Titolo: La scrittura dell'inquietudine. Saggio su Alessandro Manzoni
Autore: Pierantonio Frare
Editore: Olschki
Collana: Saggi di "Lettere italiane", vol. 63
Pagine: 210
Formato: 14,5 × 20,5 cm
Anno: 2006
ISBN: 88-222-5551-8
Prezzo (di copertina): 18,00 Euro
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La tesi del volume è che l'obiettivo di Manzoni sia la trasformazione dei dualismi oppositivi che costituiscono la base del suo sistema di pensiero (sentire/meditare, passione/ragione, giudizio/complicità, essere/dover essere, autore/lettore, ecc.) in una unità di livello più alto, raggiunta proprio attraverso la collaborazione dialettica tra i termini posti inizialmente in antitesi: così, per fare un paio di esempi, il bipolarismo tra sentire e meditare si trasforma nell'operazione della "riflessione sentita", inscindibile nei suoi costituenti; allo stesso modo, il contrasto di partenza tra l'autore e il lettore cede il passo ad un rapporto dialettico in cui l'autore (grazie alla retorica del giudizio e all'ironia) porta il lettore al proprio livello, facendone una sorta di co-autore che lo aiuta a scrivere meglio le proprie opere.

In tal modo, il pensiero e la scrittura manzoniana trasfor-mano la staticità tipica delle strutture antitetiche nell'in-quietudine di un sistema caratterizzato dalla mobilità; e ciò vale anche per i Promessi sposi, la cui forma artistica consiste proprio nel mo-vimento incessante che trasforma i numerosi dualismi strutturali, che li innervano ai vari li-velli testuali, in macchine che generano inces-sante movimento narrativo: quel movimento che è figura dell'inquietudine che Manzoni ritiene connaturata all'uomo morale.
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