Titolo: Il lato oscuro della storia. L'ossessione del grande complotto
Autore: Daniel Pipes
Editore: Lindau
Collana: I Draghi
Pagine: 400
Formato: 14x21 cm
Anno: 2005
ISBN: 88-7180-539-9
Prezzo (di copertina): 24,50 Euro
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Il corpus di idee politiche che Daniel Pipes chiama «cospirazionismo» si formò
oltre due secoli fa, quando alcuni avversari della Rivoluzione francese
attribuirono ai propri nemici un'intenzione diabolica di dominio del mondo e
una sovrumana capacità di pianificazione. Queste paure, che prendono in
particolare di mira le società segrete e gli ebrei, si possono peraltro
rintracciare anche in epoche molto lontane. La storia che Pipes racconta risale
infatti fino alle Crociate (alla nascita dell'Ordine dei Templari) e mette in
scena intellettuali (Spengler, Chomsky), demagoghi (Marr, Farrakhan), dittatori
(Hitler, Lenin, Stalin), leader insospettabili (Disraeli, Churchill), misteri
insoluti (l'assassinio di Kennedy, di Martin Luther King, di Malcolm X), casi
di cronaca (il processo a O. J. Simpson, il pestaggio di Rodney King a Los
Angeles), società pseudosegrete (massoneria, Illuminati di Baviera, Ku Klux Klan),
grandi famiglie (Rothschild, Rockefeller, Ford). L'«ossessione del grande
complotto» è un pericoloso impasto di malessere psicologico e di malafede
culturale, ha radici religiose, economiche e ideologiche molto profonde e ha
indubbiamente cambiato il corso della storia. Ma oggi? Secondo Pipes le teorie
della cospirazione sono più vive che mai, in Occidente e nel mondo musulmano,
come dimostrano molte congetture paranoiche formulate intorno all'11 settembre,
alla guerra in Iraq e alla tragedia di Beslan.
Daniel Pipes dirige il Middle East Forum, think tank indipendente
specializzato in analisi politiche sul Medio Oriente. Pipes scrive per il «New
York Sun» e il «Jerusalem Post». Tra i suoi numerosi volumi, ricordiamo i
recenti «Miniatures: Views of Islamic and Middle Eastern Politics» (2003) e «Militant
Islam Reaches America» (2003).
INDICE
Introduzione all'edizione italiana
Prefazione
1. Teorie del complotto ovunque
2. Un labirinto di specchi
3. Smascherare le teorie del complotto
4. Le origini, fino al 1815
5. Fioritura, 1815-1945
6. Migrazione verso la periferia, dal 1945
7. Due tradizioni di complotto
8. Fanatici di destra e sofisticati intellettuali di sinistra
9. I costi del cospirazionismo
APPENDICI
Antisemitismo benigno
L'idiosincrasia di Stalin
Internet
Indice dei nomi
RECENSIONI
«Internazionale», n. 596, 24-30 giugno 2005
«Daniel Pipes ricostruisce l'ossessione del grande complotto con un accento
particolare sulla storia degli Stati Uniti e sugli scenari paranoici del dopo
11 settembre.»
Agenzia Aise
«Il libro di Daniel Pipes è una profonda e brillante analisi di questo
modello di interpretazione della storia che abbiamo visto riproporsi anche di
recente, dopo l'11 settembre.»
Da «L'Indipendente», 20 novembre 2005
«All'inizio, quando la Rivoluzione Francese suggerì ai suoi nemici l'idea
d'un complotto universale per negare Dio e rovesciare i re, “l'immaginazione
dei teorici del complotto” non era poi così “febbrile” come la descrive Daniel Pipes
nel suo Lato oscuro della storia. […] Magari la rivoluzione non era complotto,
tutto era avvenuto anzi alla luce del sole, ma effettivamente l'ateismo e la
Repubblica stavano per presentarsi in scena. […] C'era una cospirazione in atto
e i nemici della Rivoluzione ci vedevano giusto […] quando sostenevano che il
Grande Complotto per la libertà e per la ragione affondava le sue radici nei
bassifondi religiosi e metafisici della storia più remota: nelle antiche
eresie, nel dualismo cataro e manicheo, nella resistenza pagana al
cristianesimo di Stato. […] Fu solo più tardi che ai cospirazionisti salì la
febbre del complotto universale. Quella del complotto diventò la teoria che
spiegava ogni cosa. […] I cospirazionisti unificarono d'autorità le loro
fantasie paranoiche con gli eventi storici per disegnare, con materiali
stravaganti, un quadro generale del divenire umano. […] Ma non è soltanto
letteratura. Daniel Pipes evoca, nel Lato oscuro della storia, anche e
soprattutto i trionfi politici del cospiraizonismo, che nel XX secolo è andato
più volte al potere, prima nell'URSS, poi nella Germania hitleriana e
nell'Italia delle leggi razziali, più tardi nei regimi arabi antisionisti. […]
Sono stati dei cospirazionisti americani a far saltare l'edificio dell'Fbi a
Oklahoma City. Sono stati dei cospirazionisti incalliti anche i leader
islamismi di al Qaeda.»
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