I libri di Paola Maresca sui Giardini acquistabili su archimagazine:
Giardini, Donne e Architettura
Giardini incantati, boschi sacri e architetture magiche
Giardini, Mode e Architetture insolite
Il giardino e il fantastico
Giardini e Oriente

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Titolo: Giardini e Oriente
A cura di: Paola Maresca
Editore: Angelo Pontecorboli
Contributi di: Paola Maresca, David Palterer, Litta Medri, Maurizio Oddo, Silvia Mantovani, Luigi Zangheri
Collana: Giardini e Architettura - 2
Formato: 20x20 cm
Pagine: 109
Illustrazioni: bianco e nero
Anno: novembre 2006
Codice ISBN: 88-88461-54-X
Prezzo (di copertina): 16,00 Euro

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"Tra le due mura di cinta [...] ci sono prati e alberi e ogni specie di animali selvatici:
cervi bianchi, caprioli, daini, quei cervi che producono il muschio, scoiattoli, ermellini e altri animali ancora belli e rari. Ce ne sono tanti che tutto il giardino ne è pieno, salvo lo spazio riservato al passaggio delle persone.
Sull'angolo di nord-ovest del palazzo c'è un gran lago pieno di pesci d'ogni genere [...]. A Nord a una distanza dal palazzo di un tiro di freccia, il Gran Khan ha fatto costruire una montagna alta cento passi e di circa un miglio di circonferenza, coperta di alberi che non perdono mai le foglie perché sempre verdi [...]. Ha fatto poi ricoprire tutta la montagna di pozzetti di lapislazzuli che è una pietra verde [...]. Sulla cima c'è un pa-lazzo, anch'esso verde, così grande e bello che chiunque lo guardi ne rimane incantato".

Marco Polo, Il Milione

L'Oriente agli occhi occidentali è sempre apparso rivestito di un'aurea immaginifica che ha catturato la fantasia di molti scrittori, soddisfatto l'ansia di meraviglia di numerosi esploratori / alimentato la passione per l'arte orientale, passione che si è concretizzata in un collezionismo colto e raffinato.
Un Oriente all'inizio idealizzato, ricostruito con grande fantasia sulla base dei resoconti dei viaggi dei grandi esploratori, e che dal XVII secolo darà vita ad una raffinata moda diffusasi in tutta Europa dall'architettura all'arredamento, dall'abbigliamento fino alla letteratura e il teatro come "facon de Chine"'.
Il gusto per l'esotico, infatti, da tempo aveva già invaso la corte di Versailles, dove un certo cavaliere d'Arvieux, vissuto per dodici anni tra gli ottomani, faceva divertire il re e più ancora la sua favorita Madame de Montespan, con il racconto delle usanze sentimentali delle donne turche. Sulla scia di questa crescente passione Luigi XIV ordinerà allo stesso d'Arvieux di unirsi a Molière e a Luili "per comporre un'opera di teatro - scrive d'Arvieux nelle sue memorie - in cui potesse fare entrare qualcosa dei costumi e delle usanze dei turchi". Nascerà così la commedia " II Borghese Gentiluomo" dove il protagonista sogna di far sposare la figlia ad un principe turco.
Del resto la moda per l'esotico, assieme alla curiosità di sperimentare nuove sensazioni, si diffondeva sempre più: dall'arte della tavola, dove cresceva il gusto per le nuove bevande, quali il caffè o la cioccolata, alla letteratura con la traduzione delle novelle delle Mille e una Notte per opera di Gallard, pubblicate ai primi del XVIII secolo, che coronavano questa moda imperante, fino a contrassegnare anche la produzione architettonica e decorativa.
Il pittore Jacques Aved, divenuto famoso per aver ritratto un ambasciatore turco nel 1772, scatenò la nuova passione fra gli aristocratici di farsi ritrarre in costume orientale. Molti viaggiatori e diplomatici occidentali avevano portato in Europa i costumi orientali, che dapprima cominciarono a diffondersi durante i balli mascherati e poi influenzarono la moda, la stessa Maria Antonietta e la sua corte amavano indossare vestiti "alla Sultana".
Questa nuova tendenza del gusto, questo desiderio insieme di fasto e di esotismo, alimentato anche dai resoconti dei viaggi dei missionari nel paese del Sol Levante, finirà per imporsi anche sullo scenario del giardino dando vita fin dal XVIII a quella nuova tendenza per le prospettive irregolari e cangianti, per i sentieri tortuosi e le prospettive fugaci, segnate dafabriques dalle più insolite e diverse forme che si definirà giardino anglo-cinese. Passeggiare nel giardino divenne come una sorta di viaggio intorno alla mia stanza di De Maistre che sollecitava la fantasia e l'immaginazione.
"Mais il est plus sur d'attribuer les premierei parcs irréguliers aux Chinois - scrive Lefreve nel suo saggio sui giardini del 1882 - Bien des siècies avant notre ère, la Chine avait surpassé Vari des le Notre et de Kent, autant aue la puissance et la richesse des empereurs chinois dépassaient la grandeur et le faste de Louis XIV ou de la reine Anne".
Lefreve nel suo scritto, attribuendo l'invenzione dei parchi irregolari ai cinesi, descrive i soli giardini Imperiali della Cina, dove fin dal X secolo dopo Cristo si riflette la ricchezza del Grande Impero, come nel giardino di Kubla Kan che doveva con le sue meraviglie destare l'ammirazione del viaggiatore veneziano, o nel giardino Riflesso della Perfezione di Pechino (XVIII secolo), che si stendeva su di un terreno di circa 320 ettari riproducendo nei suoi cangianti scenari cento diversi paesaggi.
L'Oriente, terra di mille seduzioni e incantamenti ha continuato ad esercitare il suo fascino rarefatto fino a tutto il XIX secolo influenzando numerosi artisti e letterati. La diffusione delle Mille e una Notte, tradotte integralmente, rilanciarono l'interesse per l'Oriente.

SOMMARIO
Giardini e Oriente, - Paola Moresca - 5
I Giardini Bahà'ì di Haifa, David Palterer - 9
II Kafeehaus, Litta Medri - 19
Giardini, Oriente e pittoresco, Maurizio Oddo - 27
Madama Butterfly, Silvia Mantovani - 45
Sotto il segno dell'Oriente, Paola Moresca - 59
II paradiso nei giardini persiani, Paola Moresca - 93
Recensioni - 102


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