Elenco dei libri disponibili nella stessa sezione

Titolo: Storia del giardino e del paesaggio. Il verde nella cultura occidentale
Autore: Luigi Zangheri
Editore: Olschki
Collana: Giardini e paesaggio, vol. 6
Formato: 17 × 24 cm
Illustrazioni: con 232 illustrazioni nel testo e 14 tavole fuori testo a colori
Pagine: 390
Anno: 2003
Codice ISBN: 88-222-5171-7
Prezzo (di copertina): 33,00 Euro

Clicca per procedere all'acquisto

Una rassegna di riflessioni e di documenti sui temi della storia del giardino e del paesaggio non sempre indagati nei manuali della storia del "verde". Una prima parte è dedicata ai giardini europei considerati nel loro contesto storico e paesaggistico a partire dal giardino dell’antichità e del medioevo per poi passare ai giardini delle ville medicee e alla loro fortuna europea. Seguono capitoli sulla formazione degli orti botanici, sui giardini principeschi dell’età barocca, quelli dell’Arcadia, di Capodimonte, sui parchi delle città termali degli Asburgo Lorena, e sui giardini borghesi nella Berlino del primo Novecento, fino all’esperienza di Pietro Porcinai.

Quattro capitoli sulle feste nei giardini compongono la seconda parte, mentre la terza contiene approfondimenti sul giardino pensile di Babilonia, gli acquedotti, l’archeologia, le grotte, e i vasi in terracotta.
Un ricco apparato iconografico con immagini spesso inedite favorisce e accompagna la lettura dei testi nei quali il termine "giardino" è sempre affiancato a quello di "paesaggio". Due locuzioni che a ben vedere appartengono ad una stessa radice mai nettamente separata, partecipe di un medesimo divenire.

Premessa al volume dell'autore
Le pagine che seguono non intendono costituire un manuale di storia del giardino e del paesaggio, si propongono piuttosto come rassegna di riflessioni e di documenti su temi non sempre indagati nella storia del 'verde'. Argomenti che comunque sono stati affrontati secondo una logica che riconosce al giardino l'essere "una composizione architettonica e vegetale che dal punto di vista storico e artistico presenta un interesse pubblico. Come tale è considerato un monumento" (art. 1 della 'Carta di Firenze' del 1982). La storia del giardino e del paesaggio è tutto sommato una disciplina abbastanza recente, nonostante la disponibilità di contributi di notevole spessore a partire dalla Geschíchte der Gartenkunst di Marie Luise Gothein pubblicata per la prima volta a Jena nel 1914, per arrivare ai più recenti lavori di Fariello, Tagliolini, Mosser Teyssot, e della Zoppi.

Poiché l'universo dei giardini non ha limiti, e la sua conoscenza non può essere definita con sole valutazioni scontate o di sapore giornalistico, come spesso accade di leggere, occorre recuperare una solida metodologia storica. Dalla ricerca archivistica, dalla lettura critica delle fonti, dall'analisi della cultura propria a ciascun periodo storico, si può e si deve pervenire ad una più compiuta conoscenza del giardino del passato e del presente. Con questa chiave ho cercato di fornire una visione chiara su alcuni temi tra i più significativi della storia del giardino, tenendo conto come al termine 'giardino' si affianchi quello di 'paesaggio'. Due locuzioni che a ben vedere appartengono ad una stessa radice mai nettamente separata, partecipe di un medesimo divenire.

Con la speranza di avere risposto alle sollecitazioni degli allievi che ripetutamente hanno chiesto i testi delle mie lezioni, debbo ringraziare le biblioteche e gli archivi che hanno offerto il loro prezioso e determinante contributo nella raccolta dei materiali documentari e iconografici. Ringrazio anche i numerosi amici che, nel corso degli anni, hanno ' favorito le mie ricerche, e non ultimi Lucia Tongiorgi Tomasi e Daniele Olschki a cui debbo l'ospitalità nella Collana "Giardini e Paesaggio".


INDICE
Premessa

Parte I
IL VERDE NELLA CULTURA OCCIDENTALE
I. Orti greci e giardini romani
II. L'hortus conclusus e il giardino della Firenze medievale
III. Il paesaggio agrario in Giotto, Ambrogio Lorenzetti e Benozzo Gozzoli
IV. Le ville e i giardini dei Medici
V. Il giardino dimenticato di don Luigi di Toledo
VI. La fortuna dei giardini medicei in Europa
VII. I giardini de' semplici, gli orti botanici e le serre
VIII. Versailles e il Grand Siècle
IX. Il paesaggio delle ville, dei giardini e delle bandite nella Toscana dell'età barocca
X. Giardini principeschi e parchi venatori ne Italia del Settecento
XI. Carlo III di Borbone e il Bosco di Capodimonte nelSettecento
XII. I giardini dell'Arcadia
XIII. Il verde nelle città termali degli Asburgo Lorena
XIV. Il parco agrario delle Cascine dell'Isola a Firenze e l'opera di Giuseppe Manetti
XV. Joseph Frietsch giardiniere in Toscana
XVI. Giardini e parchi pubblici a Firenze: formazione e usofino al secolo XIX
XVII. Giulio Bernardini e il parco termale di Montecatini
XVIII. I giardini borghesi nella Berlino del primo Novecento
XIX. I giardini di Pietro Porcinai

Parte II
IL GIARDINO E LA FESTA
XX. Le feste e gli apparati nei giardini europei della seconda metà del Cinquecento
XXI. I giardini di Venere e la scenografia barocca fiorentina
XXII. Materia e tecnologia negli apparati del Tacca a Boboli
XXIII. Le feste dei Lorena in giardino

Parte III
RIFERIMENTI E VARIA
XXIV. Il giardino pensile di Babilonia
XXV. Acquedotti e sistemi idraulici
XXVI. L'archeologia e il restauro dei giardini storici
XXVII. Le grotte dei giardini
XXVIII. I vasi in terracotta dei giardini italiani ed europei

Abbreviazioni
Bibliografia
Indice dei luoghi

La Casa editrice Olschki
1997-1998 UMBERTO ECO
. "Questa casa editrice, che pure pubblica ogni anno autori nuovi su argomenti anche imprevedibili, e mai prima studiati, non è mai andata a caccia di novità, né di altissime tirature. Alterna una attività d'archivio, e di ristampa di opere antichissime, al proposito di investigare con occhio contemporaneo antichi scartafacci, e alla luce di una robusta tradizione rilegge non solo Ficino ma anche Palazzeschi. Un catalogo Olschki trasmette il gusto della lettura del catalogo antiquariale anche quando ci parla di un libro sulla Resistenza, salvo che a differenza del catalogo antiquariale permette sia di immaginare sia, volendo, di possedere".

1999-2000 ENZO SICILIANO. "La Olschki è rimasta, cioè, vicina all'Università italiana, alle istituzioni culturali italiane, in particolare sul versante umanistico, quale veicolo privilegiato per quanto esse hanno potuto produrre, e producono, di più specifico e, va detto, di elitario. Con un tratto eminente: quest'elitarismo non si è mai trasformato in qualcosa di narcisistico, non ha mai soddisfatto qualche vena psicologica; è stato, piuttosto, sempre risultato di un'attenzione a quanto rischia di restare ai margini della produzione libraria, o del tutto inevaso, sotto la pressione delle mode. Questa pressione, ormai, si avverte anche in molta produzione di saggistica scientifica. La Olschki, contro certe pressioni, ha alzato un argine, restando fedele alla propria linea, continuando a seguire la sofferta coerenza degli studi, di quegli studi la cui finalità si risolve in un puro servizio nei confronti della conoscenza umana".


www.archimagazine.com       -       È vietata la riproduzione anche parziale

Torna su