Titolo: Cucina e convivialità italiana nel Cinquecento
Autore: Claudio Benporat
Editore: Olschki
Collana: Biblioteca dell'Archivum Romanicum. Serie I, vol. 340
Formato: 17 × 24 cm
Pagine: 344
Illustrazioni: 16 tavole fuori testo a colori
Anno: 2005
Codice ISBN: 88-222-5666-9
Prezzo (di copertina): 32,00 Euro
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Il Cinquecento vede la nascita di una nuova cucina che, superati i modelli
ereditati dal passato, si apre a nuovi orizzonti attingendo agli schemi
alimentari delle nostre tradizioni superando ogni vincolo dietetico e
rinnegando ogni coinvolgimento religioso. Nel contempo assistiamo alla codificazione
della gestualità conviviale, articolato contesto di atti che coinvolge
l'insieme dell'organizzazione cortese, cuochi, credenzieri, scalchi,
trincianti, coppieri, attori di uno spettacolo affascinante per lusso, eleganza
e magnificenza.
Con il passaggio dal Quattrocento al Cinquecento matura in Italia una nuova
sensibilità gastronomica che, superati i modelli degli autori classici, si
ispira a una rinnovata visione sociale e culturale alla ricerca di inediti
modelli funzionali ed estetici. Sono gli anni in cui nasce la ‘nuova cucina italiana'
libera da ogni vincolo dietetico o credo religioso del passato, che attinge dal
secolare patrimonio alimentare delle nostre regioni e non più da modelli
stereotipi derivati da culture straniere.
E' il secolo di Messisbugo, Romoli, Scappi, massimi interpreti di una manualità
complessa e raffinata che prende forma in una serie di ricettari frutto
dell'esperienza maturata presso le più importanti corti italiane. Negli stessi
anni si perfeziona la cerimonia del convito, evento mediatico che coinvolge
tutta l'organizzazione cortese articolata in un contesto di funzioni sempre più
complesso. Un nutrito stuolo di scalchi, trincianti, coppieri, bottiglieri
anima la scena dove si svolge l'evento, spettacolo mirabile, unico per lusso,
fasto ed eleganza, immagine della magnificenza del Signore, della sua
ricchezza, del suo ruolo istituzionale o politico.
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