Titolo: Il Melodramma italiano (1861-1900). Dizionario bio-bibliografico dei compositori
Autore: Andrea Sessa
Editore: Olschki
Collana: Historiae Musicae Cultores, vol. 97
Pagine: VIII-536
Formato: 17 × 24 cm
Anno: 2003
Codice ISBN: 88-222-5213-6
Prezzo (di copertina): 54,00 Euro
Clicca per procedere all'acquisto
Questa grande fonte di notizie dettagliate e spesso inedite sui compositori che affollano l’epoca d’oro dell’opera italiana, rendono il volume uno strumento prezioso per i giornalisti, per i musicologi e per tutti coloro che si interessano al melodramma.
Catalogato comunemente come una stagione di transizione per il melodramma italiano, l’ultimo quarantennio dell’Ottocento è, musicalmente parlando, un territorio in gran parte inesplorato dove, accanto a Giuseppe Verdi e agli altri operisti più conosciuti, una moltitudine di compositori lotta per trovare spazio e dignità artistica: si tratta di musicisti la cui carriera si intreccia spesso con quella dei loro colleghi più famosi, e che talvolta riescono a strappare successi lusinghieri quanto effimeri, ma il cui ricordo sopravvive oggi soltanto, nella migliore delle ipotesi, a livello locale, oppure la cui residua notorietà, testimoniata da un certo interesse critico, non è tale da permettere la conquista di un posto stabile nel repertorio attuale.
A questi si affianca una folla di personaggi i cui sforzi non sono stati premiati nemmeno con una citazione in un dizionario: direttori d’orchestra, maestri di banda e di cappella, organisti, insegnanti di musica, ma anche avvocati, magistrati, medici e ingegneri con la passione del palcoscenico, tutti accomunati dal destino di un’oblìo pressoché totale. Questo libro, frutto di un lungo lavoro, si propone di recuperarne le tracce per fornire un quadro il più possibile completo di quarant’anni di opera italiana e offrire così a studiosi e appassionati una nuova prospettiva di ricerca.
DALL'INTRODUZIONE AL VOLUME
Un volume sul melodramma italiano dell'Ottocento che non parli diffusamente di Giuseppe Verdi può sembrare quasi un'eresia. Eppure, la scelta di confinare in un'appendice l'autore di Aida e altri compositori sui quali esiste una ricca bibliografia o le cui opere vengono riproposte con regolarità sulle scene o nei cataloghi delle case discografiche, risponde a un intento ben preciso: accendere l'interesse di studiosi e appassionati sugli aspetti più nascosti di un periodo normalmente definito di transizione, quello che va dall'Unità d'Italia alla fine del secolo, dalle polemiche sulla "musica dell'avvenire" alla breve stagione della Giovane Scuola.
All'ombra di Verdi, che pure dal Ballo in maschera (1859) all'Otello (1887) non metterà in scena per la prima volta in Italia alcuna opera nuova ma solo rifacimenti, trovano spazio numerosi musicisti la cui carriera si intreccia con quella dei loro colleghi più famosi, con i quali talvolta si trovano a rivaleggiare strappando successi lusinghieri quanto effimeri, ma il cui ricordo sopravvive oggi soltanto, nella migliore delle ipotesi, a livello locale, oppure la cui residua notorietà, testimoniata da un certo interesse critico, non è tale da permettere la conquista di un posto nel repertorio attuale. A questi si affianca una vera e propria moltitudine di personaggi i cui sforzi non sono stati premiati nemmeno con una citazione in un dizionario: direttori d'orchestra, maestri di banda e di cappella, organisti, insegnanti di musica, ma anche avvocati, magistrati, medici e ingegneri con la passione del palcoscenico, tutti accomunati dal destino di un'oblìo pressoché totale.
Se è vero che per capire l'essenza di una città o di una nazione è più utile calarsi nella sua vita quotidiana che contemplarne i monumenti, è ugualmente vero che la comprensione di un fenomeno complesso come il melodramma non può prescindere dal tentativo di raccogliere e ordinare le informazioni su tutti coloro che a questa realtà hanno dato il loro, sia pur piccolo, contributo. Ecco allora spiegato il senso di un libro che non vuole suggerire tardive rivalutazioni ma solo fornire un quadro il più possibile completo di quarant'anni di opera italiana, proponendosi sia come strumento di consultazione che come punto di partenza per future ricerche.
Poche parole sui criteri seguiti per la compilazione. Le schede bio-bibliografiche riguardano essenzialmente i compositori, italiani e stranieri, che tra il 1861 e il 1900 hanno fatto rappresentare almeno un'opera o un'operetta in prima assoluta in Italia (intesa nei suoi attuali confini) o all'estero, se italiani. Per maggiore completezza, sono stati inseriti nel dizionario i compositori stranieri attivi sulle piazze del circuito teatrale del Mediterraneo (Nizza, Malta, Corfù, Dalmazia ecc.), gli autori di opere premiate o segnalate ai concorsi Sonzogno e Stemer, anche se non rappresentate, e alcuni musicisti che ho ritenuto doveroso ricordare per i loro rapporti con i maggiori librettisti, per le loro vicissitudini umane e artistiche o per correggere qualche errore nei repertori, che qualche volta danno per eseguite opere in realtà mai arrivate alla ribalta. Per ogni opera citata all'intemo delle singole voci, con luogo e data della prima rappresentazione e delle riprese più significative, sono specificate le fonti letterarie e in molti casi anche la trama. Nel selezionare le citazioni bibliografìche che accompagnano ogni scheda ho dato largo spazio a recensioni e necrologie tratte da quotidiani e periodici musicali dell'epoca allo scopo di verificare con più esattezza le notizie riportate sulle pubblicazioni successive.
Completa il volume un'appendice che, oltre alle opere dei compositori di repertorio (Boito, Catalani, Cilea, Donizetti, Giordano, Leoncavallo, Mascagni, Ponchielli, Puccini, Verdi), riporta gli altri lavori teatrali citati dai prospetti annuali di "Gazzetta musicale" e "Trovatore" tra il 1861 e il 1900 (oratori, cantate, altre "opere italiane", cioè su libretto italiano o eseguite in italiano, operette anonime).
|