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Titolo: Fratelli invalidi
Autore: Egon Bondy
Editore: Elèuthera Editrice
Traduzione di: Andrea Ferrario
Prefazione di: Goffredo Fofi
Pagine: 240
Anno: 1993
Codice ISBN: 88-85861-41-5
Prezzo (di copertina): 12,91 Euro

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Su un'enorme zattera fatta di barili di birra Urquell, gli "invalidi" guardano divertiti i "normali" sparire per sempre, al di là dell'orizzonte, sulle loro navi superaccessoriate. Così si conclude (o quasi), con l'arca bizzarra di un catartico diluvio, la principale opera in prosa di Egon Bondy, poeta filosofo e "grande vecchio" dell'underground praghese. Se non anarchico, certo qualcosa di molto simile, anche se paradossalmente ama definirsi l'"ultimo marxista cecoslovacco".

Egon Bondy, pesudonimo di Zbynek Fiser (Praga, 1930 - Bratislava, 2007), è stato uno dei massimi poeti e scrittori cechi.
Solo dopo il 1989, cioè dopo il crollo del regime comunista in Cecoslovacchia, gli scritti di Egon Bondy sono pubblicati ufficialmente: dodici volumi di poesia, prosa e saggistica, compresa una monumentale storia della filosofia. Prima del 1989 i suoi scritti potevano essere letti solo in edizioni samizdat. Mito vivente dell'underground cecoslovacco dagli anni Cinquanta sino alla sua morte (Bratislava, 9 aprile 2007), Bondy è stato uno dei massimi scrittori cechi a giudizio tanto di Havel quanto di Hrabal.


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