Titolo: Novecento. Il secolo del male. Nazismo, Comunismo, Shoah
Autore: Alain Besançon
Editore: Lindau
Collana: Biblioteca
Pagine: 168
Formato: 14x21 cm
Anno: 2008
ISBN: 978-88-7180-746-1
Prezzo (di copertina): 14,00 Euro
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Lo sterminio fisico del nemico è sempre stato uno dei mezzi della politica:
eppure nell'ultimo secolo ha assunto un carattere particolare. Questo perché
sono cresciute le vittime? In assoluto può darsi, statisticamente no. In ogni
caso non è il numero che fa la differenza. Ciò che colpisce sono le motivazioni,
i modi, i risultati. Nazismo e comunismo si propongono come un messaggio di
salvezza: per la razza germanica il primo, per l'umanità il secondo. Contro il nemico
il nazismo ha avuto poco tempo e ha concentrato i suoi sforzi sugli ebrei e
pochi altri. Il comunismo ha finito presto col ritorcersi contro se stesso; poi
è divenuto un puro mezzo di conservazione del potere per i privilegiati.
Ma come mai, nonostante sia scomparso completamente da più di mezzo secolo, il
nazismo è l'oggetto di una esecrazione che non accenna a diminuire, mentre il
comunismo, che pure è caduto di recente, fruisce di un'amnesia e di un'amnistia
che raccolgono un consenso quasi unanime? E poi: in che misura la Shoah,
nell'immensa carneficina del '900, deve essere classificata come una cosa a
parte? Si può annoverarla come una tomba fra le altre tombe nel cimitero
comune? E se non è possibile farlo, per quale motivo?
Proprio a questi interrogativi cerca di rispondere questo penetrante saggio di Alain
Besançon.
L'AUTORE
Alain Besançon, storico e membro dell'Institut de France, è autore di saggi
autorevoli e di successo. Tra essi ricordiamo: Breve trattato di sovietologia
(1976), Le origini intellettuali del leninismo (1977), Anatomie d'un spectre
(1981), L'image interdite (1994), Trois tentations dans l'Église (1996).
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