz molecolare - 192
Solo il pessimista è nella condizione di sperare - 200
I girasoli di Terri - 205
Bibliografia - 229
Indice dei nomi - 235

RECENSIONI
Antonio Carioti, «Corriere della Sera», 30 giugno 2006
«Giulio Meotti, giornalista del "Foglio", riporta sul banco egli imputati le teorie darwiniane. In parte perché il cieco meccanismo evolutivo gli pare inadeguato a spiegare l'origine della vita. Ma soprattutto perché a suo avviso Darwin, riducendo l'uomo a un semplice animale, ne avrebbe ferito irrimediabilmente la dignità, autorizzando ogni esperimento sulla sua pelle. Meotti […] presenta il darwinismo come il padre dell'eugenetica, funesta teoria che in America e in Svezia sfociò nella massiccia sterilizzazione forzata di individui considerati anormali e nel Terzo Reich portò alla loro uccisione. Un orrore che […] oggi si ripropone con le manipolazioni genetiche e l'eutanasia legale. Meotti non usa mezzi termini: vede nel darwinismo "un nemico spietato dell'uomo", che "non ha mai esaurito la sua carica di morte".»

Matteo Orsucci, «Linea», 16 giugno 2006
«Nel libro di Giulio Meotti si spiega come gli eccessi della scienza contemporanea affondino le basi nel darwinismo»


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