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Titolo: I lidi della conoscenza. La storia dell'antica biblioteca di Alessandria
Autore: Derek Adie Flower
Editore: Bardi Editore
Pagine: 192
Illustrazioni: 8 tavole a colori fuori testo
Formato: in 8°
Anno: 2002
Codice ISBN: 88-8569996-0
Prezzo (di copertina): 18,00 Euro

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Storia del primo e più importante centro culturale del mondo, creato da Tolomeo I per conservare tutta la conoscenza umana

Ankh, il geroglifico con il quale gli egizi designavano la vita, dà il nome a questa collana dedicata alla civiltà dell'Antico Egitto e a tematiche ad essa collegate. Il Prof. Fabrizio Felice Ridolfi è il direttore della collana.

Prefazione
Le radici egiziane di Derek Flower si sono risvegliate nel 1990, alla lettura di un articolo sull'inizio del progetto della biblioteca. Dalla sua attrazione verso questo vasto argomento è scaturita un'eccellente ed esauriente storia dei personaggi, degli eventi e dei luoghi legati ad Alessandria e all'antica Biblioteca. Lo stile dell'opera, di facile lettura, nasconde l'esaustiva ricerca dei dettagli su questa «madre» delle biblioteche e sui mecenati, gli studiosi e gli scienziati che fiorirono con essa. Egli ha inoltre visitato la moderna ricostruzione della biblioteca, la Bibliotheca Alexandrina, che manterrà la fama dell'antica.
La nuova biblioteca è progettata per essere il più avanzato faro del sapere, per preservare lo spirito e le finalità dell'antica biblioteca, che fiorì all'inizio del pri­mo millennio. Perciò la nuova biblioteca, alle soglie del III millennio, sarà ben preparata a varcare frontiere e ad affrontare arditi progetti. Seguirà certamente le orme dell'originaria biblioteca per divenire una stimata istituzione di ricerca, un porto per gli studiosi di tutto il mondo, per produrre le loro opere di qualità. Sarà inoltre un'inestimabile fonte di informazioni per aiutare a prendere decisioni e per allargare i futuri orizzonti dello sviluppo culturale, sociale ed economico dell'Egitto e di tutta la regione. Conseguentemente la biblioteca giocherà un ruolo necessario per le future cooperazioni tra il nord ed il sud del bacino del Mediterraneo, così come tra l'est e l'ovest.
Sono sicuro che il libro di Derek Flower contribuirà alla conoscenza e alla gioia di tutte quelle persone che amano la drammaticità della storia che traspare da questo eccellente contributo letterario. Sono personalmente grato a Derek Flower per la sua creatività, dedizione e cura.

Prof. Dr. Mohsen Zahran Capo Progetto della Bibliotheca Alexandrina Rinascita dell'Antica Biblioteca di Alessandria
Alessandria, aprile 1999



Premessa
Alessandria rivisitata
Durante l'ultima settimana del febbraio 1990 mi sono imbattuto in un giornale francese che presentava la didascalia «UNA NUOVA BIBLIOTECA PER ALESSANDRIA» posta sotto una fotografia di ciò che somigliava straordinariamente ad una navicella spaziale. Dal momento che avevo trascorso gran parte della mia giovinezza ad Alessandria, mi incuriosiva l'idea di una nuova, vasta biblioteca che prendesse il posto di quella leggendaria tolemaica.
L'articolo conteneva un'intera pagina di descrizioni di quale sarebbe stato l'aspetto della Bibliotheca Alexandrina, di chi l'aveva progettata (un team norvegese), di chi l'avrebbe sponsorizzata (l'U-NESCO) e di come la prima pietra era stata simbolicamente posta nel 1988 dal Presidente egiziano Hosni Mubarak. C'era anche una lista delle persone che formavano parte della Commissione per la Rinascita dell'antica Biblioteca di Alessandria, nomi prestigiosi, che si erano appena riuniti ad Aswan ed erano riusciti a ottenere il 50% dei fondi necessari alla sua costruzione.
E un bene per Alessandria, pensai, e subito dopo rimossi l'intera faccenda dalla mia mente. Ma una settimana dopo mi saltò agli occhi una riproduzione di un'incisione del XVI secolo, l'impressione che un artista aveva avuto della biblioteca di Alessandria. Mi ricordava il tempio della dea Hathor a Dendera che avevo appena visitato, con imponenti colonne sormontate da teste di divinità egiziane e tolemaiche che si elevavano fino al soffitto della vasta sala. La sola differenza era che, al posto dei consueti rilievi templari, le pareti presentavano scaffali su cui erano allineati i libri. A differenza del disco volante norvegese, nascosto sul retro della terza pagina, questa illustrazione accese la mia immaginazione e mi condusse indietro, sul sentiero della memoria, con il risultato che quando mi sono ritrovato in Egitto, circa sei mesi più tardi, una delle prime cose che ho fatto è stata andare alla stazione del Cairo e prendere il treno per Alessandria, cosa che non avevo fatto dal 1955.
Trasportato attraverso il Delta nel conforto dell'aria condizionata, mi domandavo come sarebbe stata la città dopo tutti quegli anni e se fosse cambiata così sensibilmente come il Cairo. Due ore più tardi l'ho saputo. Dalla base del forte di Qait Bey, costruito sul sito del grande Faro di Alessandria che dominava l'ingresso al Porto Orientale, ho lasciato che il mio sguardo seguisse l'ampia distesa della litoranea Comiche Avenue, fiancheggiata dagli anonimi blocchi di appartamenti di inizio secolo, la graziosa moschea di Abbas e gli altri edifici che si abbassavano e indietreggiavano per far spazio ai giardini di piazza Zaglul, di fronte al Cedi Hotel, per riprendere di nuovo con una serie infinita di edifici di sei piani che si susseguivano, avvolgendo la baia ed estendendosi a perdita d'occhio. Era cambiato molto poco. Non c'erano vistosi alberghi composti di molti piani, ne sopraelevate o immense insegne al neon o traffico caotico.
Sono andato a sporgermi da un basso parapetto. Alla mia destra c'erano circa venti barche di pescatori che sembravano abbandonate, dondolando lievemente alle onde del tardo mattino, mentre alla mia sinistra avevo una chiara vista dell'ingresso del porto, vicino al quale tre grosse imbarcazioni, forse un tempo yacht privati, strattonavano i loro ormeggi. Ho chiuso gli occhi per un momento e ho respirato la brezza dell'est, quella preziosa carezza che in estate mantiene la città relativamente fresca, poi ho fissato intensamente il porto verso il tratto di terra che mi era stato detto essere destinato alla nuova grande biblioteca che doveva far tornare Alessandria un centro di cultura. Un sogno irrealizzabile, un monumentale spreco di denaro o una possibile ed eccitante sfida che potrebbe restituire alla città parte del suo originario lustro?
Non ho potuto trovare un taxi e allora sono salito su un garry con un cavallo sorprendentemente ben nutrito, che al piccolo galoppo mi ha portato, con un giro di quattro minuti intorno alla baia, fino al sito in questione. E una volta là ho provato ad immaginare come sarebbe stata quella vasta costruzione simile ad un disco. Sarebbe stata una macchia nel paesaggio, un'abbagliante stravaganza in quella perfetta monotonia o un punto focale così vitalizzante da rendere tutto ciò che c'è intorno un'incongruenza?
Sono scivolato attraverso un cancello semiaperto e ho gironzolato. Parte dell'area era occupata dalla sala delle conferenze, quasi completata, che sembrava essere stata disegnata per riprendere in forma stilizzata l'architettura tolemaica e di nuovo mi sono chiesto come si sarebbe adattata alla biblioteca vera e propria. Ma importava davvero? Si era preoccupato delle minuzie architettoniche Tolomeo Soter, il sovrano responsabile della creazione dell'antica biblioteca? Ovviamente no. Egli deve avere semplicemente dato ordine a chiunque fosse incaricato della realizzazione degli edifici di creare uno spazio adatto nella corte reale, utilizzabile per un centro di cultura con una Biblioteca e un Museo, dove gli studiosi potessero essere ispirati dalle Muse. Naturalmente gli architetti del re devono aver avuto un vantaggio sul team norvegese: carta bianca in una città nuova di zecca, in cui nessun edificio aveva più di trent'anni. Così non deve esservi stato il problema del conflitto di stili date le poche tradizioni architettoniche e vincoli ambientali da rispettare. C'erano semplicemente le esigenze estetiche e pratiche di un monarca i cui capricci erano legge.
Stando lì, meditando su come doveva essere quel posto due millenni e un quarto fa, mi sono reso conto di quanto poco sapessi dell'antica Alessandria, a parte il fatto che fu fondata da Alessandro Magno, che lì era stato costruito il famoso Faro, una delle sette meraviglie del modo, e che la colonna di Pompeo (che non aveva niente a che fare con lui) insieme a una o due catacombe potevano essere visitate nel vecchio quartiere arabo. Forse la mia ignoranza si fondava sul fatto che, mentre al Cairo, Luxor ed Aswan le vestigia del passato faraonico dell'Egitto potevano essere viste ovunque, ad Alessandria erano praticamente inesistenti e quel poco che rimaneva era soprattutto romano.
È stato allora che ho deciso di scoprire tutto di essa. Come in meno di cinquanta anni si era trasformata da un villaggio di pescatori al confine del deserto in uno dei più grandi centri culturali e mercantili del mondo antico, la cui influenza nel campo scientifico, letterario e filosofico si sarebbe sentita fino ai tempi moderni. Che aspetto doveva aver avuto, ma soprattutto che tipo di uomini e donne l'avevano costruita e fatta funzionare per circa nove secoli prima di distruggerla.
E questo è ciò che ho scoperto.


Indice
Prefazione
Premessa - Alessandria rivisitata
I - II padre fondatore
II - La casa di Tolomeo
III - Demetrio Falereo
IV - La rinascita di una biblioteca
V - II primo matematico: Euclide
VI - II primo uomo di medicina: Erofilo di Calcedonia
VII - II primo storico: Manetone
VIII - I primi poeti: Teocrito e Zenodoto
IX - Callimaco
X - II Museo e la Biblioteca
XI - Gli astronomi
XII - Eratostene e Archimede
XIII - II primo grattacielo del mondo
XIV - La Bibbia dei Settanta
XV - II declino
XVI - Erone, Ipparco, Eraclide e gli ultimi grammatici
XVII - L'astrologia
XVIII - Cleopatra e il grande incendio
XIX - La nuova era. Le scuole di pensiero alessandrine
XX - Claudio Tolomeo, (Tolomeo) e Galeno
XXI - Alessandria e la religione
XXII - Gli Gnostici cristiani e i primi Neoplatonici
XXIII - I primi Padri del cristianesimo
XXIV - Origene
XXV - Un secolo di persecuzioni
XXVI - E i santi ...
XXVII - Gli ultimi matematici XXVIII La controversia ariana
XXIX - II saccheggio del Serapeo
XXX - Ipazia
XXXI Anno Domini 642
XXXII - II Rinascimento alessandrino XXXIII La nuova Bibliotheca Alexandrina Bibliografìa Indice dei nomi


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