Titolo: Egitto magico. Monili e amuleti del deserto e delle oasi
Autore: Giovanni Carlo Bonotto
Editore: Celid
Pagine: 240
Formato: 21 x 29,7 cm
Illustrazioni: a colori e in b/n
Anno: 2007
Codice ISBN: 88-7661-757-7
Prezzo: 30,00 Euro
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In un ambiente di incomparabile bellezza ma talmente duro da risultare ostile,
l'onore per gli uomini e la fertilità per le donne emergono come i valori
fondamentali attorno ai quali i beduini delle comunità tradizionali a oriente e
a occidente del Nilo organizzano la loro vita pubblica e privata. Ma mentre
l'onore, prerogativa esclusivamente maschile, può essere liberamente
controllato dall'uomo, la donna non può comandare la propria fertilità; ne
dipende anzi completamente, e anche questa dipendenza contribuisce a collocarla
senza scampo in una condizione di ineluttabile inferiorità sociale. Se una
sposa non riesce a dare alla luce figli maschi, o peggio, non è fertile, viene
spesso ripudiata o deve accettare di condividere il suo uomo con un'altra
donna. Lo studio dei riti, delle pratiche magiche, degli ornamenti e degli
amuleti ha messo in evidenza che, a partire con ogni probabilità dalla seconda
metà del secolo XIX, le donne beduine sono riuscite a costruire un particolare
tipo di relazioni tra magia e pratiche discorsive dominanti, che si è sviluppato
e consolidato secondo tre principali direttrici: esaltare e proteggere
l'unicità del proprio ruolo di madre, deviare su agenti esterni (malocchio,
fatture, possessione degli spiriti) la responsabilità degli insuccessi nel
campo della fertilità e modificare a proprio vantaggio un certo numero di
relazioni ideali e materiali derivanti dal proprio ruolo privato e pubblico.
Questa azione dialettica è stata inscritta in maniera singolare negli argenti,
nelle pietre e negli amuleti, che vengono quindi interpretati di fatto come
veri e propri testi nei quali la donna beduina ha reso espliciti i propri
orientamenti e ridefinito gli schemi per interpretare la fertilità in modo a
lei più favorevole. Per sortire l'effetto sperato, però, le direttrici ideali e
le pratiche rappresentate dagli amuleti e dai riti magici dovevano entrare a
far parte del bagaglio culturale della comunità intera ed essere condivise
soprattutto dagli uomini: una circostanza che l'universo femminile ha cercato
di garantirsi attraverso la circolazione e la funzione dei monili fra le tribù
del deserto e delle oasi.
Giovanni Carlo Bonotto, ingegnere, dopo aver conseguito la
specializzazione in Psicologia all'Università di Torino, ha conseguito il
master di Antropologia e Sociologia all'Università Americana del Cairo. In
Egitto, dove ha vissuto per quindici anni, ha iniziato a occuparsi di monili e
amuleti delle comunità del deserto, cercando di interpretarne il significato e
la funzione sia sul piano individuale, sia collettivo.
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